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La mia piccola storia del cinema: dal 1934 al 1938

2020.11.15 19:01 yabluz La mia piccola storia del cinema: dal 1934 al 1938

Torno dopo qualche settimana di pausa e con un nuovo account a raccontare il mio personale viaggio nella storia del cinema, che da 12 anni ho deciso di intraprendere in modo insolito perché guardo i film in ordine cronologico per anno. Certo mi perdo tutte le ultime novità, ma mi diverto lo stesso tanto così e poi sono quasi arrivato a finire il 1968, cosa voglio di più? Comunque, questa mia strana scelta aveva destato curiosità qui sopra e così mi sono deciso a condividere i miei film preferiti. Ovviamente chi cerca una storia completa, dettagliata e piena di film per palati fini non la trova qui, io non sono un critico, né voglio passare per tale.
1934
Di quest’anno ho visto 113 film intorno al 2012, ma ne cito solo alcuni. Il mio preferito in assoluto è “Accadde una notte” di Frank Capra, perché sono romantico, perché mi piace Gable, perché tutta la notte trascorsa dai due nel motel è tenerissima e perché è un film chiave della commedia hollywoodiana anni ’30, fonte di ispirazione per molti anni a venire. Fu anche l’unico film a vincere tutti i 5 oscar principali prima di Qualcuno volò sul nido del Cuculo.
Schiavo d’amore” è forse il primo cult con Bette Davis che mi è piaciuto tanto. La Davis è l’attrice che meglio di tutte sa convogliare sentimenti di disprezzo, Leslie Howard è la spalla ideale per subire le sue umiliazioni. Lei ne fa polpette.
l’Atalante” di Jean Vigo è un placido viaggio tra i canali della Francia, con l’acqua che lentamente si insinua nel matrimonio dei personaggi e li fa pensare, tentennare e ondeggiare. Vigo morì giovanissimo, Dita Parlo è la seducente protagonista femminile amata da Madonna che la cita in un suo successo del 1992.
In pillole poi questo è certamente l’anno della Colbert, che è una bellissima “Cleopatra” e compare anche nel melodramma “Lo specchio della vita”, tra i primi film con attrici di colore tra le protagoniste. Emerge anche Shirley Temple, la baby star più famosa di sempre, con i suoi film a lieto fine e numeri di tip tap. Inizia la serie dell’uomo ombra, sofisticata e ironica, c’è il Monte Cristo di Robert Donat e le “Storie di erbe fluttuanti” di Ozu, maestro giapponese.
1935
Di quest’anno ho visto 112 film intorno al 2012-2013, ecco quelli che mi hanno colpito di più.
La tragedia del Bounty” con Laughton che subisce l’ammutinamento da parte di Gable e Franchot Tone. Di questo film c’è una versione ogni 20 anni, e anche se la mia preferita è quella con Bogart, questa pure intrattiene alla grande. Laughton era così bravo, versatile come pochi. Quest’anno è anche in un ruolo comico in “Il maggiordomo”.
Davide Copperfield”, di Cukor ha il punto di forza secondo me nella spassosa Edna May Oliver, una delle caratteriste più divertenti degli anni ’30. Il protagonista era Freddie Bartholomew il cui nome non dice niente forse, ma per qualche anno furono sue tutte le parti migliori per attori della sua età, come per esempio il figlio di…
…“Anna Karenina”, che è il ruolo chiave per la Garbo, a metà anni ’30 al top della bellezza e della fama. La Garbo aveva già recitato nel ruolo della Karenina 8 anni prima nel muto, ma qui mi piace anche di più.
Una locanda di Tokyo” è uno dei tanti film del giapponese Ozu che mi piacciono tanto. Questo regista era capace di trasformare una piccola e insignificante storia in un dramma toccante. Qui c’è un papà con due figli che ha perso il lavoro e lotta per trovare qualcosa da dare ai figli. Si imbatte in una donna che a sua volta è da sola con una bimba piccola e ne prende a cuore le sorti. Se guardi il film sai che il dramma è dietro l’angolo, ma sei costretto per forza ad andare all’incrocio perché quella è la tua strada.
Poi segnalo: “Cappello a cilindro” con Astaire e Rogers, e i film con questi 2 erano tutti identici, praticamente dei fantasy dato che faccio fatica a credere come ci si possa innamorare di Fred Astaire ma lasciamo perdere; “I lancieri del Bengala”, che è un buddy movie con Gary Cooper e Franchot Tone, che era in questo periodo tra le mani di Joan Crawford; quindi è imperdibile la cena di “Primo Amore”, in cui Katharine Hepburn ha invitato l’innamorato Fred MacMurray a casa e per non fare brutta figura ha convinto Hattie MacDaniel a fare da cameriera, ma lei non è proprio una cameriera coi fiocchi… la MacDaniel fa scompisciare. La Hepburn è ovunque quest’anno, si traveste da uomo ne “il diavolo è femmina” e Cary Grant non se ne accorge… cough cough…
Il 1935 è anche l’anno del “Trionfo della Volontà”, diretto da Leni Riefenstahl, che lasciate le montagne dei suoi film muti ora diventa la regista principale del regime Nazista. Questi documentari fanno venire i brividi. In Italia nel frattempo andavano i film di regime e le commedie leggere, per esempio “Vecchia guardia” o “Non ti scordar di me”.
1936
Di quest’anno ho visto 130 film verso il 2013, sono tanti 130…, quali mi sono piaciuti di più?
Il mio preferito è “è arrivata la felicità” di Frank Capra, esatto sono un fan di Capra, con Gary Cooper e Jean Arthur. Gary Cooper è perfetto per Capra, un po’ come Harrison Ford è perfetto per Spielberg o Di Caprio per Scorsese. Il film è pieno di buoni sentimenti, ma che male c’è, è bello sognare.
Bette Davis e Leslie Howard tornano insieme per “La foresta pietrificata”, in cui c’è Bogart nel ruolo del gangster prepotente. Invece in “Furia” la povera Silvia Sidney assiste al linciaggio dell’amato Spencer Tracy. La Sidney aveva il sorriso più bello degli anni ’30, magnifica. Tracy poi è un prete, accanto a Gable nel musical “San Francisco” ambientato nei giorni del terremoto del 1906, mentre la Sidney finisce in “Sabotaggio” di Hitchcock, con una lunga sequenza piena di suspence e una pellicola che può esplodere da un momento all’altro.
L’impareggiabile Godfrey” è un titolo chiave della commedia screwball, con William Powell che finisce in una casa piena di ricchi annoiati tra cui la splendida Carole Lombard, che passa le serate a giocare alla caccia al tesoro.
La Garbo quest’anno languisce nei panni della Gautier, mentre Shirley Temple è nel classico “Cin Cin”, infine Ginger Rogers non è mai stata così leggera come in “Follie d’Inverno”, volava. Memorabile però la perfida furia della giovanissima Bonita Granville in “la Calunnia”, in cui due maestre sono accusate di essere amanti, tema scandaloso per l’epoca. Il film ebbe un remake 25 anni dopo.
L’Ozu dell’anno è “Figlio unico”, e questo è anche l’anno dell’ultimo semi-muto di Chaplin, “Tempi moderni”. Chaplin andava sempre a segno, ma ancora non si era deciso ad abbracciare completamente il sonoro.
1937
Ho visto “Biancaneve e i sette nani” per la prima volta al cinema nell’anno del quarantennale. 30 anni dopo lo rivedo pensando che si trattasse di un film per bambini e invece no, capisco che è veramente un capolavoro. Di Disney ne sono venuti a dozzine dopo, ma questo resta sempre indimenticabile per me, è semplice e ti prende.
Cupo tramonto” di Leo McCarey mi fa venire un nodo in gola. La solitudine dei genitori che sono diventati anziani e vengono messi lentamente ma inesorabilmente in disparte dall’età, dai figli, e dal tempo, mi ha fatto con delicatezza, ma implacabilmente scendere le lacrime agli occhi.
L’uomo che amo” con Charles Boyer e Jean Arthur: metto la mano sul fuoco che Cameron l’ha visto e studiato perché se non vi viene in mente il Titanic qui…
Scene cult quelle in cui Robert Montgomery rivela i suoi veri colori alla povera May Whitty di “Notturno tragico”, Henry Fonda nel braccio della morte in “Sono innocente” e le lacrime di Mickey Rooney in “Capitani coraggiosi”.
Il 1937 è anche l’anno di esordio di Totò, magrissimo e dinoccolato in “Fermo con le mani” ed esce poi “La grande illusione”, di Jean Renoir con Jean Gabin, una della più grandi star francesi di ogni tempo che in questo struggente film è opposto a Erich von Stroheim, al quale nessuno più produceva film ma almeno poteva recitare ugualmente.
Infine, Bette Davis viene presa a pugni in “le cinque schiave”, mentre si possono vedere le pellicole con il disastro dell’Hindenburg. A fine anni ’30 escono tanti film con personaggi seriali, da Mr. Moto a Bulldog Drummond, a Maisie, a Charlie Chan.
1938
In quest’anno escono molti film che mi sono piaciuti, ma mi sono messo in testa che questo post deve essere più breve dei miei precedenti per cui sintetizzo.
La signora scompare”, mette insieme i treni, Hitchcock e papà Redgrave: è il mio Hitchcock preferito pre-Hollywood e la scritta sul vetro l’ha poi ripresa Flight Plan con Jodie Foster.
L’eterna illusione”, è un film di Capra con la sua beniamina Jean Arthur e l’allora giovanissimo James Stewart. La seconda metà degli anni ’30 Capra era una specie di Re Mida. Qui è bella la scena in cui Edward Arnold finisce nella gabbia di matti che è la casa di Lionel Barrymore.
Susanna!” e “incantesimo” sono la coppia di film girati insieme quest’anno da Katharine Hepburn, chiamata il veleno del botteghino perché i suoi film spesso non facevano presa, e Cary Grant, ormai una star affermata e non più un Gary Cooper di serie b. In questo periodo Grant viveva insieme all’amico del cuore Randolph Scott, icona western, e mentre le voci a Hollywood giravano, lui faceva autoironia senza problemi. In Susanna lo vediamo gaio e sorridente nella vestaglia della Hepburn.
In “Jezebel”, Bette Davis fa scalpore nella società di metà ‘800 indossando un abito rosso fuoco al ballo in cui il dress code prevedeva un purissimo e virginale bianco. Attratta dall’elegante Henry Fonda e dal virile George Brent (il suo leading man preferito), vince l’Oscar prima di Rossella O’Hara. Che attrice e che scena, si ferma l’aria quando lei entra nella sala da ballo.
Fumo, chiaroscuro, freddo palpabile, atmosfera rarefatta, anni prima del noir, c’è l’elegante e poetico film di Marcel Carné “Il porto delle nebbie”, fatto di solitudini, incomprensioni e allusioni. Gabin ha un altro ruolo interessante e Michele Morgan ha uno sguardo ipnotizzante. Il cinema francese di fine anni ’30 era avanti stilisticamente, se ne appropriano consapevolmente o meno tanti registi degli anni ’40.
Il 1938 poi è l’anno in cui Errol Flynn interpreta “Robin Hood”, nella versione con Claude Rains e Olivia de Havilland. Se solo Flynn non si fosse attaccato alla bottiglia in quanti altri successi sarebbe comparso. Wendy Hiller e Leslie Howard sono l’eleganza personificata in “Pigmalione”, la classica storia alla Pretty Woman per internderci.
Infine, escono gli interessanti documentari sulle Olimpiadi di Berlino, “Olympia” e “Apoteosi di Olympia”. Di quest’anno anche uno dei più brutti film che io abbia mai visto è cioè l’indescrivibile “The Terror of Tiny Town” e cioè un b-western con protagonisti tanti nani, niente contro i nani, è che il film non si può vedere.
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2020.10.29 21:46 anfotero "Sunfall” di Jim Al-Khalili - una recensioen delusa

Ho preso questo romanzo perché il marketing lo descriveva come fantascienza, per di più a opera di un fisico.
Cosa che Al-Khalili di certo è, peccato soltanto che non sia un bravo scrittore.
E il romanzo non è di fantascienza, è un thriller.
Un thriller fatto male.
Ho quindi pensato di recensire pro bono, magari evito che qualcun altro ci caschi.

...:::SPOILER ALERT:::...



A me piace la hard sf, dove la plausibilità della fisica è importante e la storia è imperniata su un problema e sul lavoro di risoluzione in cui si impegnano i protagonisti (esempio: L'Anello di Caronte di Roger MacBride Allen). Mi piace leggere come, date le conoscenze scientifiche esistenti nel mondo del romanzo, l'umanità affronti sfide complesse con l'arguzia e la creatività che ci hanno garantito la sopravvivenza nel corso della nostra storia evolutiva.
Ecco, niente di tutto questo.
Al posto di un problema complesso abbiamo goffo spionaggio, improbabile terrorismo, segretissimi dati criptati decriptati in 5 minuti, "colpi di scena" telefonati da chilometri e nessuna tensione. Anche come thriller è un fallimento.
Non che il problema non esista e sia interessante, eh: il campo magnetico terrestre si sta indebolendo perché vicino all'inversione dei poli e, sfortuna delle sfortune, proprio in quel momento la Terra sta per essere investita da un'espulsione di massa coronale.
Tutto questo è scientificamente plausibile e corretto ma non ha alcuna rilevanza, è un dettaglio secondario che serve soltanto come plot device per mettere in moto una trama fiacca incollata alla meno peggio da uno scrittore inesperto dalla penna poco felice.
La "soluzione" proposta fa uso della materia oscura come un deus ex machina letteralmente magico (basta buttare lì la parola "quantistico" di quando in quando) capace di risolvere qualsiasi problema rimettendo in moto il nucleo liquido della Terra (e l'autore cita anche "The Core" prendendolo in giro... poi propone qualcosa di paragonabile per idiozia), il tutto purché i nostri impavidi protagonisti riescano a costruire una macchina capace di sparare un fascio di neutralini nel nucleo terrestre.
Problema e soluzione ridicola sono proposti entro le prime 100 pagine. La "tensione", se possiamo chiamarla così, viene dall'infinita e del tutto prevedibile sequela di sabotaggi di una organizzazione terroristica che vuole l'estinzione dell'umanità, guidata da ("colpo di scena" manco per niente, si capisce un centinaio di pagine prima) un senatore USA. Per tutto il libro è SEMPRE chiaro ed evidente che la Terra rimarrà incolume, che tutto quello che accade su pagina è privo di conseguenze e gli eroi salveranno il mondo senza riportare nemmeno un graffio. Di teso c'è solo la conta delle pagine che ci separano dalla fine di questa agonia: assolutamente zero coinvolgimento per tre quarti del libro, in nessun momento si nutre mai il minimo dubbio che tutto andrà a buon fine perché Khalili è così goffo da non riuscire a mettere su un intreccio in grado di convincere il lettore che qualcosa andrà come NON si aspetta. Ogni tanto ci prova eh, ma niente: è chiaro che sarà un buco nell'acqua. Alcune scene sono ai limiti del risibile e i tentativi dell'autore di essere "meta" peggiorano la questione, come quando il cattivone si mette a raccontare i suoi piani malvagi all'eroina un secondo dopo aver detto "ora non ti aspetterai che ti racconti i miei piani malvagi, no? Questo non è un film!".
La scienza usata nel libro è fondata nella realtà ma usata malissimo. Esempio? Il fantasioso trattamento della materia oscura, che sospetto l'autore abbia scelto come "soluzione" perché è facile farle fare qualsiasi cosa serva alla trama senza stare lì a preoccuparsi di come funge, dato il poco che ne sappiamo. La sfida intellettuale per la risoluzione del problema dura forse 20 pagine: la trovano subito e sappiamo subito che funzionerà senza fallo.
Insomma, in definitiva Al-Khalili sembra pensare che basti infilare qui e lì qualche spiegone di fisica per rendere interessante una storia fiacca, vuota, dai personaggi infallibili e sottili come cartone, priva di suspense, che si sa già come andrà a finire a pagina 100. Non è un buon thriller, non è buona fantascienza: è un maldestro tentativo di imitare un disaster movie hollywoodiano su carta e il risultato è meno che mediocre.
EDIT: ARGH! Errore di battitura nel titolo, vergogna su di me.
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2020.10.06 04:34 Sr-Xande Padre con derecho quiere me case con su hija (mi ex novia) PARTE 1

Buenos días, tardes o noches amigos de Reddit, esto es algo reciente por lo tanto esta historia aún no tiene conclusión, así que más adelante publicaré el desenlace.
Personajes: (Nombres cambiados por respeto al anonimato)
PD: Padre de mi ex novia.
Laura: Mi ex novia.
Yo: Oscar
Para entrar en contexto, fui novio de Laura hasta hace 6 meses, llevábamos una relación de casi un año y medio, ella era una persona completamente diferente cuando comenzamos a ser novios, después se volvió controladora, manipuladora, tóxica y muy cortante, yo tenía una buena relación con su madre, ella es una señora muy buena y noble, pero con su padre es otra historia, desde el primer momento que me vio ya sentí el desprecio que sentía por mí, pero sinceramente no me importó.
Mi relación con mi novia terminó, debido a que la encontré en mi propia cama teniendo diversión con alguien más, durante esa época vivíamos juntos, así que cuando presencié esa escena, tomé un respiro, empaqué sus cosas, las tiré a la calle y le dije que se largará y durante 2 meses desahogué mi pena y tristeza jugando videojuegos y tratando de conocer gente nueva.
Ahora estamos en el presente, soy un empleado promedio que ahora está volviendo al trabajo después de la pandemia, el sueldo me alcanza para sobrevivir pero no me quejo, no había tenido contacto con mi ex desde hace 6 meses y sinceramente no me importaba, hasta que hace 2 días me llegó un mensaje:
Laura: Hola Oscar.
Yo: ¿Quién eres?
Laura: Soy Laura, ¿Cómo has estado? Ha pasado un tiempo.
Yo: ¿Qué quieres?
Laura: Bien, no hace falta ser tan frio
Yo: Ve al grano, estoy ocupado
Laura: ¿Podemos vernos? Me gustaría hablar
Yo: ¿Para qué?
Laura: Solo quiero hablar, eso es todo.
Yo: No tengo tiempo para tontería.
Laura: Por favor, al menos escuchame.
Yo: ¿Y porqué debería?
Laura: Es lo único que pido, solo quiero hablar.
En mi mente pasaban muchas posibilidades, debido a que ella nunca había sido tan dócil y que me escribiera de la nada solo despertó mi incertidumbre y después de pedir consejos a personas con experiencia, creí que debería darle el beneficio de la duda... Todos sabemos que no estaría escribiendo esto, si no hubiera sido un error, a parte por mi mente pasaba la posibilidad de que quería disculparse por lo que hizo.
Yo: ¿Cuando y donde nos encontramos? Y más vale que sea rápido.
Laura: ¿Podemos vernos el domingo en el parque?
Yo: Bien, nos veremos a las 1:00 PM
Laura: Pero es muy temprano.
Yo: Tomalo o dejalo, no tengo más tiempo.
Laura: Bien, entonces nos vemos.
Llega el día y fui al parque donde nos encontraríamos, llegue justo a la hora exacta y ella llegó 20 minutos después, no es por ser fastidioso, pero algo que odio es que la gente desperdicie mi tiempo.
Ella había comprado un Cheescake para los 2 así que caminamos, nos sentamos en una mesa y comenzamos a hablar, ella en algún punto intentó tomar mis manos, así que la mitad de la conversación estuve con los brazos cruzados, después de muchos rodeos la conversación fue más o menos así.
Laura: ¿Como has estado?
Yo: Bien
Laura: ¿Como va el trabajo?
Yo: Normal
Laura: ¿Como ha estado la cuarentena?
Yo: Nada fuera de lo normal, ya me conoces.
Laura: Si...
Sé que puedo sonar un poco cortante, pero en ese momento por mi mente pasaban varias cosas y trataba de mantener la mente fría; cansado de rodeos, le digo que de deje de tonterías y que vaya directo al punto.
Laura: Mira, se lo que hice y fui una horrible persona al haberte hecho eso.
Yo: Es es muy evidente.
Laura: No te supe apreciar y fui una tonta al no ver lo que hacías por mí.
Yo: Gracias por darte cuenta (tono sarcástico)
Laura: Por eso quiero pedirte perdón, sé que lo que hice no tiene perdón.
Yo: En algo estamos de acuerdo.
Laura: Pero en esto momento necesito tu apoyo.
Yo: ¿Crees que mereces mi ayuda?
Laura: Por favor, dejame terminar. Te pido esto no como una persona, si no como alguien a quien solías amar.
Yo: Desde mi punto de vista, tu nunca me amaste.
Laura: Si lo hice. (sollozando)
Yo: Entonces ¿Por qué lo hiciste?
Laura: Lo sé, lo sé, fui una tonta. Pero se que eres alguien bueno, así que te pido que me ayudes. (sollozando)
Yo: ¿Que mierda quieres de mi?
Laura: Tengo un gran problema y no tengo quien me ayude, por eso di que me vas a ayudar.
Yo: No me vengas con rodeos, dilo de una vez.
Laura: Estoy embarazada.
Yo: entro en shook pero intento mantener la compostura
Laura: Se que nunca me vas a perdonar, pero ahora sé que tu eres un hombre increíble y muy bueno, te pido que no me abandones en estos momentos.
Yo: ¿Ahora me vienes con esto? Me traes aquí y me bienes balbuceando estupideces, solo para ¿Pedirme ayuda?
Laura: Por favor no me dejes, te necesito, no puedo hacer esto sola, no tengo a nadie. (Llorando) Podemos ser una familia, siempre dijiste que querías formar na familia ¿no es verdad?
Eso de formar una familia es verdad y me enfado el hecho de que intentará usar eso a su favor.
Yo: Pideselo al que debe tomar la responsabilidad. Me levanto de la mesa y me voy
Laura: Me agarra del brazo NO ME DEJES, TE LO PIDO, POR FAVOR, NO TE VAYAS OSCAR, NO PUEDO HACER ESTO SIN TI.
Yo: Sueltame.
En ese momento hace la aparición el PD que estaba en la otra mesa, viendo como se desarrolla la situación.
PD: Usted no se va a ninguna parte.
Yo: ¿Usted que hace aquí?
PD: ¿Se cree muy hombresito? ¿Cree que puede hacer lo que quiera con mi hija y después dejarla?
Yo: ¿De qué está hablando?
PD: Usted se casará con MI hija y se hará cargo de SU hijo.
Yo: ¿De qué habla? Yo ni siquiera soy el padre.
PD: Ahorrese sus mentiras, usted no me va a engañar, mi niña es una santa, usted se hará responsable por abusar de ella.
Yo: ¿Es algún tipo de broma o qué?
PD: No se haga el estúpido, usted sabe lo que hizo, no se saldrá con la suya.
Yo: No me haré responsable de un bebé que no es mío.
PD: Lo va a hacer porque usted es el padre.
Lo que PD no sabía es que soy más virgen que el aceite de oliva, así que no hace falta ser muy listo para saber que estaba sucediendo, mientras estaba discutiendo con PD, Laura estaba en la mesa llorando.
Yo: Bien... Jugaré a su juego.
Laura: ¿Enserio?
Yo: Solo con una condición.
PD: ¿Qué condición?
Yo: Exijo una prueba de paternidad.
Laura: con un tono nervioso ¿POR QUÉ? No será necesario.
PD: ¿Pará qué rayos si usted es el padre?
Yo: La condición es esta, si la prueba da positivo me mudaré con ella y me haré cargo del niño, pero si la prueba sale negativa, se alejaran de mi vida para siempre, no quiero volver a verlos, a ninguno de los dos.
PD: ¿A que quiere llegar? Sea hombre y hágase cargo de su hijo.
Yo: No pierde nada con hacerlo y para que quede conforme, cada quien pagará la mitad de la prueba, en caso de salir negativa le devolveré a Laura la mitad y en caso de salir positiva yo le devuelvo la mitad.
La prueba de paternidad aqui en Colombia tiene un valor cercano a 500000 pesos que son aproximadamente 130 dólares.
PD: Bien, no veo porque no.
Laura: Pero papá, no es necesario, se que puedo convencerlo que que él es el padre.
Yo: No podrás, solo confiaré en algo que me asegure al 100% que soy el padre.
Algunos dirán que no era necesario hacer esto, pero al ver que la situación no iba a ningún lado, PD no me atiende a la razón y no me iba a dejar en paz, esta era la única opción.
Después de eso, organizamos una cita en un laboratorio clínico para la prueba de paternidad, cada quien canceló la mitad y ahora tenemos 10 días hábiles para la entrega de los resultados, lo único que me viene a la mente es la cara de miedo que tenía Laura en todo momento, parece ser que ella será descubierta después de todo.
Lo que más me sorprende es que llevará esto hasta el final en lugar de confesarlo todo, supongo que esperaba apelar a mi lado amable y tratar de despertar un instinto paternal para que me hiciera cargo del bebe.
Esa es la historia hasta el momento, volveré al publicar en desenlace de esta historia cuando entreguen los resultados.
Nos vemos hasta la próxima.
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2020.09.23 16:21 Dantam93 Madre

*TAC*TAC*TAC*TAC*, con movimiento preciso de sus dedos, una esbelta figura negra se dibujaba como por arte de magia en el papel. *TAC*TAC*TAC* sus dedos eran ágiles, se movían por el teclado a una velocidad alarmante, siempre llegando a su objetivo con una precisión fría.
"Señor Bustamante, me podría repetir eso último, ¿por favor?"
"Claro, claro." Bustamante se arregla su corbata, dando un poco de aire a su tráquea, que es aplastada por una corbata barata comprada únicamente para aparentar. "El registro de los últimos clientes ha sido todo un éxito, punto, siguiente párrafo. Espero poder reunirnos pronto, coma, y así solucionar los problemas asociados con la plantación, punto final."
"¿Le releo la carta señor?"
"No María, gracias, tengo un poco de afán."
"Como usted desee. Iré a la oficina de correos lo más pronto posible. ¿Necesita alguna otra cosa?"
"Gracias, gracias nos veremos después"
"Hasta mañana señor Bustamante"
María arrancó la hoja de la máquina de escribir, la guardó en un sobre marcado con el nombre de Bustamante y la selló con cera dorada.
Tomó entre sus cosas una chaqueta larga y café un poco grande para su delgado cuerpo, pero le gustaba el espacio. Además, así nadie notaba cuando se robaba algún par de panes o golosinas que Bustamante tenía para la visita.
Salió a la calle y se encaminó a la oficina de correo. Con la mirada siempre adelante, María caminaba determinada. Esta tarde había salido algo más temprano de lo usual, podría llegar a su casa a leer un poco y hacer una comida especial. Después de todo, era su cumpleaños. Mientras sus tacones chocaban con las piedras irregulares del empedrado del centro de la ciudad, pensaba que hubiera podido coger un bus o un taxi, pero el día era soleado y quería disfrutarlo. Por el camino pudo ver muchas personas. Le gustaba mirar a la gente, sus facciones, sus caras, se imaginaba su día, su profesión y la vida que llevaban. Los fines de semana se dedicaba a esta actividad con su hermana. Sonrió, su hermana, no era el más brillante de todos los focos, pero sabía divertirse con ella. Antes podía salir al parque con su hermana casi a diario pero, desde que su madre se enfermó, no había tenido tiempo alguno. Su vida era trabajar y luego llegar a la casa a cuidar de ella. Hacía unos dos años que le habían hecho el diagnóstico: cáncer de seno.
Había sido un arduo proceso, con aproximadamente mil quinientas citas médicas. Todo había comenzado cuando su madre había sentido un pequeño bulto en su seno izquierdo. Al comienzo lo ignoró, sin embargo, con el tiempo su seno había cambiado y se había vuelto como el cuero, o como una naranja. Cuando pudieron conseguir que la viera un médico, ya era un poco tarde, además su madre no quería que le hicieran mucho más. Desde hacía unos años hablaba de encontrarse nuevamente su marido, que había muerto 10 años atrás. Por esta razón decidió irse del consultorio donde la estaban atendiendo, dejando a María pidiendo perdón, roja de la pena y la ira. Desde entonces todo había cambiado: su mamá se había enfermado, cada vez era más delgada y casi no se podía parar de la cama, lo que hacía que se le formarán costras en la espalda. Sin embargo, María tenía amigas que habían sido enfermeras y le habían dado consejos para manejar esta situación. María debía llegar en las tardes después del trabajo, parar a su mama de la cama, darle un baño con agua tibia y mover cada uno de los miembros de su cuerpo.
Esta era la rutina que tenía a María al borde de las lágrimas en las noches, pues se había convertido en madre de dos. Su hermana Cleo era otro trabajo, pues, aunque no era tan dependiente de ella como su madre, tenía algunas cosas difíciles de manejar. Por ejemplo, no sabía distinguir entre su zapato izquierdo o derecho, por lo que todas las mañanas era tarea de María ponerle los zapatos al derecho.
Llegó a la oficina de correo, saludó al encargado de envíos y entregó la carta de Bustamante. Salió nuevamente. No era pico todavía y podría coger un taxi para llegar cómodamente a su casa.
"TAXI" gritó por la calle hasta que el vehículo amarillo paró al frente de ella.
"¿A dónde?" le preguntó el conductor, parecía de 40 o 50 años, con un bigote negro y grueso sobre el labio.
"La carrera octava con veintiuna por favor"
"Claro"
Al subir al taxi sintió una ola de acidez en sus fosas nasales, pensó que todos los pelos de su nariz se habían quemado e inclusive llegó a pensar que su nariz se había perforado. "¿Podría bajar las ventanas? ¡Huele a muerto en este taxi!"
"Sí, lo siento señorita" el conductor bajó todas las ventanas, parecía un poco apenado, María se preguntó si acaso dormía en el taxi, pues vio un cambio de prendas en el puesto de copiloto. De cualquier forma, apestaba por lo que María sacó su larga nariz por fuera de la ventana, intentando huir del desagradable hedor. Fueron 20 minutos de viaje en los que María pensó que se iba a desmayar unas 30 veces. El conductor intentó charlar con ella, pero no podía alejar su nariz del aire fresco, o juraba que iba a morir en ese infernal vehículo de 4 ruedas. Por fin, vislumbró el parque al frente de su casa, pagó rápidamente y se bajó corriendo.
Abrió la puerta de la casa. "¡Hola! ¡Ya estoy en casa!" grito. En el cuarto de arriba se oyeron los pasos de Cleo, pesados, ansiosos, rápidos, como un niño gordo que bajaba a saludar a sus padres, pensando que estos traían dulces para él. "¡Cleotilde, necesito tu ayuda!" Entró a la cocina y buscó el dinero que guardaba en el tarro del arroz.
"Mari, Mari, mamá no está bien" Cleo hablaba asustada.
"¿Qué pasó ahora?"
"No sé, le duele la teta"
"Seno, Cleotilde, ¿qué te he dicho de esas groserías?"
"Perdón Mari, es que le duele mucho, tengo susto"
"¿Es el mismo seno que siempre le duele?"
"Si, pero esta vez es peor"
"Tranquila Cleo, ya subo y la reviso". Como siempre, su placer tendría que esperar, después pediría a Cleo que fuera a la tienda por un ponqué, para que celebraran sus 60 años, ahora tenía que revisar que su madre no estuviera muriendo o peor aún que tuviera que llevarla al hospital.
Subió por las escaleras de madera, que cedían un poco a cada paso que daba. Algunas crujían y otras parecían que se iban a zafar, pero María conocía su casa muy bien y sabía que esto no iba a pasar. Caminó por el corredor del segundo piso hasta la primera puerta. Tocó dos veces con los nudillos y abrió.
"Madre, Cleo me ha dicho que te duele el seno."
"Mija, acércate, quiero decirte algo" María cerró la puerta y se acercó lentamente a su madre. El cuarto en el que estaban era grande, con una cama para dos personas de un buen tamaño en donde, en el medio, reposaba su madre, una pequeña figura encorvada con el pelo plateado y una arruga por cada segundo que había vivido. Su madre debía que tener unos 80 años, nunca había estudiado y había quedado embarazada recién casada. Sin embargo, había tenido una vida feliz. Su esposo, el padre de María había sido el dueño de una pequeña tienda de zapatos y nunca faltó comida en la mesa. María estaba cerca a su madre y de repente sintió una bofetada en la cara. Tuvo que retroceder dos pasos. Su madre apestaba, no era posible, ella misma la había bañado la noche anterior.
"¿Madre qué hiciste? Apestas"
"Mija, creo que ahora si me muero"
"No digas estupideces"
"Se me abrió la teta. Mira" se quitó el camisón que tenía puesto. María ahogó un grito. En donde estaba el seno izquierdo de su madre ahora había un líquido verde claro, espeso, con algunos puntos negros, o rojos, no estaba segura.
"¿Qué te hiciste?"
"María me rascaba y de repente me exploté la teta. Me duele, me duele mucho"
"Espérate, voy a traer algo para limpiarte." Abrió el closet que se encontraba detrás de ella. Sus amigas, las enfermeras, le habían recomendado comprar gasas y guantes, por si acaso tenía que limpiar las heridas de la espalda. Sacó un paquete y se puso los guantes. Cogió una de las gasas y comenzó a limpiar a su mamá. El olor era insoportable, había tenido que retirarse al menos 3 veces mientras limpiaba, solo para poder aguantar un poco. Su madre gritaba, intentaba quitarla con la mano, pero no tenía suficientes fuerzas. Al final logró limpiarlo todo, solo era un pequeño hueco en el costado del seno. Decidió taparlo con algunas de las gasas limpias, lo aseguró con esparadrapo y se quitó los guantes, satisfecha con su trabajo. No había más pus a la vista.
"¿Quieres algo para el dolor?
"Por favor mija, me duele mucho" del mismo closet sacó unas gotas que le habían dado las enfermeras, morfina, esto la calmaría, pero debía tener cuidado de no darle mucho o podría morir ahogada.
"Abre la boca mamá" su madre obediente abrió de par en par los labios, sacó la lengua y esperó por el alivio del frío líquido. María le dio 5 gotas. Guardó el frasco en el clóset y se sentó al lado de su madre. "Ahora si me va a tocar bañarte toda mamá, no te puede dar pena con tus senos, mira lo que pasa por tus bobadas". Su madre parecía atontada, no sabía si era por el dolor o si era por la morfina, pero ahora no le respondería.
Bajó al primer piso, le dio las instrucciones a su hermana para comprar un ponqué de zanahoria, su favorito, y unas velas para celebrar su cumpleaños. Cleo la abrazó y salió corriendo. Mientras tanto María se bañaría. Subió a su cuarto y cerró la puerta. Entró al baño, prendió la ducha, se quitó su ropa y entró. El agua estaba caliente, deliciosa, lo necesitaba después de este día. Cogió su jabón con olor a rosas y se limpió. El olor era delicioso… ¿Lo era? María olió sus manos y solo pudo oler el líquido verde. Nuevamente cogió el jabón y volvió a lavarse de pies a cabeza. Volvió a oler sus manos esperando oler a rosas, pero solo olía a su madre. Una tercera vez cogió el jabón y esta vez se lavó hasta quedar roja. Volvió a oler sus manos. Rosas, por fin. Se tranquilizó. Se lavó el pelo y terminó su baño. Oyó que en el piso de abajo su hermana estaba preparando el ponqué con las velas. María estaba emocionada, hacía un tiempo nadie hacía nada para ella. Se arregló y bajo.
“¡Mari! No tenían ponqué de zanahoria, pero compre de naranja con arequipe. Espero te guste mucho. Eres la mejor hermana mayor de todas. Te quiero.”
“Cleo no te preocupes, la naranja también me gusta. Yo te quiero a ti hermanita” la verdad era que María odiaba la naranja y el arequipe, pero no podía culpar a su hermana. Cleo tenía 20 años menos que ella, sus padres habían tenido un “feliz accidente”. Desde pequeña sabía que Cleo era diferente al resto. Tuvieron que sacarla del colegio porque los profesores decían que era retrasada, pero era la mejor hermana que hubiera podido pedir, siempre alegre, siempre dispuesta a darle un abrazo. Sopló las velas del ponqué y se sirvió un pedazo pequeño, Cleo casi se come la mitad del ponqué, pero María le dio un pedazo un poco más moderado. Después de comer era hora de revisar a mamá. María entró en el cuarto.
“Mamá hay ponqué si quieres. Es mi cumpleaños, no se si te acuerdas” no hubo respuesta. “¿Mamá?” se acercó a la cama de su madre. Por un momento pensó que se había pasado con la morfina, pero el movimiento del pecho de su madre la calmó, aún respiraba. Se acercó un poco más. Nuevamente le tocó retroceder, el hedor de su madre no había mejorado, sintió como penetraba cada uno de los poros de su cuerpo. El olor se mezcló con el sabor del arequipe en su boca, María buscó una caneca para vomitar. Decidió revisar el vendaje improvisado que había hecho, el cual estaba mojado por el líquido verde. Por el momento lo dejaría así y en la mañana llevaría a su madre al hospital. Llamaría a Bustamante y le pediría el permiso.
Salió del cuarto de su madre y llamó a Cleo para dormir. Se despidió con un beso en la frente y se encerró en su cuarto. Se sentía sucia nuevamente, por lo que se metió en la ducha. Sacó un nuevo jabón, este con olor a naranja. Se restregó fuertemente el cuerpo completo, esta vez no olería a su madre. Se olió las manos. Mamá. No era posible. Volvió a lavarse una y otra vez, pero no lograba quitarse el olor de encima, siempre que volvía a llevarse las manos a la cara, olía a su madre. La imagen del seno lleno de pus entraba y salía de su cabeza. Se lavó con fuerza, seguía oliendo. Pensó que tal vez era su madre que estaba apestando toda la casa, después de llevarla al hospital todo mejoraría.
Se acostó. Entre más rápido durmiera, más rápido llegaría al hospital. Cerró los ojos e intentó dormir. Pero el olor penetraba su todo su cuerpo, sentía la suciedad, sentía como si el líquido verde estuviera encima de ella. Abrió los ojos, y no había nada. Se puso dos pedazos de papel en la nariz, pero el olor estaba adentro de ella. No había escapatoria. Abrió las ventanas de su cuarto y prendió las velas de su mesa de noche. Seguía ahí. Pasaron horas y María no había podido conciliar el sueño, cada vez que cerraba los ojos sentía como si de su cuerpo saliera pus y la arropara. Se metió a bañar dos, tres, cuatro veces más, sin éxito alguno. Ya era suficiente. Iba a limpiar a su madre.
Entró en la habitación y prendió la luz. Su madre seguía durmiendo. Quitó las vendas del seno, intentando no despertarla. Estaban húmedas y las botó de inmediato a la basura. Un hilo de líquido verdoso salía del seno de su madre. Cogió un nuevo paquete de gasas y lo tapó. Rápidamente, la gasa se humedeció, por lo que tuvo que poner una nueva, una y otra vez, hasta que se acabaron las gasas del nuevo paquete. Desesperada sacó más gasas, sin embargo, se acabaron otros dos paquetes. No sabía qué hacer, no aguantaba más ese hedor, penetrando su nariz, entrando por su boca, lo saboreaba cada vez que respiraba. Su madre dormía profundamente, parecía que estaba respirando más lento de lo usual, pero María no le puso mucha atención. Toda su atención estaba enfocada en el olor. En un momento de rabia decidió apretar el seno de su madre, lo que hizo que saliera más pus, María maldijo entre dientes, lo limpió nuevamente y para su sorpresa se dio cuenta que ahora salía menos líquido que antes. Volvió a presionar, esta vez con más fuerza el seno de su madre. Una explosión verdosa salió disparada de su madre. María sentía como si hubiera ganado. Lo limpió, pensando que sería la última vez, pero cuando terminó, se dio cuenta que había un resto que seguía saliendo. Apretó con fuerza el seno de su madre una y otra vez, pero seguía saliendo pus. María estaba al borde de las lágrimas, no sabía qué más podría hacer, pero sabía que no podía seguir así.
Entonces tuvo una idea. Se acercó al closet y abrió uno de los cajones. Sus amigas le habían recomendado tener cuchillas, por si debía quitar las costras de la espalda de su madre. Cogió una cuchilla y la admiró, el frío metal brillaba con la luz del cuarto, sin una mancha, perfectamente conservado para los procedimientos médicos. Se acercó a su madre, que no había despertado y acercó su herramienta al seno, al lugar donde el pus la invadía. Sin titubear cortó el seno de su madre, primero un poco, y luego llena de felicidad hizo un trazo tan grande como su puño. Botó la cuchilla lejos y empezó a apretar el seno con fuerza, para sacar cada gota de pus, ya no la molestaría más.
“¿Mari qué haces?” Cleo se encontraba en pijama en la puerta del cuarto.
“¡Cleo! Vete a dormir, estoy ayudando a mamá”
“¿Mari no le ofreciste ponqué a mamá?”
“Si le ofrecí Cleo, pero ahora está dormida, vete a tu cuarto y duerme”
“¿Por qué estás encima de mamá?”
“La estoy ayudando, por favor ve a dormir”
“Déjame despedirme, no pude darle las buenas noches”
“Vete a dormir, mamá está muy cansada”
“Quiero despedirme Mari”
“Cleotilde vete a tu cuarto en este instante, no lo voy a repetir otra vez” Cleo se acercó a María desafiante. Cuando estuvo suficientemente cerca palideció.
“¿A qué huele? ¿Qué es eso rojo en la cama de mamá?”
“¡Vete a dormir!”
“¿Mari que le hiciste a mamá?”
“La estoy ayudando” María se paró de la cama e intentó alejar a Cleo de su madre, pero su hermana era mucho más grande que ella. Se lanzó encima de María intentando llegar a su madre.
“¿Mamá? ¿Estás bien?”
“¡CLEOTILDE VETE A DORMIR YA!”
“Mari quítate que quiero estar con mi mamá” Cleo lanzó a María a un lado, como una muñeca de trapo. Cleo cogió a su mamá, gritando para que reaccionara, pero esta seguía en un sueño profundo. María estaba asustada, no sabía que Cleo la podía tratar así. Mas aún, no sabía que Cleo olía a pus, ahora que estaba cubierta de él. María vio como Cleo comenzaba a supurar por los oídos, la nariz y la boca. No podía ser cierto, parpadeo y seguía viéndolo. Solo había una solución.
“Cleo, tengo que ayudarte a ti también” con un rápido movimiento María cogió la cuchilla del piso, se trepó en la espalda de Cleo y comenzó a apuñalar a Cleo en la cara, en la espalda, en el pecho. Chorros de pus comenzaron a salir de Cleo, como una fuente de líquido verde que nunca acababa. Su hermana peleó por unos minutos, pero se cansó y dejó de pelear. Ahora ambas dormían, y por fin María podría limpiar el desastre que habían hecho.
“Cleo mira lo que hiciste, y ahora adivina a quién le va a tocar limpiar todo esto”.
Se había demorado toda la noche, pero su madre y su hermana estaban impecables. No había pus en ningún lugar de la casa y al fin podría descansar. María salió de su casa. En la entrada los vecinos y un grupo de policías habían salido a visitarla, al fin tendría invitados en su cumpleaños. Los policías decidieron llevarla de paseo en su carro. Mientras unos hombres con batas blancas subieron y llevaron a su mamá y su hermana en otro carro, este más grande y blanco. María estaba tranquila, al fin olía a rosas.
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2020.08.16 08:12 Samus_ Resumen de r/Uruguay - 2020-08-07

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2020-08-06 07:00 - 2020-08-07 07:00
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2020.07.31 09:29 curiosaentodo ¿Soy la mala por negarme a pagar quinientos a una compañera?

Bien, no sé si esta publicación rompe con alguna regla, lo siento si es así. Sólo que esto me ha puesto muy pensativa desde que sucedió y necesito saber si soy la mala. Siéntanse en libertad de eliminarla si es así. También la publico aquí porque mi inglés es un asco. Comencemos (es una historia larga y es MI VERSIÓN entonces pónganse cómodos y tomen algo pues esto será MUY largo). Es mi primera publicación así que lamento si está revuelto o algo.
Todo comienza cuando conocí a esta chica, la cual nombraremos como Berta, habrán más personajes pero bueno, Berta es la principal aquí (a demás de mí) la conocí en la preparatoria, en las primeras semanas de clases, (yo realmente soy alguien que no hace amigos con facilidad, soy tímida, insegura y casi nada sociable, pero intento acercarme pues me gusta conocer gente y tener amigos aunque son muy poquitos los que tengo). Me costó acercarme, era muy cortante conmigo; con el tiempo pude conversar con ella más ya que en los proyectos nos juntábamos en el mismo equipo.
Me cambié de colegio para la prepa. No estaba para nada acostumbrada a trabajar en un equipo donde uno hace todo y los demás sólo te ven trabajar o hacen casi nada. En mi antigua escuela si no trabajas, te sacaban del equipo sin excepción. En este nuevo colegio todos eran más tranquilos, y yo no sabía cómo comportarme, era muy estricta en los trabajos en equipo y durante un semestre entero me peleaba mucho con el equipo que compartíamos Berta y yo. Al final decidí salirme y ella se fue también, ambas estábamos cansadas de pelear y gastar horas de sueño.
No, no estábamos haciéndonos mejores amigas ni nada pero coincidíamos en que no era bueno para ninguna quedarse. Terminamos en diferentes equipos. El siguiente semestre tuve realmente muchísimos problemas y me la viví llorando, apagada, y con mucho estrés (cosas que contaré en otra historia) y de vez en cuando ella me llegó a hablar y escuchar, lo cual me hizo pensar que era una niña muy linda y comprensiva, realmente la admiraba, es alguien que siempre tiene ideas, talento artístico, y sabe sacar mucha plática. Me hacía sentir bien cuando platicábamos.
Poco a poco me di cuenta de cosas que no me agradaban mucho como el hecho de que siempre tenía ideas pero no permitía que otros aportaran, es decir que siempre le gustaban las cosas a su modo. También que le gustaba destacar en trabajos y que sólo trabajaba en cosas que le interesaban. (Claro, en alguien muy creativo, es más fácil trabajar en cosas así y no en física o matemáticas si estas no son tu fuerte) pero era extraño que cuando eran trabajos como escribir una canción o grabar un comercial, estaba muy dispuesta. Si era para un trabajo de laboratorio o una tarea de investigación siempre estaba ocupada en la calle, se quedó dormida, etc. Había pretextos. De todos modos, como trabajaba bien en otras cosas, lo dejábamos pasar. También noté que le gustaba restar un poco a los demás y comencé a sentir que no trabajaba bien en equipo.
Todos en el salón sabíamos que estaba loca por un maestro en específico, aquí es un ejemplo de cómo quiso destacar en un trabajo y hacernos ver mal a nosotros (o bueno, se puso como la heroína y aunque lo fue, no fue del modo que cuenta). En este caso se tenía que escribir una canción, yo tenía una idea tranquila pero no sabía expresarla, al final ella dijo que se encargaría (esto es algo que también es común en ella, cuando no quiere trabajar, se ofrecía a hacerlo en su casa o a veces era porque sólo ella se entendía) pero resultó que le pidió ayuda a un amigo para que se la escribiera y ya sólo era cantarla, ella la pasó a su instrumento. Al momento de redactar el documento de cómo se escribió la canción, puso algo como "Nosotros realmente no estamos familiarizados con esto de escribir canciones, pero para Berta no fue así, gracias a sus poemas y ayuda de su instrumento, la canción fue posible" no recuerdo las palabras pero bueno, el punto es que fue evidente el porqué hizo esto: el maestro que se sabroseaba era quien lo calificaba. Bien, no es para tanto, al menos quiso ayudar al equipo. Y lo hizo.
Ok, no nos hizo ver mal tal cual, pero sí me sorprendió. Pasemos a otro trabajo, en este caso, era hacer una reseña donde grabábamos un vídeo para yt y hablábamos sobre un libro; ella, yo y otra persona nos tocó ser quienes salían en el vídeo. Inventamos un guion y nos pusimos a ensayar. Se le ocurrió decir que dijéramos que era su canal y que nos retaba a leer un libro, ok nada mal, pero luego propuso que me preguntara porqué me puse de grosera y enojona cuando me "recomendó" el libro. No lo vi necesario, ni para hacerlo más real, porqué esa necesidad de que me vea como la "mala" del cuento, pero bueno accedí a la mala.
Son cosas que puedes dejar pasar, al cabo sólo era un trabajo. Fuera de los estudios yo intentaba acercarme, como dije, me sentía cómoda con ella. Pero siempre quería estar cerca de su bff que llamaremos "Ruth". Cuando llegaba al colegio y me acercaba a saludar, me preguntaba si había visto a "Ruth bebé" (sí, así lo decía), y en varios momentos, sólo quería estar con ella. (supongo que es algo normal, todos queremos estar con un amigo más cercano) lo raro era que una vez hablamos y me dijo que se sentía mal porque Ruth la cambiaba por otras personas y se sentía más alejada y en nuestros retiros donde nos abríamos entre el salón, decía que le gustaría que más personas se le acercaran, entonces me preguntaba si no se daba cuenta de que yo me acercaba. Incluso en el último retiro, ELLA propuso que nos juntáramos Yo, ella, Paola y Esperanza (nombres cambiados, por supuesto) a ver películas en una casa. Yo estaba más que feliz, no hay nada mejor que convivir con tus amigas, creí que era una oportunidad para acercarnos más. Pero unos días después de que no hubiesen tocado el tema den nuevo les comenté a Paola y Esperanza que le preguntaría a Berta cuándo le parece juntarnos; a lo que ellas respondieron: oh no, nos canceló. Dijo que las vería con Ruth. Me decepcioné porque bueno, siempre era así. Al menos así podría acercarse a Ruth denuevo.
Finalmente entramos a un nuevo año de prepa, ergo: nuevo salón, nuevos compañeros. Las listas me informaron que Paola y Esperanza este año estarían en mi salón (el pasado no lo estuvieron) al igual que Berta. Yo estaba muy feliz, tenía la esperanza de que este fuera un gran año. Esta escuela AMA poner trabajos en equipo, yo no los disfruto del todo, se me da más trabajar sola pero no me gustaba la idea de dejar a Paola, Esperanza y Berta solas. Esto lo digo porque los equipos que se formaban eran de este modo:
Maestro: FORMEN EQUIPOS DE SEIS PERSONAS PARA TODO EL SEMESTRE
-Se forman equipos de ocho, cinco y siete- Por lo que sólo estábamos Paola, Esperanza, Berta y yo. Los equipos que les faltaban integrantes eran esos donde una trabaja todo el documento y otra trae el cutter y ambas consiguen la misma calificación (Historia real) por lo que no era viable eso, y los que les sobraban eran de personas "combo", todos juntos sí o sí. Bueno, Berta es muy lista, yo también soy muy buena estudiante al igual que Esperanza, Paola no era la mejor en cuanto investigar pero siempre aportaba algo. No tenía problema, pero qué sucede, resulta que mientras hacíamos la corta lista de cuatro integrantes para trabajos de seis personas, me dice Ruth "no, espera, estoy pensando en irme con el equipo que tiene ocho personas" me quedé muy sorprendida, me dolió, ( debo aceptar que, como eran trabajos de debate y el equipo de ocho estaba formado con dos integrantes del club de debate bastante buenos, entendería porqué no quería competir contra ellos o era más beneficioso trabajar con ellos) pero pues... viendo que de por sí somos un equipo pequeño, reducirlo a uno de tres, sí me dejó un mal sabor de boca, sin decir nada taché su nombre y entregué el papel. El profesor me miró sorprendido y me advirtió que sería un año pesado con un equipo tan corto.
(PD: En el primer debate ganamos, el profesor incluso me dijo que debería entrar al equipo de debate, esto me hizo ver que nadie puede decirnos que somos tontas ni nada a pesar de lo que aparentamos, esto lo escribo porque supe que Berta creyó que no sabíamos trabajar. Así que pudimos seguir adelante todo el año). El último semestre ella se cambió con nosotras, yo gustosa la acepté, olvidé todo. Oh no, gran error.
Semestre final = HARTOS TRABAJOS EN EQUIPOS
Me saltaré varios proyectos de aquí, pues casi todos terminaban con una pequeña pelea o Berta saliiéndose del trabajo porque no hizo su parte y prefería abandonar a desvelarse. Cabe resaltar que , Paola y Esperanza son dos amigas mías quienes no dañan a nadie, son bien tranquilas, un pan de dios. Así que sólo peleábamos Berta y yo.
Aquí es cuando Berta comenzó a actuar muy diferente.
Última presentación antes de la pandemia, hacer una investigación con conclusiones tipo PROPUESTAS. Como podrán suponer, era en equipos, y no era de un tema creativo. Decidimos hacerlo en línea, pero Berta nunca apareció, ella estaba ocupada, ya habíamos acabado con la parte informativa y aparece Berta preguntando en qué ayudaba. Yo le propuse que buscara info para agregar, pero dijo que ya habíamos puesto todo, entonces le propuse que escribiera las propuestas pero ella dijo "bueno, leyendo lo que pusieron, no encuentro propuestas así que pondré mi conclusión". Le comenté de nuevo que eran propuestas pero dijo que ella sabía qué poner y escribió algo tan personal que no aportó al trabajo, le pedí que escribiera lo que el profesor pedía pues era parte de la calificación pero se negó argumentando que "No había algo funcional para las propuestas" le pedí que incluso se inventara algo, al final sólo era un trabajo, y que incluso la ayudaremos a completar pero usó el pretexto más RIDÍCULO "No me engañaré a mí misma escribiendo algo que no creo" eso me dejó tan confundida, al final cada quién escribió una propuesta, ella no, dejó su opinión personalizada y así terminó esta conversación hasta que terminando de presentar chequé mi celular y vi un mensaje de ella diciendo que ya sabía qué poner. Aclaro que no vi el mensaje hasta después de presentar pero me reí un poco porque recordé lo que dijo la noche anterior.
Ahora sí, después de esta larga larga introducción de cómo fue trabajar con ella por dos años, puedo iniciar con lo que respecta a mi pregunta.
Desde que inició el último semestre se nos dejó un trabajo de ecología donde tendríamos que ayudar a una comunidad. Yo realmente en los proyectos, (y creo que todos) preferimos un trabajo donde no tengamos que poner mucho dinero. Vamos, es la prepa, ¿para qué gastar tanto en algo así? En fin, se me ocurría hacer algo con cosas reciclables, pero debo poner que los maestros que tenemos son bien dedicados a su trabajo, es decir, hacen el trabajo con pasión, lo aman realmente. La maestra de ecología era una total mujer verde, entonces cuando estábamos dando ideas para el trabajo, Berta propuso una granja de abejas (apiario) "estaría genial que tuviese cada una un apiario en su casa" bueno, realmente era un proyecto maravilloso, pero pues no ninguna tenía lugar dónde poner una caja así mas que Berta. "En tu cochera" dijo ella, "NO TE VAN A HACER NADA" (esto es más importante más adelante) la maestra finalmente se nos acercó para ver qué íbamos a hacer, le comenté mi propuesta y asintió, pero cuando Berta dijo "yo propongo un apiario" la maestra casi saltó de alegría, obviamente insistió en que ese fuera el proyecto, y bueno a regañadientes aceptamos. Lo hablamos y se ACORDÓ que como ninguna mamá de nosotras permitiría abejas en su casa y por la falta de espacio, sólo Berta tendría el apiario en su casa e iríamos con ella a ayudarla. (Lo hablé con mi mamá y divertida dijo que ni loca dejaría que abejas anduvieran en su casa, a demás de que tengo perros que no querría que destruyeran, atacaran o fueran atacados) El proyecto incluía hacer videos documentando el proceso.
No teníamos una caja de abejas (obviamente) y ella propuso que la HICIÉRAMOS NOSOTRAS MISMAS no hace falta decir que es un trabajo difícil si nunca has usado martillo, taladro, cierra, etc. A demás de lo costoso que sería conseguir los materiales, por lo que se descartó la idea al momento. Avance rápido y finalmente consigo (yo) una caja GRATIS por un contacto. Berta hizo lo que pudo para que nos dieran una pero nos iban a cobrar unos miles de pesos en la caja, la abeja reina, etc. (Hizo lo que pudo, pero ya verán porqué recalco algunas cosas) Estábamos satisfechas con que ya se reduciría el costo del proyecto; la caja estaba usada pero vacía, la llevamos a su casa y a petición de Berta, la dejamos en su cochera y llamé al contacto que me ayudó con la caja para que nos dieran tutoría pues ninguna sabe algo sobre cómo cuidar abejas. Compramos flores para que las abejas tuvieran de qué alimentarse, no fueron tan costosas. Nos fuimos todas tranquilas.
Cada parcial teníamos que entregar un avance del proyecto. (Yo trabajo con lo que tengo y me esfuerzo por conseguir lo mejor cuando puedo) Me ofrecí a editar el video con una app de celular, que era lo que tenía en ese entonces, todas aceptaron, ponía calco-manías de abejas, letreros... en fin, el video quedó "tierno" pero a Berta no le pareció, por lo que ella lo terminó editando a su gusto. La maestra podría decirse que yo era de sus favoritas, le gustaban mucho los trabajos que le entregaba, por lo que no veía el problema. En fin, menos trabajo para mí. Hubo dificultades para juntarnos, al ser forzosa la aparición de todos los integrantes en el video, teníamos que juntarnos al menos dos veces a la semana, oh pero Berta... Berta comentó que las tardes sólo podía ciertos días (al igual que nosotras por clases obligatorias de las tardes) sin embargo en los días libres Berta no podía faltar a sus clases de fuera de la escuela, citas con ciertas cosas que no mencionaré, trabajo, etc. (Puedo entender que sea una persona ocupada, pero entonces ¿porqué poner un proyecto tan difícil y hacerte responsable sabiendo que no puedes?
(Oh, y si se preguntan porqué no puse un alto, la maestra insistía que todo saldría de maravilla, no había vuelta atrás) Qué equivocada estaba la maestra.
Todo salió bien el primer parcial. Cuando inicia el encierro, es cuando las cosas salen mal, pues no podíamos juntarnos para continuar y sólo faltaba un vídeo.
Debo explicar algo:
El primer vídeo sólo era explicar el proyecto
El segundo era consiguiendo materiales e iniciando el proceso
El tercero eran los resultados, así que apenas en el tercero estarían entrando las abejas en la historia.

Un día cualquiera, recibimos en el grupo un mensaje de Berta totalmente asustada pues "¡Hay abejas en el apiario! (El tutor nos dijo que conseguir abejas sería rescatándolas, a un costo de 600-800 pesos no recuerdo. Milagrosamente, al tener la caja medio usada, las abejas aparecieron sin necesidad de gastar un solo peso, esto era lo mejor que nos pudo pasar, incluso con una abeja reina, Dios, Oddin, Buda, estaban de mi lado y en el de nuestras carteras) Me pidió que llamara inmediatamente al tutor que fuera a ayuarla, el apiario seguía en su cochera y tenía miedo de que LAS ABEJAS LE HICIERAN ALGO y yo estaba que me moría de risa por dentro porque ella misma dijo que LAS ABEJAS NO TE HACEN NADA, claro que no me puse a discutir y la tratamos de calmar mientras hablaba con él, lo mismo dijo, las abejas no te hacen nada. Pero no escuchó, después de un rato de alarme nos mandó un audio (o mensaje, no recuerdo) diciéndome que la había regado por completo. Se me heló la sangre, ¿qué había hecho?
Resulta que mientras yo hablaba con el tutor, ella llamó a otra persona y ellos eran los dueños oficiales de la caja que me habían prestado (la caja me la prestó un maestro, el tutor se la pidió) y pidieron que se las regresáramos. Le comenté al tutor esto, me dijo que si queríamos conservarla simplemente no le siguiésemos hablando, (sé que estaba mal, pero sólo eran unos meses, estaba desesperada y asustada) el señor pidió la dirección de Berta y ella se la pasó, también le comentó el señor que nos multarían por tener abejas sin permiso y blablablablabla, yo le insistía, suplicaba que no les dijera más pero ella dijo que sí se las entregaría y tendría que comprar otra de tres mil pesos masomenos. Estábamos muy molestas pero ya no había nada qué hacer. Ahora, ella dijo que alguna de nosotras tendría que ir a comprar la caja, yo no me muevo sola por la ciudad, tengo padres protectores, al igual que las otras dos (P Y E) por la pandemia mi familia ni loca quería salir, y bueno P Y E tendrían sus propias razones por las que no pudieron ir. Berta sí se puede mover sola, así que ella se el tutor fueron por la caja. Este ayudó a mover las abejas al nuevo apiario. Claro que los servicios del tutor no eran de a gratis y le cobró todo a Berta, acordamos pagarle cuando nos pudiésemos ver.
Como la pandemia se extendió la maestra CANCELÓ el proyecto y lo transforma en una forma de exentar. El proyecto nuevo era individual (Aleluya cñor Oddin, jebus o Buda) pero sólo quienes participen en la parte final del proyecto antiguo exentarían. Le preguntamos a Berta qué sucedería y dijo "pues yo lo voy a entregar" y mis ojos estaban como platos al leer ese mensaje, pero no soy alguien tranquila (creo que se dieron cuenta) y me puse a defender que nosotras igual deberíamos participar. (Estudiar online fue más complicado de lo que creíamos, exentar habría sido una bendición, así es HABRÍA SIDO) Creo que al final se dio cuenta de que ninguna pagaría si nos saca del proyecto. Ella ya había hecho supuesta mente 90% del vídeo, nos dio unas cuantas frases a narrar y se ofreció a editarlo.
Aquí termina la parte del proyecto por el momento, Berta nos comenta el total de todo y pone que son unos $430 cada una. Es el primer proyecto que pagaba más de doscientos y estaba algo molesta, pero aceptamos pagarle. Pero con la pandemia le pedimos tiempo pues nuestros padres no tenían el dinero por el momento. Ninguna tiene un nivel económico alto, así que entendíamos la situación de cada una. Hubo unos días que en el grupo pedía si ya se lo podíamos pagar, aquí fue cuando hubo algo que me llamó la atención. Berta comentaba que quería comprarse unas cosas de arte con el dinero que le pagaríamos, en mi caso y el de las demás igual el dinero mi familia lo estuvo usando para comida, nada de caprichos. Por lo que esperaba que mínimo diera tiempo para poder establecer el dinero.
Ahora pasemos a otro suceso de otra materia que tiene que ver con esto. Un proyecto algo largo de investigación y creación de infografías y carteles, éramos (como siempre) tres, era un proyecto de.... (adivinaron) seis personas. Mandé mensaje al profesor, quería saber si se podía con otros salones, dijo que sí. P y E insisten que invitemos a Berta al equipo, con tal de trabajar menos, estuvimos de acuerdo. Resumen de la conversación.
¿Tienes equipo?
No
¿Te nos unes?
No... esque como que no saben trabajar y tengo que corregirlas mucho y me canso... lo haré sola
Oh bueno, nice
Metimos a otra persona y empezamos a trabajar.
Unos 20 min después de empezar (Tardamos alrededor de unas 6 horas en el trabajo) Recibo un audio de Berta "Oye, siempre sí quiero trabajar, ya no me alcanza el tiempo para hacerlo sola" y pues me quedé como "pues..."
"Ah no, mejor sí lo hago sola" y dejó de contestar
Faltando DIEZ minutos para entregar el proyecto, Berta me manda un audio: Oye Unicornio, como ya las ayudé en entrar en el proyecto, ¿podrían meterme en el trabajo porfa?
Yo lo sentí un tipo amenaza en el momento, pues aún no se entregaba el proyecto, así que podía sacarnos aún, aunque ya no lo creo porque pues se arriesgaría a que no le pagáramos (cuánta guerra por un proyecto) en fin, lo pusimos.
Siguiente proyecto
¿Te nos unes?
Va, pero... nos faltan dos, ¿no?
Sí pero ya tienen todos equipos
¿Se puede con otros salones? (Me imagino que se quiso ir con Ruth)
Sí, también ya tienen equipo.
*Se desconecta*
Nosotras: ._____.
Trabajamos desde las cinco de la tarde hasta la una de la mañana y aún nos faltaba un poco para acabar. Sin ratros de Berta. Acordamos levantarnos temprano para acabarlo.
Faltando denuevo unos minutos para entregarlo, Berta aparece.
"Hola, supongo que ya me sacaron jajaja"
Ninguna respondió, estábamos molestas
"¿Ya acabaron o las ayudo en algo"
-Visto-
-¿Podría alguien responderme al menos?
POR PRIMERA VEZ PAOLA LA ENFRENTO, SE ME HIZO TAN TIERNO Y GLORIOSO
Sí, te sacamos, y ya lo acabamos.
Ok, perdón ¿Me entregan mi dinero?
Bien, aquí ha pasado un tiempo considerable, sin embargo como podrán suponer, las cosas no iban bien. Sólo yo respondí esta vez: Berta, te JURO pagarte, pero no es mi dinero, mis papás tienen que avisarme (cabe aclarar que igual estaban molestos por los sucesos que ocasionaron esto pero igual saben que pagar era lo correcto)
El día de entrega del vídeo Berta me manda mensaje diciéndome que la aplicación con la que editaba se estropeó, y bueno con lo que sucedió la vez pasada no creía que yo editando el video sería una gran opción. (A demás de que TODOS los demás vídeos de otras materias, yo los editaba por horas en un nuevo programa) pero ni P ni E sabían editar así que lo hice, lo edité como lo pidió y faltando una hora maso menos, mi computadora comenzó a fallar y se perdió el archivo y mi aplicación ya no quiso funcionar, me asusté tanto y les informé a mis compañeras, todas estaban asustadas mas ninguna me echó la culpa, hablamos con la maestra y nos dio tiempo de entregarlo. Cabe aclarar que ya todas habíamos entregado todo y este vídeo sólo era para asegurar un diez. Pero no hubo modo de que mi computadora funcionara a tiempo, así que el vídeo se perdió. Es decir, entregamos... nada. Me disculpe muchísimo con el equipo pero ninguna estaba molesta, sólo Berta porque el proyecto fue para nada.
En mi preparatoria si no tienes todo pagado, no te dejan ver tus calificaciones (sigo sin saber con qué promedio me gradué) no hemos podido pagar. Berta mandaba mensajes al grupo pidiendo su dinero en el grupo, yo le respondía que esperara, las demás nunca le respondieron. Hasta que me cansé y esperé a que me dijeran mis padres cuándo lo tendrían. (Son del tipo que si insistes se enojan mucho, dan miedo). Por lo que ya no respondía sus mensajes, siempre respondía lo mismo.Hasta que una vez me marcó, pidiéndome el dinero, la llamada fue la siguiente:
¿Hola?
ZOE ¿ya tienes el dinero?
Déjame ver -la pone en silencio-
Pa, que si ya tienes el dinero
Pues... sólo traigo este billete en mi cartera... pero bueno, dile que sí
-Suspiro- sí, ya lo tengo, puedes venir por él, trae cambio porfavor.
¿No me lo pueden traer?
-Miro a mi papá quien niega con la cabeza-
No, perdón, no podemos
Ok, a las cinco iré, ¿está bien?
Claro, aquí te espero
-No vino-
Insistió que se lo llevara a su casa, pero mi familia no estaba de acuerdo, por lo que me dio la opción de que se lo depositara. Le expliqué esto a mi papá y me dijo molesto que le dijera que no, que si lo necesitaba tanto, que viniera por él. Así lo hice. Ahí empieza el pleito pues Berta se molesta diciendo que no es justo, que no quería quedar mal conmigo, etc. "Te estoy dando opciones" no me estaba haciendo ningún favor realmente, pero pues como dije, mis padres no estaban contentos con esto. "No hubiese hecho el video y exentas que sí me pagas, y como no hiciste nada pues para qué" (borré todo, no recuerdo bien lo que decía) pero ese "No hiciste nada" me rompió, comencé a decirle todo, todo lo que pensaba, lo que sentía, lo que soportaba de ella, las frases que nos decía de lo mal que trabajamos. Fue una gran discusión, ella igual mencionó cosas de mí, no la representaré pues hay cosas que no pienso mencionar. al final de tantas palabras sólo dijo "Mañana voy por el dinero y ya" Estaba por decirle que trajera cambio exacto pero mi enojo y tristeza me hicieron decirle "Pues me la estoy pensando en si te pago o no" Aunque realmente quería decir "en ese momento" y eso la enojó más (por obvias razones) Finalmente le dije que igual molestara a las demás (investigando un poco, a las demás sólo les mandó uno o dos mensajes según me dijeron) Realmente sí quería pagar pero estaba muy molesta en ese momento, y le dije que ese dinero era de mi papá, lo único que había, pero terminó bloqueando mi celular.
No le entregué el dinero, a veces me siento mal por esto pero mis amigos insisten en que estuvo bien defenderme. ¿Uds qué opinan? Aclaro que sé que el dinero sin importar para qué lo quería, pues se lo tendría que pagar, pero sabiendo que es más para un capricho que para una emergencia, mínimo se pudo esperar.
Dudo que alguien lo lea completo pero si lo hacen, espero sus respuestas.
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2020.07.28 03:06 Otro_engranaje El amor, con etiquetas.

¡Buenas comunidad!
En esta ocasión traigo para compartirles un breve ensayo que elaboré en estos días sobre la cuestión del amor y su mercantilización en redes sociales estilo Tinder, Badoo, y otras tantas. Les dejaré el link a mi blog, si les place para leerlo con mayor comodidad, y también dejaré el ensayo por este medio. Sin más preámbulos, el ensayo...

El amor, con etiquetas.
No es un nuevo decir que “el amor”, en el transcurso del siglo XXI, ha tomado en las sociedades modernas un rumbo completamente diferente al que seguían los compromisos tradicionales. Tampoco es nuevo el decir que el “amor” (en comillas, pues deberíamos definir qué es amor) se transformó en una mercancía más en el momento que fue acaparado por el “espectáculo”.
Cuando Guy Debord (filósofo situacionista) escribía en los 60’ que “el espectáculo no es un conjunto de imágenes, sino una relación social entre personas mediatizada por imágenes”[1], no creo que haya imaginado que las mismas personas fuesen las que configurasen su propia imagen para utilizarla como un medio de relacionarse socialmente o, por lo menos, no con la misma eficiencia con la que hoy lo hacemos. Y es que, en su gran mayoría, las webs y apps de citas por internet son fundamentalmente eso: la mercantilización del amor, la cosificación de nuestra imagen como individuos. Y, parafraseando a Bauman, las relaciones tienden a ser “líquidas”, débiles e implican poca responsabilidad. Es cuestión de satisfacer un deseo o una apetencia, por eso no implica realmente una relación “amorosa”, no implica un “nosotros”. Las palabras del filósofo, sociólogo y ensayista son crudas, pero de una verosimilitud considerable con la realidad:
El deseo es aquí el deseo de consumir […]. El deseo es un impulso dirigido a despojar a la alteridad de su otredad y, de paso, de su poder. De tanto ser probada, explorada, conocida hasta la familiaridad y domesticada, la alteridad sale con el aguijón de la tentación extirpado y roto... sí sobrevive al tratamiento, claro está. Pero lo más probable es que, en el proceso, sus restos no digeridos terminen cayendo del ámbito de los productos consumibles al de los desechos.[2]
El miedo a la responsabilidad es evidente, y el lenguaje hace una manifestación empírica de ello. Los llamados “vínculos sexo-afectivos” manifiestan esta cosificación, aunque el término en sí sea utilizado para “no poner al otro en el lugar de objeto de un vínculo”[3], cuando el proceso mediante el cual uno selecciona estos vínculos es comparable al de ver un catálogo de ropa en línea:
¿Cómo hacer para generar un "match" que sea compatible con lo que buscás? Lo mejor es ser específico en las búsquedas. "Vamos buscando gente afín, yo tengo mis claves, políticas y feministas, y esto me sirve de filtro para las personas que agrego.[4]
La anterior declaración de una usuaria de la app Tinder deja en claro el proceso. Basta con seleccionar filtros para encontrar lo que más se adecua a lo que uno desea del otro. Todo aquel que no cumpla los requisitos que cada uno o cada una impone en su búsqueda, será invisibilizado por un algoritmo que “filtra” aquellos perfiles que no nos gustan o no nos interesan.
La “ley de Mirtha.”
Mirtha Legrand, la “Chiqui”, conductora de televisión argentina de antaño, forjaría sin saber el precepto que este tipo de redes sociales readapta a su estructura de funcionamiento: “Cómo te ven, te tratan…” y si te ven mal no hace falta el maltrato, alcanza con hacer un “click” o un movimiento del dedo (dependiendo de si se usa una computadora o un smarthphone) e indicarle a la aplicación que no nos interesa el perfil que se nos presenta en la pantalla.
Refiriéndose al “sexting” (o “sexo virtual”), una experta en salud sexual señala:
“… tener en cuenta que nuestras imágenes se deben enviar sin el rostro y sin ninguna seña particular que nos pueda reconocer […]. El riesgo que corremos es que nuestra imagen sea reenviada sin que estemos de acuerdo…” [5]
Si bien la autora informa sobre un peligro real y habitual en la cuestión de la divulgación de imágenes íntimas en la virtualidad, deja constancia de este empleo de la imagen como mero objeto de deseo, y la “cosa” sigue ahí, al punto que no podemos ni confiar por entero en nuestro “vínculo”, pero aun así necesitándolo para satisfacer nuestros apetitos sexuales.
Cuando Zygmunt Bauman habla sobre la “vida de consumo”, se refiere justamente a una sociedad donde todo debe ser necesariamente consumible, dónde nosotros mismos somos llamados a producirnos para nuestro posterior consumo:
Los colegiales y colegialas que exponen con avidez y entusiasmo sus atributos con la esperanza de llamar la atención y quizás ganar algo de ese reconocimiento y esa aprobación les permitiría seguir con el juego de la socialización; los clientes potenciales que necesitan expandir su nivel de gastos y límite crediticio para ganarse el derecho a un mejor servicio […].
Ellos son, simultáneamente, los promotores del producto y el producto que promueven.[6]
A modo similar, somos nosotros quienes construimos una imagen, un perfil que nos sirve como carta de presentación, al mismo tiempo que buscamos perfiles que cuadran con nuestros gustos y nuestras preferencias. Nos evitamos así la molestia de tener una experiencia “desagradable” con nuestro próximo “vínculo” a consumir.
En la web del diario La opinión de Murcia, una crónica nos brinda un ejemplo claro, en contexto de pandemia –que al mundo azota en este 2020–:
Mientras esperaba para volver desde el extranjero, Alicia se ilusionó con Paula. «Parecía que la cosa iba bien. En cuanto volví a España, quedamos. Era la fase 3». Alicia recuerda pasar una primera cita con las mascarillas puestas y miedo al contagio, pero «la distancia social no la mantuvimos». «Fue una cita agradable, pero no hemos vuelto a hablar», manifiesta Alicia, que recuerda que se había formado otra imagen de ella por sus fotos y mensajes y, finalmente, superó sus expectativas.[7]
En el momento en que la incongruencia entre la imagen y la realidad queda en manifiesto, la ilusión y el deseo se desvanece. El conocer al otro, el adentrarse en el otro, no juega un papel importante. Pero así es el acuerdo, casi tácito, entre los usuarios.
Cualquiera puede retrucar, en esta instancia, que lo de dar una “buena imagen” no es nuevo. Lo cual es bien cierto. El linaje, las riquezas, la gentileza “caballeresca” … eran así mismo una especie de carta de presentación en otros momentos de la historia. En el Decamerón de Bocaccio es factible de observar este tipo de estilo de “hombre” de la Alta edad Media, y asimismo prototipos de mujeres “ideales”. Pero se trataba de una sociedad más elitista y estrictamente jerarquizada, y no existía una “mercantilización” de la imagen como la que hoy tenemos, ni tampoco una producción tan generalizada de nuestra propia imagen. Lo que vivimos hoy es una especialización técnica y masiva de autoproducción y consumo de experiencias, donde ya ni siquiera buscamos el amor, sino la satisfacción; donde no queremos asumir compromisos, sino consumir hasta que el producto se agote.
La imposición silenciosa de una imagen hegemónica.
No se puede oponer, abstractamente, el espectáculo y la actividad social efectiva; este desdoblamiento se encuentra él mismo desdoblado. El espectáculo que invierte lo real es efectivamente producido. Al mismo tiempo, la realidad vivida se encuentra materialmente invadida por la contemplación del espectáculo, y retoma en sí misma el orden espectacular dándole una adhesión positiva. De los dos lados la realidad objetiva está presente. Cada noción así fijada no tiene como fondo más que su pasaje a lo opuesto: la realidad surge en el espectáculo, y el espectáculo es real. Esta alienación recíproca es la esencia y el sostén de la sociedad existente.[8]
No solo nos producimos a nosotros mismos para nuestro posterior consumo, así como buscamos un perfil que nos resulte “deseable” o que sea de nuestro agrado. Necesitamos un modelo. Necesitamos saber cómo ser “lindos”, “apuestos”, “atractivos”. Precisamos construir una imagen que atraiga a más compradores y/o compradoras, con el menor margen de error posible. Aquí es donde aparece el espectáculo como “la afirmación de la apariencia y la afirmación de toda vida humana, es decir social, como simple apariencia.” [9] La relativa facilidad contemporánea de acceder a los medios masivos de información y del espectáculo hacen factible esta imposición de una imagen hegemónica[10], tanto para el hombre como la mujer, a la que el gran público tiende a aspirar. Y, a veces incluso sin saberlo, reproducimos esta imagen de lo “bello”, de lo “atractivo”, de lo “sensual”, en un intento voraz por agradar y por producirnos. Así mismo, cuando buscamos en las redes de citas virtuales nuestra “pareja”, las primeras impresiones nos entran directamente por los ojos, pero no solo por los ojos, sino que también penetran en esa estructura espectacular de lo “bello” que hemos incorporado, que se a introducido, justamente, de manera silenciosa.
El caso del cuerpo femenino es fácil de observar, sobre todo con el auge de los y las influencers.[11] Una de estas figuras hegemónicas que se instala y que sin saber se anhela es, por ejemplo, en Argentina, la de Maria Sol Pérez, o Sol Perez. El volumen y las curvas de su cuerpo vienen a representar la figura de lo sensual[12]. Se sigue así, entonces, que la mujer cuya figura más se asemeje a la de la influencer, será más atractiva. Eso se aspira tener (en el caso del consumidoa) y eso se busca ofrecer (en el caso de quién se produce).
¿El fin del amor?
Si bien lo anteriormente expuesto es evidencia explícita de la mercantilización de nuestra figura y nuestra imagen, así como del consumo del otro como si de un producto más se tratase para la satisfacción de algún apetito nuestro, todo este panorama no es ni por lejos una ley “universal” (aunque tienda a ser la “norma”)
Las relaciones amorosas de este siglo, concretadas mediante un proceso completamente comparable al de ir a un supermercado o al de hacer compras en línea, se articulan a través de una estructura, por así decirlo, de mercado. Lo que no quita que uno no pueda encontrar el amor a través de ellas. Pero debemos cuestionarnos: ¿Cuándo gana la aplicación?, ¿cuándo encontramos “el amor”, o cuándo nos vemos forzados a recurrir a ella una y otra vez por nuestras relaciones “fallidas”?
Antes de finalizar este breve ensayo, me permito dar una concepción más profunda sobre el amor, del ya citado libro de Zygmunt Bauman:
[…] no es en el anhelo de cosas ya elaboradas, completas y terminadas donde el amor halla su sentido, sino en el ansia por participar en el engendramiento de tales cosas. El amor es análogo a la trascendencia; no es más que otro modo de llamar al impulso creador y, como tal, está preñado de riesgos, pues ninguna creación sabe con certeza en qué irá a dar.[13]
El amor seguirá existiendo. Solo basta distinguirlo y no sucumbir ante lo efímero de la mera imagen.

[1] Debord, G. (1967): La sociedad del espectáculo. Ediciones naufragio. (p.9) En línea: http://criticasocial.cl/pdflibro/sociedadespec.pdf
[2] Bauman, Z. (2003): Amor líquido. Paidós. España. Barcelona. (p.27)
[3] (18-08-2019): “´Salgo con mi vínculo´: el nuevo vocabulario de las relaciones de hoy”. Clarín, Entremujeres, Edición virtual en línea: https://www.clarin.com/pareja/-salgo-vinculo-nuevo-vocabulario-relaciones-hoy\_0\_f\_hAm1RNY.html
[4] (17-05-2019): “Apps de citas: lo que buscamos, lo que nos ilusiona, ¡lo que nos espanta!”. Clarín, Entremujeres, Edición virtual en línea: https://www.clarin.com/entremujeres/pareja/apps-citas-gusta-ilusiona-espanta\_0\_5UuqHXRUo.html
[5] Zilberman, D. (26-07-20): “No podemos dejar de lado la sexualidad”, Página 12, Sociedad. Edición impresa, p.21.
[6] Bauman, Z. (2007): Vida de consumo. (p.13) Ebook. En línea: https://www.lectulandia.co/book/vida-de-consumo/
[7] Mar Ibáñez León (25-07-2020): “Noviazgos por Tinder durante el confinamiento”. La opinión de Murcia. En línea: https://www.laopiniondemurcia.es/cultura-sociedad/2020/07/26/noviazgos-virtuales/1132149.html
[8] Debord, G. op. Cit., p.10
[9] Debord, G. op. Cit., p.10
[10] Se habla de “hegemonía” cuando hay un dominio o superioridad de una entidad sobre otras “de igual tipo”. (Wikipedia. Wiki: “Hegemonía”. En línea: https://es.wikipedia.org/wiki/Hegemon%C3%ADa)
[11] Según Wikipedia: “El marketing de influencia, o mercadotecnia influyente, es una forma de publicidad que ha surgido a partir de una variedad de prácticas y estudios recientes, enfocada más a los individuos que al mercado objetivo en su conjunto. Identifica a las personas que tienen influencia (comúnmente llamados influencers) sobre los compradores potenciales y las actividades de mercadotecnia orientadas en torno a estas personas influyentes.” (Wikipedia. Wiki: Mercadotecnia influyente. En línea: https://es.wikipedia.org/wiki/Mercadotecnia\_influyente)
[12] (18-08-2018): “Sol Pérez derritió Instagram con un sensual topless ¿y moretones?”. Los Andes. En línea: https://www.losandes.com.asol-perez-derritio-instagram-con-un-sensual-topless-y-moretones/
[13] Bauman, Z. op. Cit., p.24
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2020.07.13 13:34 Chitose_Isei Si existieran los chips para el control de vacunas no me pasaría ésto.

Hace unos días vi en internet algunas conspiraciones sin fundamento sobre Bill Gates. Una de ellas hablaba sobre cómo quería inyectar chips para controlarnos. La realidad es que éstos chips serían un control de vacunas, para que aeropuertos y médicos supieran cuántas y cuáles son las vacunas que tendríamos puestas. Similar a la típica cartilla de vacunas, pero sin tantos papeles encima. Si ésto hubiera existido, no me habría pasado lo que explicaré a continuación. Mi familia emigró a España desde Ucrania, yo nací allí y vine con 3 años. Tenía vacunas hechas en mi país (y recuerdo el momento de hacerlas) que estaban apuntadas en una tabla en en un papel. A los 4 años, tuve un accidente en un tobogán del colegio y me torcí el tobillo. Una profesora me llevó al hospital, donde mi madre estaba esperándome y cuando me lo vendaron, el doctor pidió las vacunas. Éstas estaban traducidas en un papel, el cual se lo quedaron para poder registrarlas; resulta que para mí edad, solo me faltaba una y tenía muchas puestas que en España no son obligatorias. Días después volvimos para una triple vírica. No tengo una cartilla de vacunación, así que a regañadientes, el enfermero que me atendió escribió la vacuna, fecha y lugar en que me la hicieron al final de la tabla con las demás vacunas en ruso (y suerte que lo hizo). A partir de allí, todas las demás vacunas las distribuían en los colegios/institutos. Y nunca he vivido algo tan doloroso Algunas enfermeras no atinaron con la vena, una aguja tenía el extremo final fino pero se ensanchaba al inicio, eran terriblemente dolorosas y apenas podíamos mover el brazo del dolor y, finalmente, a las chicas nos ponían más contra posibles ETS. Recuerdo una vez que nos pasaron un documento donde debíamos marcar tres vacunas, dos obligatorias y una opcional para la varicela. Marqué las tres, debido a que nunca la había tenido. No me la hicieron y justo ese verano mi hermano se contagió, y por ende a mi hermana y a mí. Adelantando más. Nunca he sido fan de ir al médico, tampoco tenía problemas de salud o accidentes y por eso no tuve uno de cabecera hasta finales del año pasado, con 20. Al menos en el CAP (Centro de Atención Primaria), cada médico tiene su propio enfermero en una sala a parte pero conectada con una puerta. Con la doctora fue bien ya que solo eran análisis rutinarios. El problema vino a inicios del 2020. No suelo enfermarme, pero no sé qué ocurrió este año que tuve fiebre por varios días, pero el malestar, el dolor de cabeza y cuello y el toser hasta el dolor de esternón perduró por tres semanas. De ellas, solo seis días fui a clase y aproveché todo momento para hacer broma sobre el Covid19, como era de esperar. Sin embargo, no podía seguir así y mi madre me acompañó a urgencias. La recepcionista nos pasó a una enfermera. No recuerdo de qué estaban hablando, creo que ella comentó que me faltaba una vacuna pero en un momento, mi madre dijo que yo nunca me ponía enferma, así que nunca iba al médico. La enfermera lo entendió como que ni siquiera había venido a hacerme las vacunas, así que buscó en mi archivo y dijo que me faltaban TODAS. Al explicar que debía haber un error, ella dijo que debía pedir cita con la enfermera de mi doctora. Y cuando me encontré con ella, me explicó sólo estaban registradas las vacunas hechas en el colegio y que debía traer todos los documentos que tenía sobre ellas, aunque estuvieran en ruso. Así lo hice, le expliqué sobre ese papel traducido que se quedaron en el hospital e incluso llevé el mismo pero de mi hermana. Finalmente en ese papel con una tabla vio la triple vírica en español, documentada en ese mismo centro y la cual tampoco había sido registrada. El papel traducido obviamente estaba extraviado. La enfermera hizo copia de todo eso y me dijo que buscaría un traductor o que, en el peor de los casos, existía el Google traductor. Me aclaró que si realmente me faltaba alguna, me llamarían. Seis meses después no me han llamado. Por supuesto comprendo la situación actual, pero no sé si es que aun está buscando traductor (o como traducirlo desde el Google) o alegrarme.
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2020.07.11 14:03 MacCohen La magia popolare e l'origine del mormonismo

I “money-diggers”
In “History of the Church” Joseph Smith menziona di essere stato un cercatore di tesori solo un paio di volte e sembra vergognarsene a posteriori per il modo in cui taglia corto la discussione e cerca di dissociarsene.
“Nell’anno 1823 la famiglia di mio padre subì un grande dolore per la morte di mio fratello maggiore Alvin. Nel mese di ottobre del 1825 fui assunto da un anziano signore di nome Josiah Stoal, che viveva nella Contea di Chenango, Stato di New York. Egli aveva sentito dire di una miniera d’argento che era stata aperta dagli Spagnoli ad Harmony, Contea di Susquehanna, Stato della Pennsylvania, e prima di assumermi presso di lui aveva scavato, allo scopo di scoprire, se possibile, la miniera. Dopo che andai ad abitare con lui egli mi prese, col resto dei suoi operai, per scavare alla ricerca della miniera d’argento, cosa alla quale continuai a lavorare per circa un mese, senza successo per la nostra impresa, e alla fine persuasi l’anziano signore a cessare di scavare per cercarla. Di qui è nata la diceria assai diffusa che io sia stato un cercatore di tesori [money-digger nell’originale]. Durante il tempo in cui fui impiegato in questo modo, fui messo a pensione presso un certo Signor Isaac Hale, di quel luogo; fu là che vidi per la prima volta mia moglie (sua figlia) Emma Hale. Il 18 gennaio 1827 ci sposammo, mentre ero ancora impiegato al servizio del Signor Stoal.” (Joseph Smith – Storia 1:56-57)
In un monologo che prende la forma di un botta e risposta aggiunge laconicamente: "Non era Joseph Smith un cercatore di tesori [money-digger nell’originale]?” Sì, ma non fu mai un lavoro molto profittevole per lui, visto che con esso ricavò solo quattordici dollari al mese. (History of the Church, vol. III, p. 29)
Letti senza contesto, a un italiano sembra di capire che Joseph fosse stato semplicemente pagato da un uomo che cercava tesori per dargli una mano a dissotterrarli; ma i cosiddetti money-diggers o treasure seekers erano una cosa ben diversa nella cultura statunitense dell’epoca e vedremo che la versione di Joseph Smith nasconde molti punti controversi. Negli Stati Uniti era infatti diffusa la credenza popolare che Spagnoli, pirati o gli antichi abitanti dei luoghi avessero nascosto i loro sterminati tesori nelle colline che costellavano il Nordamerica e che attraverso bastoni da rabdomante (chiamati di solito mineral rods) o pietre magiche (chiamate seer stones o, se erano forate, peep stones) alcune persone potessero trovarli (questi individui venivano chiamati per questo peepers o glass lookers), anche se alla fine lo spirito guardiano del tesoro riusciva ad allontanare le ricchezze facendole sprofondare ulteriormente nel terreno, fuori dalla portata dei cercatori di tesori.
Nel 1729 Benjamin Franklin e Joseph Breintnall scrivono all’American Weekly Mercury le 32 “Busy-Body Letters” (dallo pseudonimo con cui le firmavano) e nell’ottava parlano di questo tipo di attività:
“C’è fra di noi un gran numero di onesti artigiani e uomini industriosi che, alimentati da una vana speranza di diventare ricchi in un batter d’occhio, trascurano i loro affari fino quasi a rovinare loro stessi e le famiglie e sopportano volontariamente grandi fatiche nell’infruttuosa ricerca di immaginari tesori nascosti. Vagano di giorno fra boschi e campagne per scoprire i marchi e i segni: a mezzanotte si danno alla speranzosa attività con pale e picconi; pieni di aspettative, lavorano con veemenza tremando allo stesso tempo in ogni giuntura per paura di certi demoni maliziosi che si dice infestino e sorveglino tali posti. Alla fine viene scavato un enorme buco e si buttano fuori magari anche diverse carrettate; ma ahimè, non si trova nessun barile o contenitore di ferro; nessun baule da marinaio zeppo di dobloni spagnoli o pesanti pezzi da otto! Allora giungono alla conclusione che con qualche errore nella procedura, qualche incauta parola pronunciata o, trascurata qualche regola dell’arte, lo spirito guardiano abbia avuto il potere di affondarlo più profondamente nella terra e metterlo fuori dalla loro portata. Eppure, quando un uomo è stregato in questo modo, è così lungi dall’essere scoraggiato da insuccessi che è invece portato a raddoppiare i suoi sforzi e proverà ancora e ancora in cento diversi posti, nella speranza di avere infine un qualche colpo di fortuna che possa immediatamente ricompensarlo a sufficienza per tutte le sue spese in tempo e lavoro.”
Gerard T. Hurley, nel suo saggio “Buried Treasure Tales in America” (Western Folklore, luglio 1951, p. 203), descrive così la versione più esperta di questi uomini:
“Il cercatore di tesori professionista sa molte cose. Realizza, per esempio, che un sonnambulo può condurre a un tesoro, che i tesori sprofondano nella terra quando qualcosa non va, che i tesori sfuggenti [slippery nell’originale] possono essere legati con un filo bianco di seta e salvati, e che vari momenti del giorno e del mese sono di miglior auspicio di altri per la ricerca. Capisce il complicato scopo di bastoni da rabdomante [divining rods nell’originale] e di altri rituali per la localizzazione di siti di tesori. Sa che il modo più sicuro per perdere un tesoro è di parlare mentre si scava e vi può dire che lo scopo di molti spiriti della terra e spettri è di spaventarvi tanto da farvi violare la regola del silenzio. Sa anche che parlare è permesso in un solo caso -quando uno legge dalla Bibbia, l’innario o il sesto e settimo libro di Mosè, un opuscolo di superstizione, magia nera e altri fini. Che il dio e il rito cristiano siano usati per recuperare il tesoro appare logico per via del fatto che l’origine di molti tesori implica spargimento di sangue e crimini, come è spiegato da un pescatore del South Carolina: “Tesoro sepolto da sprezzante, rancoroso e avido assassinio, furto e omicidio.” Una ricchezza di tale origine può essere ben vista come beni del diavolo. Gli spiriti guardiani del tesoro erano anche loro certamente creature maligne. L’area sotto il suolo -dove era solitamente situato il tesoro- è da tempo considerata il dominio del diavolo. Non è perciò sorprendente che le forze del bene venissero invocate in soccorso nel recupero delle ricchezze sepolte. Alcuni cercatori di tesori per la verità ricorrono all’aiuto del diavolo per localizzare tesori. In un caso, quando un pio cristiano aveva provato a scavare per un tesoro trovato con l’aiuto del diavolo, emersero dalla buca demoni e uccelli dai grandi occhi per schernire tutti i bravi uomini. Nella maggior parte dei racconti, tuttavia, l’evocazione è fatta nel nome del dio cristiano e le precauzioni che si prendono possono essere collegate senza gran difficoltà a riti e credenze cristiani. Oltre a leggere le scritture e l’innario e usare un libro attribuito a Mosè, il più grande di tutti gli evocatori, colui che sorveglia lo spirito osserva altre pratiche. Non andrà a caccia di tesori con nessuno che abbia versato sangue. Può contenersi sessualmente per quattro giorni prima di partire alla ricerca. Ripulisce le tasche dal tabacco.”
Queste stesse credenze di tesori che vengono sepolti e poi scivolano via quando si cerca di recuperarli appaiono anche nel Libro di Mormon, dicendoci qualcosa sulla cultura del suo autore:
“Ed ecco, una maledizione colpirà il paese, dice il Signore degli Eserciti, per colpa del popolo che vi vive, sì, a causa della loro malvagità e delle loro abominazioni. E avverrà, dice il Signore degli Eserciti, sì, il nostro grande e vero Dio, che chiunque nasconderà dei tesori nella terra non li ritroverà più, a causa della grande maledizione del paese, salvo che sia un uomo giusto e lo nasconda per il Signore. Poiché io voglio, dice il Signore, ch’essi nascondano i loro tesori per me; e maledetti sian quelli che non nascondono i loro tesori per me; poiché nessuno nasconde il suo tesoro per me salvo i giusti, e colui che non nasconde il suo tesoro per me è maledetto, e anche il tesoro, e nessuno potrà recuperarlo, a causa della maledizione del paese. […] Oh, se mi fossi pentito e non avessi ucciso i profeti e non li avessi lapidati e scacciati. Sì, in quel giorno direte: Oh, se ci fossimo ricordati del Signore nostro Dio nel giorno in cui ci dette le nostre ricchezze, allora non sarebbero divenute fugaci e non le avremmo perdute; poiché, ecco, le nostre ricchezze se ne sono andate. Ecco, lasciamo qui un attrezzo e l’indomani è sparito; ed ecco, le nostre spade ci sono tolte il giorno in cui le cerchiamo per combattere. Sì, abbiamo nascosto i nostri tesori e ci sono scivolati via a causa della maledizione sul paese. Oh, se ci fossimo pentiti nel giorno in cui ci giunse la parola del Signore; poiché ecco, il paese è maledetto ed ogni cosa è divenuta viscida [slippery nell’originale] e non possiamo trattenerla.” (Helaman 13:17-19, 33-36, profezia di Samuele il Lamanita)
“E quei ladroni di Gadianton che erano fra i Lamaniti infestavano il paese, tanto che i suoi abitanti cominciarono a nascondere i loro tesori sotto terra; ed essi diventarono imprendibili perché il Signore aveva maledetto il paese, cosicché non poterono più custodirli, né ricuperarli. E avvenne che c’erano sortilegi, e stregonerie e magie; e il potere del maligno veniva esercitato su tutta la faccia del paese, fino all’adempimento di tutte le parole di Abinadi ed anche di Samuele il Lamanita.” (Mormon 1:18-19)
Anche gli Smith credevano a queste superstizioni e le praticavano assiduamente, tanto che la matriarca Lucy Mack Smith scrive nella biografia del figlio, per prevenire le accuse di indolenza rivolte spesso ai cercatori di tesori: “Ora cambierò il soggetto per il momento. Ma il mio lettore non immagini, dato che seguirò un altro tema per un po’, che cessammo il nostro lavoro e andammo a provare a ottenere la facoltà di abrac, tracciare cerchi magici o divinare a scapito di ogni attività. Non abbiamo mai permesso durante le nostre vite che un interesse importante inghiottisse ogni altra obbligazione. Ma, mentre lavoravamo con le nostre mani, ci sforzammo di ricordare la cura e il benessere delle nostre anime.” (Lucy Mack Smith, History, 1844-1845, libro 3, p. 10)
Abner Cole, che pubblicava il suo quotidiano a Palmyra, fa diversi riferimenti agli Smith e nel numero del Reflector del 1° febbraio 1831 dice, parlando dei cercatori di tesori della zona:
“Non è inopportuno a questo punto menzionare che la mania di cercar tesori iniziò a diffondersi rapidamente in molte parti di questo paese; uomini e donne senza distinzione di età o sesso divennero meravigliosamente dotti nelle scienze occulte, molti sognavano e altri ebbero visioni che rivelavano loro tesori ricchi e luccicanti nelle profondità della terra e, per facilitare queste vaste operazioni minerarie (il denaro si cercava di solito, se non sempre, nelle tenebre della notte), furono inventate varie tecniche e strumenti e, sebbene lo spirito fosse sempre in grado di trattenere il suo prezioso carico, questi esseri sconvolti e illusi tornavano al lavoro la notte successiva senza dubitare lontanamente che il successo avrebbe infine seguito le loro fatiche.
Bastoni da rabdomante [mineral rods nell’originale] e sfere (com’erano chiamati dagli impostori che ne facevano uso) erano considerati guide infallibili per la fonte delle ricchezze. Pietre divinatorie [peep stones nell’originale] o ciottoli, presi indistintamente da un torrente o un campo, venivano messi in un cappello o un altro posto separato dalla luce; maghi o streghe (poiché queste esibizioni non erano limitate a un solo sesso) vi aderivano gli occhi e, quasi scuotendo via i loro bulbi oculari dalle orbite, dichiaravano di vedere tutte le meraviglie della natura inclusi ovviamente grandi depositi di argento e oro.”
L’umorista Seba Smith, nel suo racconto del 1840 “The Money Diggers: A Down East Story”, spiega il funzionamento di queste mineral rods:
“Ma che cos’è un bastone da rabdomante?” disse Bill. “Ma come, non lo sai? È un ramo verde biforcuto di amamelide, tagliato lungo un piede e mezzo o due piedi. E coloro che hanno il potere di adoperarlo impugnano le estremità del ramo in ciascuna mano e tengono l’altra estremità dove i rami si uniscono puntata verso il cielo. E quando sono vicini a dove ci sono minerali, oro o argento sepolti nel suolo, il bastone si piega in quella direzione; e quando arrivano sul punto esatto, il bastone si piegherà all’ingiù puntando verso il suolo.”
Il 20 marzo 1826 Joseph finirà nei guai quando dei parenti di Josiah Stoal (scritto anche Stowel e Stowell in altri documenti) lo denunciano per essere “una persona molesta e un impostore”. Già nel 1783 una legge di New York aveva definito persone moleste "tutti coloro che sostengono di avere abilità in fisiognomia, chiromanzia o simili scienze capziose o che sostengono di poter predire il futuro o scoprire dove possono essere nascosti beni perduti.” (“Laws of the State of New-York”, vol. I, p. 123)
Gli appunti del giudice Albert Neely (Fraser’s Magazine, febbraio 1873, vol. VII, p. 229-230) contengono una dichiarazione interessante di Joseph Smith (definito glass looker nella nota spese del processo) su una sua certa pietra data durante il processo:
“Il prigioniero è interrogato: dice che viene dalla cittadina di Palmyra e che era stato in casa di Josiah Stowel a Bainbridge per la maggior parte di quel tempo; era stato impiegato per poco tempo nella ricerca di miniere ma era stato impiegato da detto Stowel per lo più alla sua fattoria e ad andare a scuola. Che aveva una certa pietra che aveva scrutato occasionalmente per determinare dove ci fossero dei tesori nascosti nelle viscere della terra; che afferma di dire in tal modo dove ci fossero delle miniere d’oro a una certa profondità sottoterra e che aveva scrutato diverse volte per il signor Stowel e lo aveva informato su dove avrebbe potuto trovare questi tesori e che il signor Stowel era stato occupato a scavare per trovarli. Che a Palmyra rivendicava di poter dire guardando la sua pietra dove fossero sepolte in Pennsylvania monete coniate e che, mentre era a Palmyra, aveva stabilito frequentemente in quel modo dove fossero situati beni perduti di vario genere; che per tre anni aveva avuto occasionalmente l’abitudine di guardare attraverso questa pietra per trovare beni perduti, ma che ultimamente aveva praticamente lasciato perdere in quanto danneggiava la sua salute, specialmente i suoi occhi, facendoglieli dolere; che non sollecitava affari di questo tipo e che aveva invece sempre rifiutato di avere qualcosa a che fare con queste attività.”
Abbiamo anche la testimonianza di un collega:
“Jonathan Thompson dice che al prigioniero fu richiesto di cercare un baule di soldi; guardò e sostenne di sapere dove fosse e che il prigioniero, Thompson e dei lavoratori andarono alla sua ricerca; che Smith arrivò sul luogo per primo; era notte; che Smith guardò nel cappello mentre era lì e, quando fu molto buio, disse com’era disposto il forziere. Dopo aver scavato per diversi piedi colpirono qualcosa che fece un rumore simile ad una tavola o a un’asse. Il prigioniero non guardò di nuovo, sostenendo che era preoccupato in merito alle circostanze in cui era stato sepolto il baule e di cui si era appena ricordato. Che l’ultima volta che aveva guardato aveva visto distintamente i due Indiani che avevano sepolto lo scrigno, che fra i due era seguito un litigio e che uno di questi Indiani era stato ucciso dall’altro e gettato nella fossa di fianco al forziere per fargli, immaginava, la guardia. Thompson dice che crede nelle abilità professate dal prigioniero; che l’asse che aveva colpito con la sua pala era probabilmente il forziere ma che a causa di un incantesimo il cofano continuava ad allontanarsi da sotto di loro mentre scavavano; che ciononostante persistettero continuamente a rimuovere terreno mentre tuttavia il forziere si manteneva pressappoco equidistante da loro.”
Martin Harris conferma questi eventi in un’intervista del 1859 allo spiritualista Joel Tiffany: “In quel vicinato c’era una compagnia che scavava per trovare denaro che era stato nascosto presumibilmente dagli antichi. In questa compagnia c’erano l’anziano signor Stowel -credo che il suo nome fosse Josiah- e anche l’anziano signor Beman, poi Samuel Lawrence, George Proper, Joseph Smith figlio, suo padre e suo fratello Hiram. Scavavano alla ricerca di denaro a Palmyra, Manchester e anche in Pennsylvania e altri luoghi. Quando Joseph trovò questa pietra, c’era una compagnia che scavava a Harmony, in Pennsylvania, e avevano ingaggiato Joseph per guardare nella pietra per loro; e così fece per un po’, ma poi disse loro che l’incantesimo era così forte che non poteva vedere e rinunciarono.” Harris spiega anche nel paragrafo precedente, in cui parla delle tavole d’oro, che “queste tavole vennero trovate nel punto settentrionale di una collina due miglia a nord del villaggio di Manchester. Joseph aveva una pietra che era stata estratta dal pozzo di Mason Chase a 24 piedi sotto la superficie. In questa pietra poteva vedere molte cose, è mia conoscenza certa. Fu attraverso questa pietra che scoprì per la prima volta quelle tavole.”
Gli affidavit di Hurlbut
Dopo essere stato scomunicato nel 1833, Doctor Philastus Hurlbut decide di andare a Palmyra e Manchester per raccogliere degli affidavit (dichiarazioni giurate davanti a un giudice o notaio alla presenza di testimoni) di vicini, compaesani e conoscenti degli Smith, che mettono in luce le loro attività di cercatori di tesori. Di seguito ne sono citati alcuni, che spesso e volentieri erano anch’essi cercatori di tesori ma tenevano a che non si sapesse visto che criticavano gli Smith per fare lo stesso.
Willard Chase era un altro cercatore di tesori e per salvare la faccia nasconde che anche sua sorella Sally era molto famosa per usare una pietra divinatoria verde. Racconta che nel 1822 aveva assunto Joseph Smith e il fratello Alvin per scavare un pozzo (per suo fratello Mason) e che trovò una pietra dall’aspetto particolare, quella che poi userà per cercare i tesori e dettare il Libro di Mormon.
“Joseph la mise nel suo cappello e poi mise la sua faccia nell’apertura del cappello. Smith ha detto che aveva tirato fuori lui la pietra dal pozzo, ma questo è falso: c’ero soltanto io in quel pozzo. La mattina seguente venne da me desiderando ottenere la pietra, dicendo che poteva vederci dentro; gli dissi che non volevo separarmene perché era particolare, ma che potevo prestargliela. Dopo aver ottenuto la pietra cominciò a rendere pubbliche quali meraviglie poteva scoprire guardandoci dentro e creò un tale tumulto fra la parte credulona della comunità che gli ordinai di restituirmela.”
Joseph riuscì comunque a farsi prestare di nuovo la pietra, ma stavolta non gliela restituì. Chase aggiunge poi che nel giugno del 1827 Joseph Smith padre gli aveva raccontato quanto segue sul ritrovamento del Libro di Mormon:
“Alcuni anni fa uno spirito era apparso in una visione a suo figlio Joseph e lo aveva informato che esistevano in un certo posto degli annali su tavole d’oro e che egli era la persona che doveva ottenerli facendolo nel modo seguente: il 22 settembre [n.b. equinozio d’autunno] avrebbe dovuto recarsi nel luogo in cui era deposto questo manoscritto vestito in abiti neri e conducendo un cavallo nero con un frustino, e richiedendo il libro in un certo nome e, dopo averlo ottenuto, avrebbe dovuto andarsene via direttamente senza posarlo a terra né guardando dietro di sé. Pertanto fornirono Joseph di un completo nero e presero in prestito un cavallo nero. Si recò nel luogo di deposito e chiese il libro, che era in una scatola di pietra non sigillata e così vicina alla superficie che poteva vederne un’estremità e, sollevatala, estrasse il libro d’oro. Ma, temendo che qualcuno avrebbe potuto scoprire dove l’avesse preso, lo posò a terra per rimettere a posto il coperchio di pietra così come lo aveva trovato; giratosi, fu sorpreso che non ci fosse nessun libro in vista. Riaprì di nuovo la scatola e ci vide dentro il libro e provò a tirarlo fuori, ma venne ostacolato. Vide nel contenitore una cosa simile a un rospo, che assunse rapidamente le sembianze di un uomo e lo colpì sul lato della testa. Non scoraggiato da una sciocchezza, si piegò di nuovo per cercare di recuperare il libro quando lo spirito lo colpì nuovamente scagliandolo lontano tre o quattro pertiche [una pertica misurava circa 5 metri] e facendogli molto male. Dopo essersi ripreso dallo spavento, chiese perché non potesse recuperare le tavole, al che lo spirito rispose perché non aveva seguito i suoi ordini. Chiese poi come avrebbe potuto averle e gli fu risposto così: vieni fra un anno da oggi, porta con te il tuo fratello maggiore e le avrai.”
Alvin però morì due mesi dopo e, al secondo incontro, lo spirito gli disse di tornare l’anno successivo con un certo uomo, che avrebbe riconosciuto dopo averlo visto. Joseph decise che costui era Samuel T. Lawrence, suo compagno nella caccia a tesori nascosti, e lo portò sulla collina di Cumora. Lì “Gli mostrò dove fosse il tesoro. Lawrence gli chiese se avesse trovato qualcosa assieme alle tavole d’oro; gli disse di no; gli chiese quindi di guardare nella sua pietra per vedere se non ci fosse nulla con esse. Guardò e disse che non c’era nulla; gli disse di guardare di nuovo e di controllare se non ci fosse un grande paio di occhiali assieme alle tavole; guardò e vide un paio di occhiali, gli stessi con i quali Joseph disse di aver tradotto il Libro di Mormon.”
Joseph poi raccontò a Chase che, accompagnato in carrozza dalla moglie Emma ai piedi della collina, aveva recuperato le tavole e le aveva nascoste in un tronco. Qualche giorno dopo, andando a recuperarle per timore che qualcuno le avesse trovate, aveva steso due uomini che lo avevano aggredito mentre le portava a casa avvolte nella sua giacca. “Fece l’osservazione che non avrebbe ottenuto il libro se non fosse stato per quella pietra (che riconobbe essere di mia proprietà).” Poi “Dato che i suoi vicini erano disgustati dalle sue sciocche storie, decise di tornare in Pennsylvania per evitare quella che lui chiamava persecuzione.” Joseph fa la conoscenza del facoltoso fattore Martin Harris, a cui chiede 50 dollari, e “Nella primavera del 1829 Harris andò in Pennsylvania e, al suo ritorno a Palmyra, riportò che la moglie del profeta avrebbe dato alla luce nel mese di giugno un maschietto che sarebbe stato in grado a due anni di tradurre la Bibbia d’oro. Poi disse che avremmo visto Joseph Smith camminare per le strade di Palmyra con sottobraccio una Bibbia d’oro indossando un pettorale aureo e con una spada d’oro sul fianco. Questo tuttavia si rivelò del tutto falso.”
Peter Ingersoll: “Un giorno stavo arando vicino alla casa di Joseph Smith padre verso mezzogiorno e mi chiese di camminare con lui non lontano da casa sua per vedere se un bastone da rabdomante [mineral rod nell’originale] potesse funzionare nelle mie mani, dicendomi anche che era sicuro che sarebbe stato il caso. Dato che i miei buoi stavano mangiando e che io stesso ero libero, accettai l’invito. Quando arrivammo vicino a dove diceva ci fosse il denaro, tagliò un cespuglietto di amamelide e mi spiegò come tenerlo. Si allontanò poi qualche pertica e mi istruì di dire al bastone “vai verso i soldi”, cosa che feci a voce alta. Mi rimproverò severamente di averlo detto forte, dicendo che doveva essere sussurrato. Era un’attività nuova per me. Mentre il vecchio stava a qualche pertica mettendosi in varie pose, gli dissi che il bastone non funzionava. Sembrò molto sorpreso e disse che gli sembrava di averlo visto muoversi nelle mie mani. Era il momento per me di tornare al lavoro. Al mio ritorno raccolsi una piccola pietra lanciandomela noncurante fra una mano e l’altra. Mi disse, sembrando molto serio, cosa pensi di fare con quella pietra? Gli risposi lanciarla agli uccelli. Il vecchio disse no, ha molto valore e quindi gliela diedi. Mi disse se solo sapessi quali ricchezze ci sono dietro casa mia e, indicando un luogo vicino, esclamò laggiù c’è un forziere pieno d’oro e un altro d’argento. Poi mise la pietra che gli avevo dato nel suo cappello, sporgendosi in avanti e piegandosi, facendo varie manovre abbastanza simili a quelle di un’esca per piccioni. Alla fine abbassò il cappello e disse con una voce flebile, del tutto esausto, se sapessi ciò che ho visto, crederesti. […] Poi suo figlio Alvin si diede allo stesso spettacolo, che era ugualmente grottesco.”
Poi cita un altro paio di episodi:
“Un’altra volta Joseph padre mi disse che il miglior momento per cercar tesori era nella calura estiva, quando il caldo faceva risalire i bauli di soldi vicino alla superficie del suolo. Vedi, mi disse, le grosse pietre sul suolo? Le chiamiamo rocce, e ne hanno proprio l’espetto, ma in realtà la maggior parte di esse sono bauli pieni di soldi fatti risalire dal calore del sole. Un’altra volta invece mi disse che gli antichi abitanti di questo paese usavano cammelli invece di cavalli. A prova di ciò disse che in una certa collina nella fattoria del signor Cuyler c’era una grotta contenente un’immensa quantità di oro e argento, panoplie e anche una sella per cammelli appesa a un piolo in un fianco della caverna. Gli chiesi di che tipo di legno fosse il piolo. Non sapeva dirlo, ma disse che era simile a pietra o ferro.”
William Stafford (anche lui proprietario di una pietra divinatoria e cerca di minimizzare la sua partecipazione alla caccia ai tesori): “Gran parte del loro tempo era dedicato a scavare alla ricerca di denaro, specialmente di notte, quando dicevano che il denaro poteva essere ottenuto più facilmente. Li ho sentiti raccontare favole meravigliose in merito alle scoperte che avevano fatto durante le loro bizzarre attività di cercatori di tesori. Dicevano per esempio che in un certo posto, su una certa collina nella fattoria di un certo uomo erano deposte chiavi, botti e barili di monete d’argento e d’oro, lingotti d’oro, icone auree, pentole di rame piene d’oro e d’argento, candelabri d’oro, spade e così via. Dicevano anche che quasi tutte le colline in questa zona di New York erano state innalzate da mano umana e che dentro di loro c’erano grandi caverne che Joseph figlio poteva vedere mettendo una pietra di aspetto particolare nel suo cappello in modo da escludere completamente la luce. All’epoca sostenevano che potesse vedere ogni cosa dentro e sotto la terra, che poteva vedere nelle suddette caverne grossi lingotti d’oro e tavole d’argento e che poteva anche scoprire gli spiriti nelle cui cure erano i tesori, vestiti con abiti antichi. In alcuni momenti questi tesori potevano essere ottenuti molto facilmente; in altri era difficile ottenerli. La facilità a potervisi avvicinare dipendeva in gran parte dalla fase della luna. Credo che il novilunio e il Venerdì santo fossero considerati i momenti più propizi per ottenere quei tesori. Considero immaginarie queste storie.”
“Una notte venne da me Joseph Smith padre dicendomi che Joseph figlio stava guardando nel suo cristallo e aveva visto a non molte pertiche da casa sua due o tre pentole piene d’oro e argento a qualche piede sotto la superficie del terreno e che solo il vecchio Joseph e io stesso avremmo potuto recuperarle. Acconsentii pertanto ad andare e ci recammo la sera presto al luogo del deposito. Joseph padre tracciò dapprima un cerchio del diametro di dodici o quattordici piedi e disse che quel cerchio conteneva il tesoro. Conficcò poi nel suolo una serie di bastoncini di amamelide intorno a detto cerchio allo scopo di allontanare gli spiriti malvagi. All’interno del cerchio ne tracciò un altro di circa otto o dieci piedi di diametro. Camminò intorno all’estremità di questo cerchio per tre volte sussurrando fra sé qualcosa che non riuscivo a capire. In seguito piantò una verga di ferro al centro dei cerchi e ci venne imposto un totale silenzio, altrimenti avremmo risvegliato lo spirito maligno che aveva la custodia di questi tesori. Dopo aver scavato una fossa profonda circa cinque piedi attorno alla verga, il vecchio chiese il permesso di andarsene con segni e gesti e andò a casa a chiedere al giovane Joseph il motivo del nostro fallimento. Tornò poco dopo e disse che Joseph era rimasto tutto quel tempo in casa guardando nella sua pietra e sorvegliando i movimenti dello spirito maligno, che aveva visto lo spirito risalire fino al cerchio e che non appena aveva visto il cono che avevamo creato attorno alla verga aveva fatto sprofondare il denaro. Andammo quindi in casa e il vecchio disse che avevamo fatto un errore all’inizio dell’opera; non fosse stato per quello, disse, avremmo potuto recuperare il denaro.”
“Il vecchio Joseph e uno dei ragazzi venne da me un giorno e disse che Joseph figlio aveva scoperto dei tesori davvero notevoli e di valore che potevano essere recuperati in un solo modo. Il metodo era il seguente: si doveva portare una pecora nera nel luogo in cui erano nascosti i tesori e, dopo averle tagliato la gola, la si doveva trascinare in cerchio mentre sanguinava. Fatto questo, la collera dello spirito maligno si sarebbe placata: si sarebbe perciò potuto recuperare il tesoro e la mia parte sarebbe stata un quarto. Gli lasciai prendere una pecora grande e grassa per appagare la mia curiosità. In seguito mi informarono che la pecora venne uccisa secondo comandamento ma che, essendoci stato un errore nel processo, non sortì l’effetto desiderato.”
Joseph Capron: “La famiglia Smith aveva moltissima considerazione per Joseph figlio a motivo di qualche potere sovrannaturale che diceva di possedere. Sosteneva che questo potere gli veniva per mezzo di una pietra con caratteristiche peculiari. La pietra veniva messa in un cappello in modo da escludere completamente la luce eccetto quella emanata dalla pietra stessa. Diceva che la luce di questa pietra gli permetteva di vedere ogni cosa che desiderava. Pertanto scopriva fantasmi, spiriti infernali, montagne di oro e argento e molti altri tesori inestimabili deposti nel suolo. Diceva spesso ai suoi vicini delle sue incredibili scoperte e li esortava a imbarcarsi nell’attività di cercatori di tesori. A chiunque avesse seguito i suoi consigli sarebbero toccati lusso e ricchezza. Si riunì presto una banda: alcuni di loro erano spinti da curiosità, altri erano esaltati nelle loro aspettative di guadagno immediato. Racconterò un episodio in modo che un non iniziato sappia come la compagnia scavava alla ricerca di tesori. Il sapiente Joseph scoprì a nordovest di casa mia un baule pieno di orologi d’oro ma, essendo possesso di uno spirito malvagio, ci volevano abilità e uno stratagemma per recuperarli. Pertanto si diede ordine di infilarci intorno un carico di grossi pali nel suolo in forma circolare per molte pertiche. Questo doveva essere fatto direttamente sopra il punto in cui il tesoro era sotterrato. Si mandò un messaggero a Palmyra per recuperare una spada lucidata; dopodiché Samuel F. Lawrence, spada sguainata in mano, marciò intorno per fare la guardia da un qualsiasi assalto che sua maestà satanica avrebbe voluto fare. Nel frattempo il resto della compagnia era alacremente occupato a scavare per trovare gli orologi. Lavorarono, come al solito, fino a essere esausti ma, nonostante il coraggioso difensore Lawrence e il loro bastione di pali, il diavolo l’ebbe vinta e si portò via gli orologi.”
La famiglia di Eldred G. Smith (pronipote di Hyrum Smith nonché ultimo patriarca presiedente), morto nel 2013 alla veneranda età di 106 anni, ha tre fogli di carta con disegnati sopra simboli magici e custoditi in una borsetta in cotone che si appendeva al collo, usati presumibilmente dai suoi antenati durante le ricerche di tesori.
A questo punto è possibile vedere che la storia di Joseph Smith che trova le tavole d'oro con la pietra divinatoria e lo spirito di Moroni che gli impedisce di recuperarle perché non ha seguito le istruzioni rientra nel filone delle favole raccontate dai money diggers. La pietra divinatoria di Joseph, che è un ovale marrone con strisce più scure, sarà protagonista della storia ancora per un po'.
[Prosegue nei commenti]
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2020.06.09 10:32 Sora_Yaa ¡Dos Madres con derecho en un solo día! + policía travieso.

Todo lo que voy a compartir en este post paso en un mismo día, por lo que lo escribiré en este solo post, así que de ante mano me disculpo por hacerlo tan largo. Lo dividiré como historia #1 (lo cual sucede en la mañana) e historia #2 (la cual pasa en la tarde)
Ahora un poco de historia de fondo. Por alguna razón que desconozco, aproximadamente a mis 9 años comenzó mi proceso de desarrollo, por lo que era normal que a mis 13 años tuviera el cuerpo de una mujer de 20.
Actualmente tengo 17 y mi cuerpo tampoco es que halla cambiado mucho que digamos, pero de igual manera me a traído distintos tipos de problemas, como son los excesivos piropos en la calle y las burlas de algunas chicas por estar "gorda", lo que me provocó una gran inseguridad en mi hasta el punto de utilizar vendas en la zona de mi pecho para intentar disimular un poco el tamaño de mi busto a la hora de salir. También he de decir que soy alguien bastante fuerte y tengo MUY poca paciencia, razón por la cuál a veces mi mamá me toma como una especie de seguridad cuando está sola en el almacén en el que trabaja.
PERSONAJES:
-Historia #1
Madre con derecho 1 como MD1.
Niño Molesto como NM.
Mi mejor amiga como Lulú.
Y yo como yo.
-Historia #2
Madre con derecho 2 como MD2.
Ladrón Bueno como LB.
Mi madre como Mamá.
Y yo como yo.
HISTORIA #1 Yo estaba haciendo la compra del mercado con Lulú (tambien somos vecinas) Cada una metía en su carrito cosas básicas como arroz, lentejas, verduras, etc.
Estabamos vestidas bastante casual, ella con una 'bata' verde y yo con unos shorts con una camisilla, la cual dejaba un poco a la vista la venda que cubría mi busto, todo iba bastante normal hasta que siento que algo, o más bien alguien hace un poco de presión en la zona de la venda.
Cuando me volteo, veo que es un niño, que ha simple vista se veía que no tenía más de 10 años. Nos quedamos mirando un momento y vuelve a presionar en esa misma zona pero ahora con un poco más de presión acompañado con una pregunta que en menos de un segundo logró matar toda la paciencia que tenía.
NM: ¿Te duele? - pregunta el niño con un tono un tanto burlón.
Yo le respondo: "No." - el niño otra vez toca la misma zona pero con mucha más presión que antes a lo que le digo - "sigue si dolerme, así que no lo vuelva a intentar niño, ve a jugar a otro lugar".
En ese momento se acerca una señora furiosa que al parecer era la madre del niño ese.
MD1: ¡¿Y tú con qué derecho le hablas así mi hijo?! - me pregunto bastante molesta - ¡El solo quiere ver tu cicatriz!
Ahí me si cuenta por donde iba el camino ¡Ellos pensaba que me había operado el busto! Lulú al verme claramente frustrada decide responder por mi de la manera más dulce y amable que pudo.
Lulú: Disculpeme señora, al parecer hay una confusión. Mi amiga no está operada y mucho menos tiene una cicatriz, es solo parte del atuendo que está utilizando.
MD1: ¿Y es que acaso te estaba hablando a ti? Aparte ¿Me vez cara de que nací ayer? Es obvio que eso es una cirugía ¡¡Así que te exijo que te quites la venda para que mi hijo vea la cicatriz!!
Yo: Señora, primero que nada, cuide su tono de voz, segundo ¿usted quien carajos es para decirme que hacer? Y tercero ¿no se da cuenta que lo que me está 'exigiendo' es una total estupidez? Busque oficio señora.
MD1: ¡¿COMO TE ATREVES A FALTAR ME EL RESPETO?! ¡¡SOY MAYOR QUE TÚ!! ¡¡DEBES DE RESPETARME!!
Yo: Señora, el respeto se gana, así que no jda con esas mamdas. - Yo ya estaba totalmente dispuesta a irme a pagar las cosas con Lulú cuando NM me pega algo fuerte en la zona de la venda.
NM: ¡¡QUIERO VER LA HERIDA!! - Grito el niño tirándose al suelo formando un berrinche.
MD1 se me acerca he intenta quitarme la venda dejándome varios arañazos y moretones en el proceso, cuando siento la venda algo floja y un poco de sangra salir de mi brazo, atino a darle un puño en toda la cara a MD1 lo suficientemente fuerte como para tirarla al suelo.
MD1: ¡¡YA VERAS!! ¡¡VOY A LLAMAR A LA POLICIA Y TE VOY A REFUNDIR EN CARCEL!!
Yo: Llamelos con confianza vieja loca, que igualmente hay cámaras que registraron absolutamente todo y varios testigos, y quien terminará en la cárcel será usted, vieja de m**rda.
Lulú: También tengo todo el ataque grabado señora, por favor, déjenos en paz que noble hemos hecho nada.
Al parecer algún empleado o cliente había llamado a la policía porque a penas se terminó ese diálogo ellos aparecieron y automáticamente la MD1 empezo a llorar diciendo que yo había intentado atacarla, robarle sus pertenencias y golpear a su hijo (el cual se encontraba llorando en el suelo).
Sin que se les mostrara ningún tipo de prueba de que yo hubiera hecho todo eso intentaron esposarme, a lo que me negué e intenté explicarles lo que pasó pero empezaron a someterme a lo que los espectadores empezaron a abuchearlos, insultarlos y algunos hasta se les lanzaron a pegarles y así evitar de que me llevaran a algún lugar.
Algunis empezaron a decirles todo lo que de verdad había pasado y los policías se negaron a soltarme sin pruebas (la hipocresía). Lulú mostró el video que había grabado al igual que varias otras personas.
Llego otro policía (el cual supongo que debe ser el superior de los otros) y les dijo que si no me soltaban en ese momento se iban a meter en grandes problemas, en un principio se opusieron, pero ya luego me soltaron. El que parecía el jefe recolectó todos los vídeos, incluyendo el del mercado, y así comprobar mi inocencia y encarcelar a la MD1, la cual se tiró al suelo y empezó a decir que "era injusto", "las cosas tenían que ser al revés", " que antes si había funcionado" y cosas así.
Al final se la llevaron y el mercado nos dio gratis todas las cosas que teníamos en los carritos... Por lo menos algo bueno salió de todo ese espectáculo...
Ahora pensar que todo esto pasó en 2 horas de alguna manera me asusta un poco... Quien diría que mi tarde sería algo parecida a esa mañana...
HISTORIA #2 Ya era de tarde ese mismo día y mi mamá me pidió el favor de acompañarla en el almacén ya que su compañera se tuvo que ir por una emergencia.
Lo único que tenía que hacer era vigilar que nadie intentara robar en el almacén o lastimar a alguien. Ya para ese momento no tenía la venda puesta, preferí aguantarme los piropos a que pensaran que me había operado (cosa que no tiene nada de malo pero aja, me molesta me dijeran eso solo por tener unas vendas).
Todo estaba bastante tranquilo. Piropos por aquí, insinuaciones por allá, ventas por acá y así casi toda la tarde.
Cuando la noche comenzaba a hacer presencia entro un chico, que parecía más o menos de mi edad. Me miró por un momento bastante embobados la verdad, solo lo ignore. Se quedó paseando por el almacén un rato, no sospeche la verdad porque muchos clientes hacen eso antes de realizar la primera consulta de tallas, etc.
Estaba tan metida en mi mundo que no me di cuenta en que momento ese muchacho se acercó a la caja registradora para sacar el dinero (acorralando a mi mamá de paso).
Lo que me hizo caer en cuenta de lo que estaba pasando fue el pequeño chillido de mi mamá. Me volteé y vi como LB (osea, el muchacho) intentaba abrir la caja sin éxito alguno. Me le acerqué y lo enfrenté.
Para mi desgracia estaba armado, en una de sus manos tenía lo que parecía ser una navaja. Dude en acercarme más, pero igual lo hice, se que es arriesgado y todo, pero con mi mamá nadie se mete, y menos la amenaza en mi presencia. Pero algo que me sorprendió bastante fue que LB me propuso que solo le diéramos una pequeña parte del dinero.
LB: Mira, yo no quiero hacer esto. Yo lo quiero robar nada, pero si no lo hago estaré en problemas. Por favor, solo dame una pequeña parte de lo que han ganado, no les pido más nada.
Créanme que estuve apunto de acceder a darle un poco de dinero, pero en vez de eso lo agarré del brazo, se lo doble lo suficiente como para que soltara la navaja y le pegué un puñetazo bastante fuerte.
El pobre LB me daba pena la verdad. El estaba boca abajo en el suelo y yo estaba sentada encima de él mientras esperaba a que la policía llegara. LB repetía varias veces "lo siento", "de veras no quería hacerlo", "mi intención no era lastimarlas", inclusive estaba llorando un poco... De verdad que me daba un poco de pena LB.
Ya habían pasado como unos 15 minutos y la policía aún no había llegado, en cambio, entro una señora bastante alterada diciendo incoherencias y pidiendo dinero. Cuando me vio sentada sobre la espalda de LB empezó a gritar como una loca, y ahí caí en cuenta que la señora era la madre de LB.
MD2: ¡¡BAJATE DE ENCIMA DE ÉL MALDITA CERDA GORDA!!
He de admitir que eso me dolió un poco pero no le presté atención al comentario de MD2 y le empecé a explicar la situación a MD2, la cual me interrumpió diciendo:
MD2: ¡¿ Y QUE SI MI HIJO LES IBA A ROBAR?! ¡¡ESE ES SU MALDITO TRABAJO!! ¡¡ASÍ QUE BAJATE DE EL EN ESTE MOMENTO ANTES DE QUE LLAME A LA POLICÍA!!
Definitivamente lo que decía MD2 no tenía nada de sentido, es más, hasta daba risa. Pero bueno.
Mientras tanto, LB lo único que hacía era decirle a MD2 que por favor no hiciera tanto escándalo.
LB:Mamá, ya para por favor... Yo te dije que no quería hacer esto...
MD2: Tú cállate que yo sé que es lo mejor para ti, y lo mejor para ti es robar ¡¡Así que te exijo maldita cerda que te bajes de encima de mi hijo y le dejes robar!!
LB: Mamá, no le hables así a la chica...
MD2: Aaahhh, ya entiendo... te dejaste llevar del cuerpo de esta g*lfa. En serio que tienes muy mal ojo para las mujeres, se nota que ella a debido estar con más de u - No termino la oración antes de que le propinar un puñetazo en toda la cara.
Es que de verdad ya era el colmo. Primero tenía el descaro de exigir que le dejáramos robar la tienda a su hijo, y ahora en toda mi cara me llamaba g*lfa? Definitivamente eso había cruzado los límites de mi paciencia que milagrosamente duró bastante, pero a diferencia de como reaccioné en la mañana, me he limitado a no decir nada.
Si darme momento a respirar, MD2 se me abalanzó encima y empezó a golpearme y arañar me. Sin ningún tipo de problema me la saque de encima para continuar con la repartición de golpes. Esto terminó casi igual que con LB... Yo sentada sobre la espalda de MD2 y esta maldiciendo e insultando me a todo pulmón, amenzando me con mandarme a la cárcel por no dejar que su hijo robara la tienda.
Por su parte, LB seguía tirado boca abajo en el suelo.
MD2: ¡¿QUE ESPERAS LB?! ¡¡LEVÁNTATE Y ATACA A LA CERDA ESTA!!
LB:....No.... Mamá, ya evitemos más problemas... mejor esperemos a que llegue la policía.
MD2: ¡¿PERO QUE BURRADAS ESTAS DICIENDO?! ¡¡APURA Y SACA TODA LA PLATA!! ¡¡ES LO MEJOR PARA TI!!
Sinceramente ya no sabia que pensar de la situación... Lo único que tenía claro era la ineptitud de los policías porque ya casi había pasado una hora y media y nada que llegaban.
Paso otra media hora entre quejas e insultos por parte de MD2 hasta que por fin llegaron los policías al almacén y ahí me di cuenta de algo... El mundo es malditamente pequeño.
Eran los mismo policias que me intentaron encarcelar en el mercado en la mañana y su superior. Intercambiamos miradas por unos segundos hasta que me di cuenta que algunos de ellos estaba mirando fijamente mi busto.
Yo: Primero me intentan encarcelar sin pruebas alguna, luego me someten ¿y ahora miran sin descaro alguno mi busto? Siquiera disimulen un poco. - estos simplemente voltearon la cabeza haciéndose los locos.
Mientras, el superior miraba el video recolectado por las cámaras de seguridad del almacén, los otros estaban esposando a MD2 y a LB. No podía evitar sentirme mal por LB. Se veía que el era alguien bueno, pero bueno, ya nada se podía hacer.
Ya los policías se estaba yendo del almacén con MD2 y LB cuando uno de ellos de me acerca a insinuar me sobre tener una cita y luego tener relaciones sexuales con la escusa de gustarle las mujeres fuertes.... He de recalcar que en ese momento (y actualmente) era menor de edad, pero por mi apariencia física, pues aparentaba más edad.
Sin perder el tiempo le grité al superior y le pregunté:
Yo: ¡Disculpe! ¿Que pasa cuando un adulto le insinúa a una menor de edad tener relaciones sexuales? - Hubieran visto la cara del policía, se puso pálido de un momento para otro, fue demasiado gracioso.
Para concluir toda esta historia, el superior me dio todo los detalles de que hacer en caso de que eso pasara, mi mamá le dio su número para que la mantuviera al tanto de lo que pasara con MD2 y LB y el policía travieso no se me volvió a insinuar nunca más.
Aquí donde estoy, sigo sin poder creer que algo así me halla pasado... es que cada vez que lo recuerdo suena más surrealista, pero bueno, cosas de la vida.
EXTRA: Conseguí el nombre de LB y cada vez que podía lo iba a visitar a la correccional. Se puede decir que somos un poco amigos, aún no confío en él, pero igual lo voy a visitar cuando puedo y.... que puedo decir... me agrada su compañía...
Hasta aquí todo el larguero de mi historia con madres con derecho. Buenas noches.
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2020.05.23 11:34 coup85 [Magnet] España ya era el país más polarizado de Europa. El coronavirus sólo está agrandando la brecha.

[Magnet] España ya era el país más polarizado de Europa. El coronavirus sólo está agrandando la brecha.


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Magnet - España ya era el país más polarizado de Europa. El coronavirus sólo está agrandando la brecha
¿Te irías de cañas con un afiliado de Vox? ¿O con un simpatizante de Podemos? Son preguntas en apariencia triviales bajo las que subyace uno de los principales problemas políticos de España: la polarización política. La crisis del coronavirus tan sólo ha exacerbado diferencias ideológicas y afectivas que, durante los últimos años, habían aumentado notablemente. Hasta el punto de colocarse a la cabeza de Europa.

Más rotos. Lo ilustra un trabajo elaborado por un grupo de investigadores especializados en la materia. A partir de 76 encuestas realizadas en 20 países entre 1996 y 2015, la investigación discierne en qué lugares la polarización, definida como la antipatía de un votante cualquiera hacia el resto de partidos del espectro político, es un problema mayor. España es con diferencia el primero de la lista, seguido de Grecia y Francia.

¿Por qué? El estudio atribuye a las condiciones económicas, y muy especialmente a los elevados niveles de desempleo, un rol crucial. Otras investigaciones (PDF) han vinculado la desigualdad con una mayor fractura política, afectiva e ideológica interna. La búsqueda de líderes fuertes, como Orbán en Hungría o Trump en Estados Unidos, estaría vinculada con el estrés producido por la desigualdad.
Sus votantes interpretarían que el orden establecido, el curso normal del país, se ha roto, decae. Y para arreglarlo votarían a políticos autoritarios.
Hay más. En España, el deterioro percibido de la economía se dirigiría contra la clase política. En el último CIS los españoles consideran a sus dirigentes como el segundo problema del país. La ruptura de la base electoral de PP y PSOE, los dos partidos históricamente hegemónicos, habría dado pie a una mayor polarización, sintetizada en alternativas políticas más extremas tanto a izquierda (Podemos) como a derecha (Vox).
Evolución. En el camino, nos habríamos radicalizado. A finales de 2019 el 15% de los españoles se ubicaba en posiciones extremas dentro de la escala ideológica, un porcentaje que duplicaba al de principios de la pasada década. La polarización encajona posturas, penaliza los acuerdos (percibidos como "traiciones", como la prórroga del Estado de Alarma votada por Cs) y bloquea el proceso legislativo. ¿Suena familiar?
Lo ilustra este gráfico de El Mundo.
📷A Flourish scatter chart
Bloques. Es algo que hemos experimentado durante el último ciclo electoral. Más partidos que nunca llegaron al Congreso. Pero también las líneas de "bloque" (izquierda vs. derecha) quedaron más definidas que nunca, sin espacios de entendimiento en el centro. Nos abocaríamos al tribalismo: arrullados en torno a identidades definidas y muy fuertes, las diferencias ideológicas saltarían a la esfera personal. No se trata simplemente de opiniones que difieren. Como explican aquí:
Nos agrupamos en torno a grupos que compiten entre sí en un juego de suma cero, donde la negociación y el compromiso se perciben como una traición, ya sean estos grupos políticos, raciales, económicos, religiosos, de género o generacionales.
Predicción. No es un fenómeno exclusivo de España. La polarización ha aumentado en todos los países, tan dispares como la India, Polonia o Francia. Estados Unidos sería el mejor ejemplo: es posible predecir con un alto grado de acierto las posiciones políticas de una persona en función de su renta, lugar de residencia, raza, género y edad. No se trata de adoptar tal o cual política, sino de nuestra propia identidad, nuestro yo.
El otro. En tales circunstancias, las diferencias ideológicas tornan en amenaza existencial. Así, una mayoría de votantes demócratas estadounidenses rechazaría expresamente tener una cita con un votante de Trump; y crisis como las del coronavirus se interpretarían de forma radicalmente distinta no en base a las propuestas, las medidas y las ideas, sino en torno a las líneas partidistas. Los míos vs. los suyos.
En ese sentido, los últimos tres meses en España no auguran grandes cambios a corto plazo.
https://magnet.xataka.com/en-diez-minutos/espana-era-pais-polarizado-europa-coronavirus-solo-esta-agrandando-brech
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2020.05.23 01:36 Arquiubo ¿Cómo descubriste que eras asexual?

No fue fácil. Me llamo Jennifer y desde que era adolescente nunca me han interesado los chicos. Tengo 23 años y pues recuerdo que en la secundaria no me interesaban los chicos, o sea, uno de puberto/adolescente no se pone a pensar: "oye, pues es que igual no te gustan los chicos, si no las chicas". No, al menos no en mi "época" por así decirlo, no es como que ya sea súper adulta pero no sé cómo decirlo. El punto es que yo siento que antes hablar de la homosexualidad no era tan común como ahora. Quizá exagero pero bueeeeno. El punto es que yo no podía pensar eso. Porque no tenía la cultura. Entonces yo pensaba "¿por qué no me puedo fijar en los chicos?" "¿Por qué mis amigas me dicen que les parece atractivo ese chico? Cuando a mí solo se me hace...equis" Y yo le decía a mi mamá "mamá es que no me gustan los chicos, pero tampoco las chicas, no te asustes" Y ella me decía "es que todavía estás muy pequeña para eso" Y sí. Esa fue una perfecta excusa que use hasta la universidad .-. Jajajajaja. Porque seguían sin gustarme los chicoooooos. En ningún sentido. No despertaba en mí el deseo sexual. Que después supe que la gente tiene e.e wtf. Una amiga una vez me dijo "sí we, es que empiezas a sentir como ganas de coger, de follar, como que algo en ti existe que te pone caliente, y pues sientes ese impulso" y me quedé de "¡QUÉ!" “¡Mentira!” “¿Cómo que lo sientes? Que chingadoooos”. Nooooo. Le dije que no mamara xD Y ella de "weyyy siiii que pedo contigo". Y pues yo estaba neta bien confundida. Y luego así pasó mucho tiempo hasta que en la uni ya más LGBT informada, me dije "¿y si no me gustan los chicos? Por eso no siento ese impulso que dicen" Y fue cuando me dije "entonces soy lesbiana". Y pues me puse a platicar con amigas que se me hacían bonitas y que acaba como de conocer. Invité una a una cita. Le compré hasta una rosa. Le pagué la cena. Todo bien romanticoooo. Estaba bien hermosa esa chica. Y esa chica se veía que igual quería conmigo. Y entonces ya, acabó la cita, la fui a dejar a su casa. Regresé a la mía, me metí a mi cuarto y neta juro que dije "¿qué chingados acabo de hacer?" Jajajajaja ¡no sentí nada! Aaagghhh. Solo ilusioné a esa tipa. En seguida le mandé mensaje y le dije que pensé que me gustaba pero que me di cuenta que no en esta cita y ella se sacó súper de pedo porque todo parecía indicar que nos habíamos llevado súper bien. Y pues siiii. yo me divertí mucho, pero fue como salir con otra amiga y pues ya, se enojó con justa razón. Neta todo lo que hice fue con indicios de salir como pareja en un futuro. Aunque nunca la besé o tomé de la mano. Solo salimos a una cita normal. Pero yo le di una rosa y le invité cosas. Era súper obvio que eso se ve que estás flirteando ¿o me equivoco? y pues obvio no soy un robot. Conozco que esas cosas hacen los novios y así. Entonces me dije "pues lo hago yo igual" Y luego les contaba a mis amigos que hice eso y me decían "es que no era la indicada, por eso no te gustó, ya llegará la indicada, no te preocupes". ¡PERO ES QUE ESE ERA EL MALDITO PROBLEMA! Que ellos siempre, SIEMPRE me hablaban como si A FUERZAS en un futuro yo debía encontrar a alguien. Cuando en realidad a mí no me importaba. A nadie, NADIE, en serio NADIE se le podía ocurrir decirme "pues es que quizá no te gusta nadie y nunca te va a gustar nadie y eso está bien" Porque en esta sociedad todo mundo normaliza que todos los seres humanos buscan estar con alguien siempre. ¡POR QUE SON ASÍ! Y yo estaba tonta. Obvio tampoco se me ocurría pensar eso a mí. Es como antes. Que las mamás y las tías le decían a las hijas "cuando seas grande te vas a casar y vas a tener hijos". O el típico "cuando tengas hijos vas a entenderlo". Ese "CUANDO TENGAS HIJOS". Es como dar por HECHO que vas a tener hijos. Como súper normalizarlo. Y weeeey. Recuerdo que me decían eso de niña mi mamá y mis tías. De que cuando me embarazara me iba a doler el parto. Y yo neta de niña, de 7 años, neta juro que contaba con mis dedos cuantos años me faltaban para embarazarme porque NO QUERÍA. Porque me daba miedo que me doliera. Pero es que neta a nadie se le pudo ocurrir decirme: "pero si no quieres embarazarte está bien”. ¿Por qué son asiiiii? Yo de niña no tenía la capacidad de pensar por mí misma que también existe esa posibilidad. Los adultos estereotipan taaanto. Al menos cuando yo era niña me decían lo que iba a pasar. “Te vas a casar, con un hombre, te vas a enamorar, te vas a embarazar, vas a formar tu familia” AAAHHHH. Y luego en la prepa era igual. "Te vas a enamorar", "Ya llegará alguien" "Es que no era el indicado". Yo rodeada de todos esos consejos por más de 20 años. ¡No jodas! …y entonces. Ufff. Llegó alguien. Que me dijo: "oye ¿y si eres asexual?". Fue gracias a ese alguien que yo dije "¿qué chingados es eso?" Jajajaja. Lo google. Leí el significado y pueeees, al principio como cualquier closetero de antaño me dije: "Nah... que?" Jajajaja. Eso no existe. Nadie es asexual. ¿Qué mamadas son esas? ¿Qué acaso me reproduzco por mitosis o qué? XD ...Yo en la actualidad soy estudiante de medicina. Llevé clases de psiquiatría y psicología. Entonces le pregunté al doctor que nos daba clase que qué onda con la gente que era asexual. Y me dijo que esa mamada no existe .-. Y luegoooo conocí a ese personaje que se llama “Torombolo”. O en inglés “Jughead”. Es de la serie de cómics de Archie. Bueno, yo soy fan de los cómics desde la prepa y me gusta coleccionarlos. Entonces hace unos 3 años que salieron los comics de Archie en México y pues los empecé a comprar. Ahí andaba leyendo yo bien feliz. Y que de la nada un personaje le dice a Torombolo: "ugh, es que tu no lo entenderías Torombolo, tú eres asexual" y yo me quedé de: “Ah!!!!!?????” Jajajajjaja. Y en todos los números del cómic tratan la asexualidad se Torombolo, ¿adivinen cómo? COMO ALGO NORMAL. Como algo que existe y ya. Y pues mientras leía los cómics me sentía tan pero tan identificada con TODO. Todo lo que hacia Torombolo YO LO HACÍA. Que no le gustara que lo tocaran y se apartaba o se hacía a un lado, que se ponía celoso cuando su mejor amigo Archie salía con chicas pero no porque estuviera enamorado de Archie. Jajajaja Es muy bonito cuando encuentras a un personaje con el que te identificas. Nunca había podido identificarme con alguien. Tanto que lloré leyendo los cómics de Torombolo. Tardé 20 años... 20 años en salir del "clóset asexual". Tengo 23. No llevo mucho sabiendo ahora firmemente que soy asexual. Y ahora por fin puedo decirlo con ORGULLO. 😏
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2020.05.23 01:34 Arquiubo ¿Cómo descubriste que eras asexual?

No fue fácil. Me llamo Jennifer y desde que era adolescente nunca me han interesado los chicos. Tengo 23 años y pues recuerdo que en la secundaria no me interesaban los chicos, o sea, uno de puberto/adolescente no se pone a pensar: "oye, pues es que igual no te gustan los chicos, si no las chicas". No, al menos no en mi "época" por así decirlo, no es como que ya sea súper adulta pero no sé cómo decirlo. El punto es que yo siento que antes hablar de la homosexualidad no era tan común como ahora. Quizá exagero pero bueeeeno. El punto es que yo no podía pensar eso. Porque no tenía la cultura. Entonces yo pensaba "¿por qué no me puedo fijar en los chicos?" "¿Por qué mis amigas me dicen que les parece atractivo ese chico? Cuando a mí solo se me hace...equis" Y yo le decía a mi mamá "mamá es que no me gustan los chicos, pero tampoco las chicas, no te asustes" Y ella me decía "es que todavía estás muy pequeña para eso" Y sí. Esa fue una perfecta excusa que use hasta la universidad .-. Jajajajaja. Porque seguían sin gustarme los chicoooooos. En ningún sentido. No despertaba en mí el deseo sexual. Que después supe que la gente tiene e.e wtf. Una amiga una vez me dijo "sí we, es que empiezas a sentir como ganas de coger, de follar, como que algo en ti existe que te pone caliente, y pues sientes ese impulso" y me quedé de "¡QUÉ!" “¡Mentira!” “¿Cómo que lo sientes? Que chingadoooos”. Nooooo. Le dije que no mamara xD Y ella de "weyyy siiii que pedo contigo". Y pues yo estaba neta bien confundida. Y luego así pasó mucho tiempo hasta que en la uni ya más LGBT informada, me dije "¿y si no me gustan los chicos? Por eso no siento ese impulso que dicen" Y fue cuando me dije "entonces soy lesbiana". Y pues me puse a platicar con amigas que se me hacían bonitas y que acaba como de conocer. Invité una a una cita. Le compré hasta una rosa. Le pagué la cena. Todo bien romanticoooo. Estaba bien hermosa esa chica. Y esa chica se veía que igual quería conmigo. Y entonces ya, acabó la cita, la fui a dejar a su casa. Regresé a la mía, me metí a mi cuarto y neta juro que dije "¿qué chingados acabo de hacer?" Jajajajaja ¡no sentí nada! Aaagghhh. Solo ilusioné a esa tipa. En seguida le mandé mensaje y le dije que pensé que me gustaba pero que me di cuenta que no en esta cita y ella se sacó súper de pedo porque todo parecía indicar que nos habíamos llevado súper bien. Y pues siiii. yo me divertí mucho, pero fue como salir con otra amiga y pues ya, se enojó con justa razón. Neta todo lo que hice fue con indicios de salir como pareja en un futuro. Aunque nunca la besé o tomé de la mano. Solo salimos a una cita normal. Pero yo le di una rosa y le invité cosas. Era súper obvio que eso se ve que estás flirteando ¿o me equivoco? y pues obvio no soy un robot. Conozco que esas cosas hacen los novios y así. Entonces me dije "pues lo hago yo igual" Y luego les contaba a mis amigos que hice eso y me decían "es que no era la indicada, por eso no te gustó, ya llegará la indicada, no te preocupes". ¡PERO ES QUE ESE ERA EL MALDITO PROBLEMA! Que ellos siempre, SIEMPRE me hablaban como si A FUERZAS en un futuro yo debía encontrar a alguien. Cuando en realidad a mí no me importaba. A nadie, NADIE, en serio NADIE se le podía ocurrir decirme "pues es que quizá no te gusta nadie y nunca te va a gustar nadie y eso está bien" Porque en esta sociedad todo mundo normaliza que todos los seres humanos buscan estar con alguien siempre. ¡POR QUE SON ASÍ! Y yo estaba tonta. Obvio tampoco se me ocurría pensar eso a mí. Es como antes. Que las mamás y las tías le decían a las hijas "cuando seas grande te vas a casar y vas a tener hijos". O el típico "cuando tengas hijos vas a entenderlo". Ese "CUANDO TENGAS HIJOS". Es como dar por HECHO que vas a tener hijos. Como súper normalizarlo. Y weeeey. Recuerdo que me decían eso de niña mi mamá y mis tías. De que cuando me embarazara me iba a doler el parto. Y yo neta de niña, de 7 años, neta juro que contaba con mis dedos cuantos años me faltaban para embarazarme porque NO QUERÍA. Porque me daba miedo que me doliera. Pero es que neta a nadie se le pudo ocurrir decirme: "pero si no quieres embarazarte está bien”. ¿Por qué son asiiiii? Yo de niña no tenía la capacidad de pensar por mí misma que también existe esa posibilidad. Los adultos estereotipan taaanto. Al menos cuando yo era niña me decían lo que iba a pasar. “Te vas a casar, con un hombre, te vas a enamorar, te vas a embarazar, vas a formar tu familia” AAAHHHH. Y luego en la prepa era igual. "Te vas a enamorar", "Ya llegará alguien" "Es que no era el indicado". Yo rodeada de todos esos consejos por más de 20 años. ¡No jodas! …y entonces. Ufff. Llegó alguien. Que me dijo: "oye ¿y si eres asexual?". Fue gracias a ese alguien que yo dije "¿qué chingados es eso?" Jajajaja. Lo google. Leí el significado y pueeees, al principio como cualquier closetero de antaño me dije: "Nah... que?" Jajajaja. Eso no existe. Nadie es asexual. ¿Qué mamadas son esas? ¿Qué acaso me reproduzco por mitosis o qué? XD ...Yo en la actualidad soy estudiante de medicina. Llevé clases de psiquiatría y psicología. Entonces le pregunté al doctor que nos daba clase que qué onda con la gente que era asexual. Y me dijo que esa mamada no existe .-. Y luegoooo conocí a ese personaje que se llama “Torombolo”. O en inglés “Jughead”. Es de la serie de cómics de Archie. Bueno, yo soy fan de los cómics desde la prepa y me gusta coleccionarlos. Entonces hace unos 3 años que salieron los comics de Archie en México y pues los empecé a comprar. Ahí andaba leyendo yo bien feliz. Y que de la nada un personaje le dice a Torombolo: "ugh, es que tu no lo entenderías Torombolo, tú eres asexual" y yo me quedé de: “Ah!!!!!?????” Jajajajjaja. Y en todos los números del cómic tratan la asexualidad se Torombolo, ¿adivinen cómo? COMO ALGO NORMAL. Como algo que existe y ya. Y pues mientras leía los cómics me sentía tan pero tan identificada con TODO. Todo lo que hacia Torombolo YO LO HACÍA. Que no le gustara que lo tocaran y se apartaba o se hacía a un lado, que se ponía celoso cuando su mejor amigo Archie salía con chicas pero no porque estuviera enamorado de Archie. Jajajaja Es muy bonito cuando encuentras a un personaje con el que te identificas. Nunca había podido identificarme con alguien. Tanto que lloré leyendo los cómics de Torombolo. Tardé 20 años... 20 años en salir del "clóset asexual". Tengo 23. No llevo mucho sabiendo ahora firmemente que soy asexual. Y ahora por fin puedo decirlo con ORGULLO. 😏
Me gustaría mucho más que hubiera info de la asexualidad para que las nuevas generaciones no se queden tanto tiempo en el clóset que es feo tener que aparentar y terminar saliendo con alguien a una cita porque eso es lo que te dicen que es lo correcto y normal, así que si quieren compartir la publicación estaría cool.
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2020.05.20 09:09 TopoOfGames No Karen my money is for mi pc not for a date with your husband

Sorry i from Argentina and i speak in my idom natal.
K-Karen
Me- me
MM- my madre
N- Norbert.

Lo voy a intentar resumir pero todo esto fue antes del covid y todo durante una semana.
K: *toca la puerta* Hola mi cielo, ¿puedo pasar para retirar la ropa? (mi madre reúne ropa para niños de calle y despumes los dona, K es la que lleva las bolsas con ropa)
Me- si, pasa pasa ( yo estaba viendo vídeos en mi ps4 sobre hardwear)
MM- Hola K, ya te ayudo a subir las cosas espera un segundo nomas.
K- Ok (K ve que habla de precio en dolares) ay ¿esas cosas no están muy caras?
Me- Si pero ya solo me faltan los gastos principales el CPU y la GPU,
K- ah y ¿no me podes prestar un poco de ese dinero?
Me- ¿para?
K- quiero hacerle un regalito a mi hija.
Me- Ok solo devuelve me mas dependiendo en cuando me lo devuelvas.
K- *toma el dinero y ayuda a mi madre*
2 idas después de que K no me de ni un centavo hablo con ella.
Me- * Toco la puerta* abre el esposo de karen* Hola X ¿esta K?
X- si ya la llamo.
K- Si¿ que paso?
Me- No me devolviste el dinero K y ya cobraste ayer.
K-si espera que te lo traigo casi me olvido (K no es ese tipo de personas, aun se acuerda cuando para el 15 de su hija fui con medias que no combinaban con los zapatos) *K me trae solo $200* (le di casi $1000)
Me- K te di casi 1000 esto no es ni la mitad.
K dice "bueno no te enojes el resto lo use para una pequeña cena con mi marido y como solo te pedí para el regalo es justo que me quede con lo que sobra"
Me- No, no es así, tienes que darme todo el dinero mas unos pocos $20/$50 por el "préstamo".
K- Pero no afecta en nada, tienes para esas plays y juegos que son caros no te faltaran estos $1000.
Me- K dame el dinero. K- Te dije que lo gaste* procede a sacar una factura tenia unos $200 en bebidas, $500 en comida y casi $500 en un " hot services and room with tv ;).*
Me- * penes en averiguar y invitar a "salir" con la hija de K* (eramos amigos pero su madre no quería pensar que un chico puede ser un amigo.
Luego de 2 dais de planear K se ofrece a gentilmente salir con nosotros. ( O SALGO YO O NADIE SALE ¿OK? ASÍ QUE YO TAMBIÉN IRÉ.
Sinceramente K pidió mucha comida elaborada, en cambio yo y su hija no pasábamos de los $25 dolares, termino la "cita" y K devuelta dice, amablemente y con voz de argel. Bueno... ¿Pagas tu entones?
Me- No K solo pagare por lo mio y un pequeño porcentaje de la propina.
K- " NO NOS PUEDES HACER ESO TU TIENES DINERO Y NOSOTRAS NO APARTE ERES UN CABALLERO, TIENES QUE PAGAR TODO TU."
Me- K te preste dinero y ni un dolar fue para un regalito para X
K- SI PERO ERA SOLO PARA UNA COSA PEQUEÑA NO ES TANTO, ¿NO TIENES DINERO PARA JUEGOS? USA ESE DINERO ¿O ES MAS IMPORTANTE QUE MI HIJA?
Fueron 10 min de una K enojada porque no quería pagar su factura de $240. Cuando se rindio nos fuimos pero K estaba callada y no me dirijia la mirada.
Solo paso un dia para que K obligue a que MM le pague sus $240 porque yo era mala influencia y nada caballeroso ah y se metio a la casa a la fuerza, queriendo tomar todos mis ahorros y mi consola con tv y todo.
¿ se acuerdan de N? bueno el es el mj amigo de MM aparte de ser policial.
¿como termina? K No tiene permitido relacionarse conmigo-tiene que pagarme $2400 y ella lo mas cómico que dij en el juicio fue "no es justo que no pueda co*er con mi marido pero tenga que aguantar a ese chico mal educado con dinero para plays y juegos"
Gracias K
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2020.05.20 08:52 eliasrc4 Bueno aprovecharé para desahogarme...

Papa realmente¿ no te das cuenta de lo mal que me haces sentir?, del poder que tienen tus palabras sobre mi, no sé, si es tu forma de ser si tu simplemente dices las cosas así crudas, sin pensar en cómo se sentirá el otro.
O realmente si te das cuenta de lo que me dices de verdad me duele, que me digas que tengo mal aspecto, que me veo asqueroso y que soy un cerdo ql por usar el pelo largo y barba quizás yo me siento bien así, quizás me gusta como me veo pero a veces tengo dudas siento que me veo mal, que soy feo, débil, que quizás no ve me veo muy bien... y tu solo me haces sentir peor cuando me dices eso
Recuerdo una noche que la mamá te mostró unos dibujos que hice sobre anime en ese tiempo lo único que dibujaba era dragón ball, te mostró varios los hacía en hojas de oficio serían 12 a 20 dibujos que te mostró, realmente me gustaba dibujar lo pasaba bien y realmente les dedicaba mucho tiempo el que más tiempo me tomó fueron 5 horas y bueno ella estaba muy orgullosa le parecían muy bonitos y detallados. Como toda madre supongo jajaja, la cosa es que te los mostró 1 a 1 y realmente no te parecían la gran cosa, lo reflejabas en tu rostro y bueno también en tus palabras que “eran puras weas” unos “ monos qls” y yo no decía nada, porque tenía tanta pena, tantas ganas de llorar, me dolía tanto tenía 11 años y realmente sentí que me pisaste ese día. Poco a poco deje de dibujar.
Recuerdo cuando me lesione a 1 semana de las pruebas en deportes temuco tenía 16 años, no te imaginas las mil cosas que pasaban por mi mente, no dejaba de pensar y pensar, no entendía que me pasaba porque dolía tanto, nunca me había lesionado de esta manera. Algo sonaba muy fuerte en mi cabeza la cagaste, los decepcionaste a todos, todo el esfuerzo que hicieron para que tuvieras esta oportunidad fue en vano, decepcionaste a tu familia, decepcionante a papá, te decepcionaste a ti. Se que ustedes intentaron de todo para tenerme listo para las pruebas, perdón por no decirles en el momento, no podía...
Pasaron los años y nunca me recupere, intenté de todo por mi cuenta para enmendar el error de verdad que lo quería con el alma, pero simplemente no dejaba de doler.
Poco a poco ya nada me quemaba, nada me hacía sentir vivo.
Pasaron 2 años y yo creía que era mi abductor que era una lesión crónica que no deje curar en su debido tiempo.
Cuando tenia 18 en febrero me hice una resonancia magnética un examen muy caro que me pidió un traumatologo de cadera para saber qué tenía semanas antes junté todas mis fuerzas y trataba de pensar muy positivo que por fin saldría de esto que lo podía lograr y pondria todo de mi parte que aunque me tengan que operar pondría mi alma en la recuperación, llego el día de mi cita con el Doctor el examen estaba listo, entre a su box con el corazón en el puño, comenzó diciendo: “debes dejar de hacer el nivel de actividad física que estás haciendo tu cuerpo no lo soporta, anda en bicicleta, ya no puedes correr por cerros no puedes seguir jugando fútbol” le dije que haria lo que sea, opéreme si es necesario dijo que no serviría de nada, sobra decir que me fulmino aunque el realmente no quería herirme, al salir de la sala me contuve lo más que pude, pero me ganó la pena y rompí a llorar.
Al terminar el mes tenía que comenzar mis Estudios no estaba seguro de ello pero ustedes insistieron y no fui lo suficientemente valiente para decirles que no.
1 semana antes de viajar a la ciudad en la que estudiaría, estábamos tú y yo en la terraza era de noche estábamos conversando y dices que tengo que aterrizar, que me olvide de esto que mi cuerpo no da yo te respondo que sé que puedo dar más que mi cuerpo tiene que aguantar,”entiende estás cagado” fueron tus palabras me dolió tanto todo lo que decías era verdad mi cuerpo ya no daba, pero no lo quería aceptar lloré tanto cuando te fuiste, lloré porque tenías razón porque todo era verdad. Me dolían tanto tus palabras porque si era la verdad pero venia de ti, no quería decepcionarte a ti ni a nadie simplemente pensaba que no era los suficientemente fuerte para lograrlo por eso me esforcé tanto, tanto que me rompí...
Cuando llegue a la ciudad después de que se fueran, salí a trotar necesitaba despejarme pero corría y dolía crujía mi cadera y dolía, a cada paso mi cabeza no dejaba de gritar “ PORQUEEEEEE!!!” “PORQUÉ NO TE PUEDO GANAR” “PORQUÉ A MI” “porque no me dejas tranquilo...” “por favor dejame” “ no quiero seguir peleándo contra ti “ y lloré en la calle en un parque con el dolor de mi alma lloré como si no hubiera un mañana, una chica paro me toco el hombro y me pregunto ¿qué pasa? Porque lloras? Yo solo seguí llorando y ella se fue ya estaba fuera de mi.
Deje de estudiar a 1 año y medio de carrera me eche muchos ramos, no podía concentrarme ya no podía más deje de ir a clases porque me sentía muerto en vida hace tanto tiempo finalmente deserté, volví a la casa mamá se lo tomo bien tu simplemente aceptaste, llego la noche y nuevamente estábamos tu y yo en el living solos estabas tomando te curaste y me dijiste lo decepcionado que estabas de mi, “perdí mi plata wn” “fuiste a puro webiar” no sabes cuando lloré me dolió mucho que me lo dijeras fue como clavarme un puñal.
Bueno y me quede comencé a hacer cosas porque sentía que tenía que castigarme que tenía que hacer algo ocuparme para dejar de pensar y así lo hice limpie la casa todo el patio, lije muebles los barnicé, trabaje entrando leña, trabajé en una pensión haciendo quehaceres domésticos y poco a poco sentía que me iba sintiendo un poco mejor que estaba sanando no física si no que mentalmente, pero tu cada vez que tenías la oportunidad me recalcabas que fue una vergüenza que dejara de estudiar con todo tipo de comentario...
Hoy me preguntaste de manera burlesca ¿quien te dijo que te veías bonito con el pelo largo y barba? Insinuaste que no hago nada que soy un holgazan y una asquerosidad a tus ojos.
Me dolió pero me pareció chistoso que te quejarás de tu jefe que agrede verbalmente a su hijo, que le mata la personalidad, que lo pisa constantemente, que como trataba a su hijo así, estaba listo para sacarte en cara que tú haces lo mismo conmigo si me volvías a decir una cosa mas, pero no era el momento estabas tomando, mamá estaba al lado, esperare y te dire como me haces sentir, no puedo dejar que me sigas pisando Papá.
¿Cómo debiera decírselo?
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2020.05.20 04:15 Neobiblismo La personalidad de los Discípulos de Jesucristo.

35) La sabiduría bíblica comparada con el Coronavirus COVID-19.
La sabiduría bíblica es un conocimiento en profundidad en la Biblia, con la finalidad de influir un buen juicio en la administración y gobierno, tanto colectivo como individual, reflejado en las acciones y hechos personales o sociales. La sabiduría incluye el conocimiento e información que facilita el poder de controlar mejor el bienestar común, el cuidado del medio ambiente y el entorno en general donde se convive, conforme al comportamiento y la conducta del ser humano. Una regla aplicada en el estudio bíblico dice: “Un texto, fuera de contexto, es un pretexto”. Se trata de explicar el texto explícito por bloques, mayormente con el énfasis en la escritura literal, en el sentido exacto de las palabras. El contexto es el texto posterior y previo al texto analizado o texto central en cuestión, porque se analiza el texto continuo como una sola unidad temática. Algunos relacionan el contexto con la época y situación histórica - social cuando se escribe el texto. También se considera como contexto la interpretación realizada por el lector, según su propia cultura, época y domicilio geográfico. Otras personas prefieren leer entre líneas o renglones, o sea, sobreentender para deducir y explicar el sentido, por ejemplo, el texto simbólico requiere de la interpretación, en relación con las figuras y sus significados. Toda la colección o conjunto de cartas y libros bíblicos, comprenden un mismo hilo conductor, con la coherencia y unidad de toda la Escritura Sagrada como un solo texto. En el caso del tema principal de la Biblia el hilo conductor es Jesucristo, el Mesías y Ungido prometido, tanto en relación con la ley y la profecía bíblica.
Hay quienes afirman la necesidad de comprender y entender el detrás del texto. El autor general es Dios, porque es su palabra, sin embargo, la misma no está exenta o no se exime de un ligero ingrediente de factor humano, debido al aporte propio de las ideas de quien dicta o escribe el texto. Además hay posibilidades de observaciones escritas posteriormente en los márgenes, agregados al texto original por parte de copistas, que copiaban los escritos antes de la invención de la imprenta. Si este fuera el caso, de ninguna manera se desautoriza la totalidad del contenido bíblico, porque dichas observaciones fueron para aclarar o mejorar la comprensión y entendimiento del texto. Al parecer un caso de estos es el siguiente pasaje: “Porque tres son los que dan testimonio en el cielo, el Padre, el Verbo, y el Espíritu Santo: y estos tres son uno” (1 Juan 5.7 – RVR1909). Los especialistas tienen un debate acerca de la originalidad de este pasaje en los textos más antiguos. Esto no es motivo de escandalizarse, sino de tomar con calma y tranquilidad, pero en profundidad, el análisis, estudio e investigación de la palabra de Dios. Hay interpretación objetiva, sin parcializarse en el conocimiento individual o personal. También existe la posibilidad de una interpretación subjetiva, relacionada con un conocimiento interno de pensar o sentir del yo: “Entendiendo primero esto, que ninguna profecía de la Escritura es de particular interpretación; Porque la profecía no fué en los tiempos pasados traída por voluntad humana, sino los santos hombres de Dios hablaron siendo inspirados del Espíritu Santo” (2 Pedro 1.20 al 21 – RVR1909).
¿Cuál relación hay entre estos comentarios y el tema en cuestión? El tema de la sabiduría bíblica comparada con el Coronavirus COVID-19, podría tocar la sensibilidad de las personas, con base en pasajes bíblicos dispersos en toda la Biblia, desde Génesis hasta Apocalipsis o Revelación. Este análisis requiere la mención de pasajes o versículos independientes de toda la Biblia, para justificar la causa o motivo del alegato, fundamentar citas bíblicas intercaladas de ejemplo y prueba.
Debido a la existencia de personas positivas en el Coronavirus COVID-19, pero que no presentan síntomas porque son asintomáticos, entonces se les ingresa en un confinamiento acondicionado especialmente. Este aislamiento social ha sido llamado “El Arca de Noé”. Esta relación tiene las siguientes cuatro semejanzas: la primer semejanza es que Noé se encierra con su familia en el arca para ser salvos: “Los cuales en otro tiempo fueron desobedientes, cuando una vez esperaba la paciencia de Dios en los días de Noé, cuando se aparejaba el arca; en la cual pocas, es á saber, ocho personas fueron salvas por agua” (1 Pedro 3.20 – RVR1909).
La segunda semejanza es que el diluvio en tiempos de Noé fue un acontecimiento global en todo el mundo: “Estableceré mi pacto con vosotros, y no fenecerá ya más toda carne con aguas de diluvio; ni habrá más diluvio para destruir la tierra. Y dijo Dios: Esta será la señal del pacto que yo establezco entre mí y vosotros y toda alma viviente que está con vosotros, por siglos perpetuos: Mi arco pondré en las nubes, el cual será por señal de convenio entre mí y la tierra” (Génesis 9.11 al 13). Después del diluvio el siguiente suceso global es el Coronavirus COVID-19, porque se ha expandido a todos los continentes del mundo, con excepción de la Antártida.
La tercer semejanza tiene relación con la condición de maldad del ser humano en su nivel más alto: “Y corrompióse la tierra delante de Dios, y estaba la tierra llena de violencia. Y miró Dios la tierra, y he aquí que estaba corrompida; porque toda carne había corrompido su camino sobre la tierra. Y dijo Dios á Noé: El fin de toda carne ha venido delante de mí; porque la tierra está llena de violencia á causa de ellos; y he aquí que yo los destruiré con la tierra” (Génesis 6.11 al 13 – RVR1909). En la actualidad se ha corrompido la sociedad en el nivel nunca antes visto, porque el amor a Dios ha muerto en gran parte de la población mundial, se ha perdido el respeto y reverencia pública de obediencia a la voluntad de Dios. Inclusive su mayor símbolo natural de pacto con la humanidad, que es el arco formado en las nubes, como señal de convenio entre Dios y la tierra, se ha utilizado para fines de discriminación, negación y rechazo a la consagración, redención y santificación de Jesucristo.
En relación con la maldad y el amor de Dios o caridad, Jesucristo dijo que en los tiempos del fin, el amor o caridad de muchos se enfriará o resfriará: “Y por haberse multiplicado la maldad, la caridad de muchos se resfriará. Mas el que perseverare hasta el fin, éste será salvo. Y será predicado este evangelio del reino en todo el mundo, por testimonio á todos los Gentiles; y entonces vendrá el fin” (Mateo 24.12 al 14 – RVR1909). Un resfriado implica un proceso inflamatorio de las vías respiratorias de la garganta y nariz, debido a la infección viral. El contagio, propagación o transmisión del Coronavirus es mediante el agua, mayor componente de la saliva. Resulta que hay una promesa de Dios acerca de que la humanidad no volverá a ser destruida con agua: “Cierto ellos ignoran voluntariamente, que los cielos fueron en el tiempo antiguo, y la tierra que por agua y en agua está asentada, por la palabra de Dios; Por lo cual el mundo de entonces pereció anegado en agua: Mas los cielos que son ahora, y la tierra, son conservados por la misma palabra, guardados para el fuego en el día del juicio, y de la perdición de los hombres impíos” (2 Pedro 3.5 al 7 – RVR1909).
Parece ficción o novelesco relacionar las gotitas de saliva, transportadoras del Coronavirus COVID-19, con el tiempo del diluvio cuando fueron salvos por el arca de Noe, pero son pistas que nos dan una idea asociada a lo que está pasando, el mundo no será extinguido por agua sino que se menciona el fuego, más relacionado con el calentamiento global, cambio de clima y choque de todas las placas tectónicas a nivel mundial: “Y el séptimo ángel derramó su copa por el aire; y salió una grande voz del templo del cielo, del trono, diciendo: Hecho es. Entonces fueron hechos relámpagos y voces y truenos; y hubo un gran temblor de tierra, un terremoto tan grande, cual no fué jamás desde que los hombres han estado sobre la tierra” (Apocalipsis 16.17 al 18 – RVR1909). En todo caso, la situación actual de pandemia, se resuelve a nivel mundial con un tratamiento curativo y una vacuna preventiva, pero la realidad vivida es como una pesadilla, donde hay una angustia y opresión respiratoria por causa de un mal sueño, con mucha preocupación extremadamente intensa. La mayor pesadilla es el incremento del calentamiento global, porque los líderes de este mundo en la administración y gobierno de las naciones principales, priorizan la industrialización masiva como fuentes de trabajo, en apoyo directo al sector laboral y la generación de mayor empleo, pero con la afectación del medio ambiente que perjudica por igual a todos los seres humanos.
El pasaje anterior del Apocalipsis menciona el aire; este contiene entre sus componentes principales el oxigeno. La consecuencia más grave del Coronavirus COVID-19 es la sofocación y agresividad en los pulmones, inclusive el paciente llega a requerir respiración asistida, la infección microbiana e inflamación manifestada entre otras por la neumonía. En reiteradas ocasiones hemos mencionado que la Biblia tiene figuras y simbología con significado interpretativo, en este caso el Apocalipsis o Revelación está dirigido al Imperio Romano en los primeros siglos de nuestra era cristiana. Otros prefieren hacer una interpretación escatológica en relación con el futuro, del último período de la vida humana. Ningún ser humano tiene la garantía absoluta de determinar, identificar y definir los textos como literales o simbólicos, en este sentido nadie tiene la infalibilidad, salvo los presuntuosos religiosos que se encasillan herméticamente en su propia creencia y opinión, ya sea en contra o a favor de cada tesis. Por ejemplo, la Biblia dice:
“Y al día siguiente, yendo ellos su camino, y llegando cerca de la ciudad, Pedro subió á la azotea á orar, cerca de la hora de sexta; Y aconteció que le vino una grande hambre, y quiso comer; pero mientras disponían, sobrevínole un éxtasis; Y vió el cielo abierto, y que descendía un vaso, como un gran lienzo, que atado de los cuatro cabos era bajado á la tierra; En el cual había de todos los animales cuadrúpedos de la tierra, y reptiles, y aves del cielo. Y le vino una voz: Levántate, Pedro, mata y come. Entonces Pedro dijo: Señor, no; porque ninguna cosa común é inmunda he comido jamás. Y volvió la voz hacia él la segunda vez: Lo que Dios limpió, no lo llames tú común. Y esto fué hecho por tres veces; y el vaso volvió á ser recogido en el cielo. Y estando Pedro dudando dentro de sí qué sería la visión que había visto, he aquí, los hombres que habían sido enviados por Cornelio, que, preguntando por la casa de Simón, llegaron á la puerta” (Hechos 10.9 al 17 – RVR1909).
Algunos toman el pasaje anterior como literal, otros lo consideran simbólico. Las palabras de Pedro al respecto son las siguientes: “Y como Pedro entró, salió Cornelio á recibirle; y derribándose á sus pies, adoró. Mas Pedro le levantó, diciendo: Levántate; yo mismo también soy hombre. Y hablando con él, entró, y halló á muchos que se habían juntado. Y les dijo: Vosotros sabéis que es abominable á un varón Judío juntarse ó llegarse á extranjero; mas me ha mostrado Dios que á ningún hombre llame común ó inmundo” (Hechos 10.25 al 28 – RVR1909). En esta línea entre lo literal y simbólico, el aire podría representar el espíritu de vida indispensable en todo ser humano para vivir, por consiguiente nuestra total dependencia a Dios: “Formó, pues, Jehová Dios al hombre del polvo de la tierra, y alentó en su nariz soplo de vida; y fué el hombre en alma viviente” (Génesis 2.7 – RVR1909). Cada ser humano es responsable de sí mismo, de su dependencia y relación con Dios. El gran temblor de tierra y terremoto tan grande, podría representar las consecuencias del calentamiento global y cambio de clima.
El ser humano es responsable de sus propias acciones, inclusive la crisis, medidas higiénicas y restricción sanitaria que estamos viviendo. Las situaciones globales, como el diluvio en tiempos del arca de Noé, diluvio histórico del que se menciona y registra en muchas culturas antiguas de la humanidad, la pandemia global del Coronavirus COVID-19 o SARS-CoV-2, es solamente una alarma o aviso de la gravedad incontrolable que podría pasar, con el posible incremento del calentamiento global. ¿Qué se podrá improvisar de última hora cuando globalmente el mundo se esté quemando? ¿Será esta la idea de enviar un grupo de humanos al planeta Marte para que la humanidad se preserve?
La cuarta semejanza es la actitud negativa de algunos líderes mundiales, por la falta de formalidad y seriedad de aceptar y enfrentar la pandemia Coronavirus COVID-19. Lo mismo un ejemplo a manera de analogía o comparación del calentamiento global, es la estrategia de desentenderse o la indiferencia que hacen algunos líderes principales o presidentes, a la advertencia o llamado a acatar medidas de protección, semejante al caso omiso, hecho por el Faraón de Egipto en tiempos de Moisés:
“Y Faraón respondió: ¿Quién es Jehová, para que yo oiga su voz y deje ir á Israel? Yo no conozco á Jehová, ni tampoco dejaré ir á Israel. Y ellos dijeron: El Dios de los Hebreos nos ha encontrado: iremos, pues, ahora camino de tres días por el desierto, y sacrificaremos á Jehová nuestro Dios; porque no venga sobre nosotros con pestilencia ó con espada. Entonces el rey de Egipto les dijo: Moisés y Aarón, ¿por qué hacéis cesar al pueblo de su obra? idos á vuestros cargos. Dijo también Faraón: He aquí el pueblo de la tierra es ahora mucho, y vosotros les hacéis cesar de sus cargos. Y mandó Faraón aquel mismo día á los cuadrilleros del pueblo que le tenían á su cargo, y á sus gobernadores, diciendo: De aquí adelante no daréis paja al pueblo para hacer ladrillo, como ayer y antes de ayer; vayan ellos y recojan por sí mismos la paja: Y habéis de ponerles la tarea del ladrillo que hacían antes, y no les disminuiréis nada; porque están ociosos, y por eso levantan la voz diciendo: Vamos y sacrificaremos á nuestro Dios. Agrávese la servidumbre sobre ellos, para que se ocupen en ella, y no atiendan á palabras de mentira. Y saliendo los cuadrilleros del pueblo y sus gobernadores, hablaron al pueblo, diciendo: Así ha dicho Faraón: Yo no os doy paja. Id vosotros, y recoged paja donde la hallareis; que nada se disminuirá de vuestra tarea. Entonces el pueblo se derramó por toda la tierra de Egipto á coger rastrojo en lugar de paja. Y los cuadrilleros los apremiaban, diciendo: Acabad vuestra obra, la tarea del día en su día, como cuando se os daba paja. Y azotaban á los capataces de los hijos de Israel, que los cuadrilleros de Faraón habían puesto sobre ellos, diciendo: ¿Por qué no habéis cumplido vuestra tarea de ladrillo ni ayer ni hoy, como antes?” (Éxodo 5.2 al 14 – RVR1909).
En el caso del tipo de reacción del Faraón, Dios permitía que el Faraón endureciera su propio corazón, esto significa que el Faraón tenía su corazón agravado: “Y el corazón de Faraón se endureció, y no los escuchó; como Jehová lo había dicho. Entonces Jehová dijo á Moisés: El corazón de Faraón esta agravado, que no quiere dejar ir al pueblo” (Éxodo 7.13 al 14 – RVR1909). ¿Qué significa un corazón agravado en quien gobierna? El corazón agravado en un gobernante es oprimir arbitrariamente, con un gobierno, imposición y mandato tiránico, con un afecto y pasión que domina su ánimo de forma abusiva, en su autoridad, fuerza y poder: “Y dile: Jehová el Dios de los Hebreos me ha enviado á ti, diciendo: Deja ir á mi pueblo, para que me sirvan en el desierto; y he aquí que hasta ahora no has querido oir” (Éxodo 7.16 – RVR1909).
Por otra parte, el suceso del “heridor” que recorrió las calles o caminos de Egipto, en relación con la décima plaga, también tiene similitud con la actualidad, cuando las familias del pueblo de Israel fueron salvas, con la semejanza de un aislamiento social en sus respectivas casas: “Y Moisés convocó á todos los ancianos de Israel, y díjoles: Sacad, y tomaos corderos por vuestras familias, y sacrificad la pascua. Y tomad un manojo de hisopo, y mojadle en la sangre que estará en una jofaina, y untad el dintel y los dos postes con la sangre que estará en la jofaina; y ninguno de vosotros salga de las puertas de su casa hasta la mañana. Porque Jehová pasará hiriendo á los Egipcios; y como vera la sangre en el dintel y en los dos postes, pasará Jehová aquella puerta, y no dejará entrar al heridor en vuestras casas para herir” (Éxodo 12.21 al 23 – RVR1909). Al principio el Faraón de Egipto, le resta importancia al aviso de las plagas, igual ahora en el caso del calentamiento global o del Coronavirus COVID-19, algunos presidentes endurecen sus corazones para creer a la advertencia: “¿Pues qué diremos? ¿Que hay injusticia en Dios? En ninguna manera. Mas á Moisés dice: Tendré misericordia del que tendré misericordia, y me compadeceré del que me compadeceré. Así que no es del que quiere, ni del que corre, sino de Dios que tiene misericordia. Porque la Escritura dice de Faraón: Que para esto mismo te he levantado, para mostrar en ti mi potencia, y que mi nombre sea anunciado por toda la tierra” (Romanos 9.14 al 17 – RVR1909).
Semejante a la actualidad, Dios en el pasado establece un tipo de aislamiento para evitar alguna propagación de enfermedad: “Y Jehová habló á Moisés, diciendo: Manda á los hijos de Israel que echen del campo á todo leproso, y á todos los que padecen flujo de semen, y á todo contaminado sobre muerto: Así hombres como mujeres echaréis, fuera del campo los echaréis; porque no contaminen el campo de aquellos entre los cuales yo habito” (Números 5.1 al 3 – RVR1909). Esto es muy criticado por las personas que se oponen y resisten la Biblia como autoridad de Dios, alegando que es discriminación y marginación, sin considerar que la ciencia médica o la tecnología de la salud no estaba avanzada, ni existían los antibióticos para bacterias o los antivirales. Máxime cuando se trata de la menstruación de la mujer, lo que no valoran quienes critican, que es debido a un aislamiento social por medidas de higiene o distanciamiento por salud: “Y cuando la mujer tuviere flujo de sangre, y su flujo fuere en su carne, siete días estará apartada; y cualquiera que tocare en ella, será inmundo hasta la tarde. Y todo aquello sobre que ella se acostare mientras su separación, será inmundo: también todo aquello sobre que se sentare, será inmundo. Y cualquiera que tocare á su cama, lavará sus vestidos, y después de lavarse con agua, será inmundo hasta la tarde” (Levíticos 15.19 al 21 – RVR1909). Esta práctica de ninguna manera era para discriminar, marginar u ofender a la mujer, sino para protegerla de la falta de castidad o continencia de los hombres, durante los días de menstruación de la mujer: “Y no llegarás á la mujer en el apartamiento de su inmundicia, para descubrir su desnudez” (Levítico 18.19 – RVR1909).
Después de las plagas y de la salida del pueblo de Israel de Egipto, Moisés canta lo siguiente (porción de los primeros dos versículos): “Entonces cantó Moisés y los hijos de Israel este cántico á Jehová, y dijeron: Cantaré yo á Jehová, porque se ha magnificado grandemente, Echando en la mar al caballo y al que en él subía. Jehová es mi fortaleza, y mi canción, Y hame sido por salud: Este es mi Dios, y á éste engrandeceré; Dios de mi padre, y á éste ensalzaré” (Éxodo 15.1 al 2 – RVR1909).
Otro tema semejante de los que pueden resultar sensibles para los lectores, es relacionado con la alimentación. Cada persona come lo que quiera: “Porque uno cree que se ha de comer de todas cosas: otro que es débil, come legumbres” (Romanos 14.2 – RVR1909). Este es el conflicto sin fin entre quienes comen carne y los que son vegetarianos. Pero se recomienda que el animal que se come no haya muerto ahogado, como algunos que matan al animal con estiramiento del pescuezo, en lugar de desangrado: “Que ha parecido bien al Espíritu Santo, y á nosotros, no imponeros ninguna carga más que estas cosas necesarias: Que os abstengáis de cosas sacrificadas á ídolos, y de sangre, y de ahogado, y de fornicación; de las cuales cosas si os guardareis, bien haréis. Pasadlo bien” (Hechos 15.28 al 29 – RVR1909). En este pasaje también se menciona lo que llaman morcilla, que es sangre cocinada del animal. Además en tiempos antiguos sacrificaban animales a los dioses e ídolos falsos, entonces se recomienda comprar en la carnicería sin preguntar, acerca del motivo de la muerte del animal, ya sea sacrificado a un ídolo o ahogado:
“Todo me es lícito, mas no todo conviene: todo me es lícito, mas no todo edifica. Ninguno busque su propio bien, sino el del otro. De todo lo que se vende en la carnicería, comed, sin preguntar nada por causa de la conciencia; Porque del Señor es la tierra y lo que la hinche. Y si algún infiel os llama, y queréis ir, de todo lo que se os pone delante comed, sin preguntar nada por causa de la conciencia. Mas si alguien os dijere: Esto fué sacrificado á los ídolos: no lo comáis, por causa de aquel que lo declaró, y por causa de la conciencia: porque del Señor es la tierra y lo que la hinche. La conciencia, digo, no tuya, sino del otro. Pues ¿por qué ha de ser juzgada mi libertad por otra conciencia?” (1 Corintios 10.23 al 29 – RVR1909).
El punto es el siguiente, hay recomendaciones de salubridad por parte de Dios, porque conoce todos los daños y perjuicios de salud que podría enfrentar el ser humano, por esta razón menciona la prohibición de comer animal ahogado y sangre cocida o cocinada de animal. Pero en tiempos del arca de Noé menciona a los animales limpios o comestibles y a los animales inmundos o de otras funciones en la cadena alimenticia del mismo animal. También en funciones con el hábitat natural o medio ambiente. La Biblia dice al respecto:
“Y Jehová dijo á Noé: Entra tú y toda tu casa en el arca porque á ti he visto justo delante de mí en esta generación. De todo animal limpio te tomarás de siete en siete, macho y su hembra; mas de los animales que no son limpios, dos, macho y su hembra. También de las aves de los cielos de siete en siete, macho y hembra; para guardar en vida la casta sobre la faz de toda la tierra. Porque pasados aún siete días, yo haré llover sobre la tierra cuarenta días y cuarenta noches; y raeré toda sustancia que hice de sobre la faz de la tierra. E hizo Noé conforme á todo lo que le mandó Jehová” (Génesis 7.1 al 5 – RVR1909).
Hay diferencias entre los animales, algunos tienen más bacterias o parásitos entre su organismo, por esta razón hay carnes que tienen que estar muy bien cocidas o cocinadas, por ejemplo, la larva de un gusano intestinal conocida como triquinosis, en animales como el jabalí procedente de la caza en selvas o zonas boscosas. También hay malas referencias del hígado de cerdo domesticado, por causa de cierto virus. Además del resto de su cuerpo mal cocido o mal cocinado. Debido a las hambrunas de las poblaciones mundiales, se ha recurrido a la alimentación de animales silvestres o de otra índole avícola o marítima, pero de ninguna manera se comprende la alimentación por cuestiones de afrodisíaco, para estimular el apetito sexual, como se pretende con las aletas de tiburón y el desecho del resto del cuerpo de tiburón arrojado en los mismos mares y océanos. Tampoco se comprende la alimentación de animales salvajes o silvestres, por la costumbre o tradición de ostentación y alarde de opulencia de platillos costosos y exquisitos. Solamente porque se consideran comidas exóticas o extravagantes. Presumir que se digiere animales de fauna silvestre, solamente por apariencia y capacidad de pago, no tiene sentido porque es insalubre, con daño permanente a la salud. Al parecer es un asunto cultural, pero lo mismo aplica en animales domésticos como el gato y el perro.
La Biblia recomienda como guía o referencia todo el capítulo 11 de Levítico: “Y habló Jehová á Moisés y á Aarón, diciéndoles: Hablad á los hijos de Israel, diciendo: Estos son los animales que comeréis de todos los animales que están sobre la tierra… Esta es la ley de los animales, y de las aves, y de todo ser viviente que se mueve en las aguas, y de todo animal que anda arrastrando sobre la tierra; Para hacer diferencia entre inmundo y limpio, y entre los animales que se pueden comer y los animales que no se pueden comer” (Levítico 11.1 al 47 – RVR1909). Lo mismo se explica en Deuteronomio 14.3 al 21. Debido a que estos pasajes son muy extensos solamente mencionamos sus citas bíblicas, tanto en Levítico capítulo 11 como de Deuteronomio capítulo 14, se encuentran las listas completas, de los animales comestibles y de los animales destinados para otras funciones.
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2020.02.28 05:27 nomechinguen Haciendo análisis sobre la avaricia de los joaquines y allegados.

Muy buenas tardes, noches, días a todos dependiendo en donde vivan y lean este escrito;
A todos mis hermanos que han tomado la atinada decisión de salir de este círculo de destrucción familiar, cuyos dirigentes han sabido hacer uso de su manipulación, aprovechándose de la fe de las personas, van estas líneas para hacer un análisis de la realidad qué cada uno de nosotros experimentamos (tiempo pasado) dentro de dicho círculo y en el cual miles siguen experimentando hoy en día a causa de llámese fanatismo, manipulación, lavado de cerebro etc,
Y quise escribir esto después de ver un video y escuchar a un hermano en Colombia quien obviamente ya no asiste por las mismas circunstancias en que el abuso y avaricia de los joaquines y aliados no tiene límites,
(Ver video de Luis Carlos reyes que recién salió)
Tristemente ahora que ya nos quitamos esa venda que no nos permitía ver más allá de la realidad, nos damos cuenta que estos sujetos siempre basan sus argumentos bíblicos para manipular a la iglesia y despojarla de su dinero que todos a base de tanto sacrificio ganamos (ganan) Utilizando el texto bíblico en repetidas ocaciones -Santiago 2-14 al 20 Hablando sobre la fe y que dice que la fe sin obras es muerta, Seguido por un sin número de pasajes bíblicos que hablan en relación a lo mismo Para convencer a los miembros que sus ofrendas (de amor) deben ser muy liberales (jugosas) Y citando el ejemplo -Lucas 21-2 al 4 sobre la viuda que dio dos blancas y que era todo lo que tenía Y muchas veces terminando con la cita bíblica de -Lucas 6-25 al 33 donde dice: buscar primeramente el reino de Dios y sus justicias y todo lo demás vendrá por añadidura,
Siempre te dicen que Dios se agradó de lo más vil de este mundo, (SIEMPRE NOS LLAMARON VÍLES, DE LO MÁS PEOR DE ESTE MUNDO) y resulta que de lo ( más peor de este mundo) estos sujetos se han enriquecido a más no poder y se síguen enriqueciendo descaradamente!!
Yo me pregunto🤔porqué diablos no se van a predicar a BRENTWOOD, BEVERLY HILLS, MÁLIBU, PALOS VERDES, ETC, donde la mayoría de las personas son gente de una alta posición social, médicos, ingenieros, artistas, abogados, científicos, etc, Fácil!! Porque saben que a estas personas no las podrán engañar!!
Ah!! es que se agarran del texto -Marcos 10-23 cuan difícil entrarán en el reino de Dios los que tienen riquezas,
Que coincidencia que cuando se trata este tema, Se olvidan del texto -hechos 10-34 Entonces Pedro dijo: en realidad comprendo que Dios no hace acepción de personas.
Es que en realidad estos sujetos mercaderes de la fe solo se aprovechan de eso (la fe) de las personas más humildes manipulándolos a través de las escrituras para despojarlos de su dinero o pertenencias mismos que dejan en último término a su familia,
Es verdad que hoy en día ya en estos tiempos hay muchísima gente (miembros) con altos grados de estudios y a quienes despojan también de sus pertenencias y ellos lo hacen quizá con amor, con pesar, no lo se, pero lo hacen porque generación tras generación han sido manipulados y lavados del cerebro para hacerlos creer que todas sus buenas obras son bendición delante de Dios, Cuando en realidad no son más que víctimas de los mercenarios.
Y todavía tienen el descaro de decirte, - si no tienes una casa lujosa -si no tienes un buen vehículo -si no tienes una buena posición económica -si no tienes más que para ir viviendo al día Es porque Dios así lo quiere, y porque el conoce tu corazón y sabe qué tal vez al obtener esas cosas te puedan apartar de su camino, ( nuevamente la manipulación) No!!! No tenemos eso porque durante años nos despojaron de nuestro dinero, esfuerzo, trabajo, y lo más triste destrozaron familias, Y peor aún, se aprovecharon mediante la fe para desgraciarle la vida a inocentes niñas y familiares!!!!
El que tiene oídos para oír óiga.
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2020.01.20 17:11 MacCohen Le fonti del Libro di Mormon

Crescendo in chiesa ho sempre sentito e letto che il libro di Mormon era un esempio di letteratura ebraica e che sarebbe stato impossibile per Joseph Smith scriverlo. Con lo studio e il tempo sono però giunto alla conclusione che queste rivendicazioni avrebbero potuto essere vere solo se lui non avesse letto la Bibbia (da cui trae tutta la sua influenza ebraica) e che anzi il Libro di Mormon dimostra in molti modi come sia nato in una cultura ed un’epoca riconducibili agli Stati Uniti della prima metà del 1800.
Mark Twain ebbe l’occasione di leggere il Libro di Mormon durante un viaggio attraverso lo Utah nel 1861 e scrisse nel suo stile caustico che “Il libro non sembra altro che una prolissa cronaca immaginaria sulla falsariga del Vecchio Testamento, seguita da un tedioso plagio del Nuovo. L’autore si è dato una gran pena per infondere al suo linguaggio gli echi remoti e il ritmo inconfondibile della traduzione di Re Giacomo, e il risultato è un ibrido: una prosa per metà moderna e spigliata, e per metà scarna, arcaica e solenne. La prima è più spontanea, ma il contrasto con la seconda, faticosa e innaturale, le dà un che di grottesco. Ogni volta che Smith trovava il proprio stile troppo attuale – più o meno ogni due frasi – ci ficcava dentro un paio di locuzioni biblicheggianti come “Or avvenne che” o “In capo di alquanto tempo”, e sistemava tutto. Senza gli “Or avvenne che”, il suo intercalare preferito, questa Bibbia sarebbe rimasta un comunissimo pamphlet.” (In cerca di guai, 1872)
Oltre a far notare il linguaggio ispirato alla Bibbia del re Giacomo, che riprende uno stile letterario popolare negli Stati Uniti dal 1770 al 1830 (cfr. First Book of Napoleon e The Late War Between the United States and Great Britain, che presentano diverse espressioni identiche a quelle contenute nel Libro di Mormon che non ci sono nella Bibbia), Mark Twain rimarca che anche la trama ha elementi comuni alla Bibbia.
Fra le somiglianze c'è qualche episodio che mi ha sempre dato da pensare:
Ether 8 Marco 6
11 Ed ora, Omer era amico di Achish; pertanto, quando Giared ebbe mandato a chiamare Achish, la figlia di Giared danzò dinanzi a lui, cosicché gli piacque, tanto che egli la volle in moglie. E avvenne che egli disse a Giared: Dammela in moglie. 12 E Giared gli disse: Te la darò se mi porterai la testa di mio padre, il re. 22 La figliuola della stessa Erodiada essendo entrata, ballò e piacque ad Erode ed ai commensali. E il re disse alla fanciulla: Chiedimi quello che vuoi e te lo darò. 23 E le giurò: Ti darò quel che mi chiederai; fino alla metà del mio regno. 24 Costei, uscita, domandò a sua madre: «Che chiederò?» E quella le disse: «La testa di Giovanni Battista».
Alma 18 Giovanni 1
13 E uno dei servi del re gli disse: Rabbana, che interpretato significa potente o grande re; pensando che i re debbano essere potenti; e gli disse così: Rabbana, il re desidera che tu rimanga 38 E Gesù, voltatosi, e osservando che lo seguivano, domandò loro: Che cercate? Ed essi gli dissero: Rabbì (che, interpretato, vuol dire: Maestro), ove dimori?
Nonostante il Libro di Mormon dica di essere stato scritto dal VI secolo a.C., è costellato di passaggi biblici scritti dopo la conquista babilonese del regno di Giuda, che quindi non erano nelle tavole di Labano: il solo Nefi per esempio cita frequentemente nei suoi due libri il Deutero-Isaia (i capitoli di Isaia a partire dal 40 sono scritti dall’esilio babilonese in poi), Malachia (scritto dopo il ritorno dall’esilio), i quattro Vangeli, Atti, Apocalisse, metà delle lettere paoline (Romani, 1 e 2 Corinzi, Galati, Efesini, 1 Timoteo), Ebrei e 2 Pietro. I successori di Nefi citeranno oltre a questi anche Filippesi, Colossesi, 1 Tessalonicesi, Giacomo, 1 Pietro e 1 Giovanni prima che questi fossero scritti.
Il Libro di Mormon contiene versetti di Marco 16:9-20, un testo non presente nei manoscritti più antichi del Nuovo Testamento ma citato in 2 Nefi 31:14, 3 Nefi 11:33-34, Mormon 9:22-24 ed Ether 4:18. Poi 3 Nefi 13 riprende Matteo 6, ma al versetto 13 conclude la preghiera del Padre Nostro con la frase “Poiché tuo è il regno, e il potere, e la gloria, per sempre. Amen.” Questa si trova nella Bibbia del re Giacomo ma è in realtà un’aggiunta tarda e infatti non la troverete nella vostra Bibbia. Ci sono altri casi in cui il libro di Mormon cita testi spuri dalla re Giacomo, ma voglio restare conciso.
Le citazioni bibliche sono copiate tali e quali dalla Bibbia del re Giacomo, anche quando alcune di queste verranno poi modificate da Smith stesso nella sua Versione Ispirata (per esempio 3 Nefi 13:12, 25-27 e 14:6 sono identici a Matteo 6:13, 25-27 e 7:6 ma nella Versione Ispirata sono diversi). Una traduzione scorretta della Bibbia del re Giacomo porta Smith a parer mio a parlare dell’arco d’acciaio spezzato da Nefi (1 Nefi 16:18), tratta da Salmi 18:34 “He teacheth my hands to war, so that a bow of steel is broken by mine arms”. La traduzione più aggiornata di Luzzi lo rende in “ammaestra le mie mani alla battaglia e le mie braccia tendono un arco di rame” perché il termine originale nehushah in ebraico significa rame o bronzo, ma non acciaio.
I nomi ebraici sono copiati dalla Bibbia (abbiamo addirittura un Timoteo in 3 Nefi 19:4, che però è greco) e Smith arriva a imitare i nomi teoforici ebraici per darsi credibilità (Geremia, Isaia, Elia, Malachia o Zaccaria, composti col suffisso -iah, che indica Geova, ispirano Moroniha, Nefiha, Mathonia, Ammoniha, Cumeniha nel Libro di Mormon). I nomi non biblici invece sono inventati di sana pianta e non seguono l'onomastica ebraica o di qualche popolo precolombiano. I Giarediti, nonostante vivessero molti secoli prima della cultura ebraica, avevano stranamente anche nomi ebraici (Efraim è una collina in Ether 7:9, mentre personaggi chiamati Levi e Aaronne sono presenti nella genealogia di Ether 1:15, 20). La stessa collina di Cumora è secondo me ispirata al nome di Gomorra, che in inglese si pronuncia in modo molto simile.
Il Libro di Mormon è anche pieno di discorsi simili a quelli dei predicatori del secondo grande risveglio. Alexander Campbell, uno dei fondatori del restaurazionismo a cui era legato personalmente Sidney Rigdon, disse dopo aver letto il Libro di Mormon: “Questo profeta Smith, attraverso i suoi occhiali di pietra, ha scritto sulle tavole di Nefi, nel suo Libro di Mormon, ogni errore e quasi tutte le verità discusse nello Stato di New York negli ultimi dieci anni. Egli decide riguardo tutte le grandi controversie -battesimo di bambini, ordinazione, la trinità, rigenerazione, pentimento, giustificazione, la caduta dell’uomo, l’espiazione, transustanziazione, digiuno, penitenza, governo della chiesa, esperienza religiosa, la vocazione al ministero, la resurrezione generale, la punizione eterna, chi può battezzare e perfino la questione della massoneria, del governo repubblicano e i diritti dell’uomo. Ci sono riferimenti ripetuti a tutti questi argomenti. Quanto è benevolo ed intelligente questo apostolo americano, più dei santi dodici, anche aiutati da Paolo! Ha profetizzato su tutti questi argomenti e sull’apostasia e decide, in modo infallibile, con la propria autorità, ogni questione. Com’è facile profetizzare sul passato o sul tempo presente!” (An Analysis of the Book of Mormon, 1832, p. 13) Campbell fa anche notare alle pagine 9-10 dello stesso testo che nel Libro di Mormon ci sono discorsi religiosi antimassonici riguardo alle società segrete (come i ladroni di Gadianton), anch'essi molto comuni all'epoca per via del complottismo di alcune figure religiose e il caso nato dopo la misteriosa scomparsa di William Morgan, nonostante diversi membri della famiglia Smith fossero massoni. Lo stesso Martin Harris riteneva che il Libro di Mormon fosse "la Bibbia antimassonica e che tutti coloro che non ci credono saranno dannati" (Geauga Gazette, 15 marzo 1831)
Lo storico mormone Richard Bushman in un AMA su Reddit del 2015 scrive che “[…] leggendo Alma nel Libro di Mormon, ho iniziato a cercare su Google lunghe frasi dai sermoni e queste apparivano in sermoni nello stesso identico contesto dottrinale. Tutti i discorsi su Gesù nel Libro di Mormon, la sua gloria diremmo, hanno un certo non so che del XIX secolo. Secondo me dovremmo diventare gli esperti di questo materiale e capire cosa ci dice sulla traduzione e la natura del testo." Anche lo scrittore mormone Blake Ostler sostiene che "molte dottrine del Libro di Mormon si spiegano meglio in un contesto teologico del XIX secolo."
Lo stesso re Beniamino che si fa costruire una torre per predicare al popolo che si è disposto in tende rivolte verso di lui (Mosia 2:6-7), riprende i camp meetings del secondo grande risveglio, dove i viaggiatori disponevano l'ingresso delle loro tende davanti alla piattaforma da cui il predicatore parlava.
Che i nativi americani fossero discendenti degli ebrei era un’opinione condivisa da molti nordamericani nel XIX secolo: era in voga il mito dei Moundbuilders (costruttori di tumuli), per cui si sosteneva che i nativi americani non fossero abbastanza avanzati da aver potuto erigere i notevoli tumuli che costellano gli Stati uniti come quelli di Cahokia (Illinois) o Serpent Mound (Ohio), ma che doveva essere stato qualche popolo originario del Vecchio Mondo, magari discendenti delle tribù perdute di Israele, poi caduto nella barbarie o sterminato dagli antenati dei nativi americani. Per fortuna l'archeologia ha smentito da tempo questa leggenda degradante e razzista nei confronti dei nativi. Il concetto è importante anche per View of the Hebrews, un libro del 1823 che secondo il Settanta e assistente storico della Chiesa B. H. Roberts avrebbe potuto ispirare Joseph Smith nella stesura del Libro di Mormon. View of the Hebrews inizia parlando dell’assedio di Gerusalemme da parte di Tito, poi racconta di un gruppo di ebrei che fugge e arriva in America; qui si separano in due fazioni, una civilizzata e repubblicana e una barbarica dedita alla caccia che finirà per distruggere il primo. Si racconta anche di un nativo americano che dice che i suoi antenati avevano sepolto un loro antico libro perché non erano più in grado di leggerlo. View of the Hebrews ha la finalità di spiegare che i nativi americani sono discendenti degli ebrei e che invece di essere sterminati dagli Statunitensi dovrebbero essere convertiti per compiere il raduno di Israele, invocato con molte citazioni tratte da Isaia. (Studies of the Book of Mormon, redatto negli anni ’20 ma pubblicato solo nel 1985)
Il Libro di Mormon e in seguito Joseph Smith in numerose occasioni fanno riferimento alla lingua, alla conoscenza oppure all’astronomia egiziana (Nefi 1:2, Mormon 9:32). La spedizione archeologica sotto Napoleone in Egitto (1799-1801) diede inizio all’egittomania sia in Europa che negli Stati Uniti e Smith dimostrerà molto interesse anche quando comprerà le mummie con i papiri che daranno origine al Libro di Abrahamo e in vari testi in cui sosterrà di conoscere l’egiziano.
Altri eventi del Libro di Mormon vengono dalle esperienze personali di Smith e famiglia, per esempio il sogno di Lehi è ispirato a uno praticamente identico fatto da Joseph Smith Sr:
“Credevo di star viaggiando in un campo aperto e desolato che appariva molto brullo. […] La mia guida, che era al mio fianco come l’altra volta, disse: “Questo è il mondo desolato, ma prosegui.” […] Camminando per un altro breve tratto, giunsi a un sentiero stretto. Imboccai questo sentiero e, dopo averlo percorso per un po’, vidi un bel corso d’acqua che scorreva da est a ovest. Non potevo vedere né la fonte né la fine; ma ovunque arrivassero i miei occhi potevo vedere una fune che correva lungo la sua riva, posta a un’altezza che un uomo poteva raggiungere, e oltre c’era una vallata bassa ma molto piacevole nella quale sorgeva un albero come non ne avevo mai visti prima. Era estremamente bello, tanto che lo contemplai con stupore e meraviglia. I suoi bei rami si allargavano un po’ come un ombrello e reggeva certi frutti molto simili a un riccio di castagno e bianchi come la neve o anche più, se possibile. […] Mi avvicinai e cominciai a mangiarne e lo trovai delizioso oltre ogni descrizione. Mentre mangiavo dissi nel mio cuore: “Non posso mangiarne da solo, devo portare mia moglie e i figli perché possano prenderne parte con me.” Pertanto andai e portai la mia famiglia […] Nel mentre, vidi un edificio spazioso che si ergeva dalla parte opposta della valle nella quale eravamo e sembrava raggiungere il cielo stesso. Era pieno di porte e finestre ed esse erano tutte piene di persone vestite molto lussuosamente. Quando quelle persone ci videro in basso nella pianura, ci puntarono con dita di scherno e ci trattarono in ogni modo irrispettoso e disprezzante. Ma noi ci infischiammo completamente dei loro oltraggi. Poi mi volsi verso la mia guida e gli chiesi il significato del frutto che era tanto delizioso. Egli mi disse che era il puro amore di Dio, riversato nei cuori di tutti coloro che lo amano e osservano i suoi comandamenti. […] chiesi alla mia guida quale fosse il significato dell’edificio spazioso che avevo visto. Rispose “È Babilonia, è Babilonia, e deve cadere. Le persone alle porte e alle finestre sono i suoi abitanti, che scherniscono e disprezzano i Santi di Dio a causa della loro umiltà.” (Lucy Mack Smith, History, 1845, pp. 53-55).
I tesori che sprofondano nella terra e non si riescono più a recuperare, come in Helaman 13:35 e Mormon 1:18, sono la stessa scusa usata da Smith quando cercava tesori nascosti con le sue pietre divinatorie (come testimoniano negli affidavit di Hurlbut molte persone che lo frequentavano). Allo stesso modo, Moroni che protegge le tavole d'oro e che Smith trova con le pietre divinatorie riprende le storie dei cercatori di tesori dell'epoca.
I discorsi di eccezionalismo americano (1 Nefi 2, 13, 22; 2 Nefi 1, 10, Ether 2, 13 e così via) che parlano di come gli USA siano una terra speciale e scelta da Dio su cui non ci saranno re sono significativi, visto che Joseph Smith era nato una generazione dopo la guerra d’indipendenza americana: fa un po’ come Cuore, che era stato scritto per infondere l’amor di patria e la morale nella nuova generazione dell’unità d’Italia. Solomon Mack, nonno materno di Joseph, era un veterano della guerra d'indipendenza. Amici statunitensi, incensando il loro Paese e la sua origine divina, mi fecero realizzare quante somiglianze ci sono fra la versione idealizzata di George Washington (che dichiarò nel 1775 “Abbiamo imbracciato le armi in difesa della nostra libertà, delle nostre proprietà, delle nostre mogli e dei nostri bambini: siamo determinati a conservarle o a morire”, cfr. con Alma 46:12) e il capitano Moroni, che combattono contro gli uomini del re per la propria libertà e i diritti religiosi, idee che appaiono anche in lunghi discorsi politici sia in Nefi che in Alma e che gli Americani più patriottici amano ricordare e citare occasionalmente.
Nel libro sono presenti anche vari vaticinia ex eventu, descrizioni “profetiche” dettagliate di Giovanni Battista (1 Nefi 10:7), Maria (Alma 7:10), apostoli (1 Nefi 11:34), Cristoforo Colombo (1 Nefi 13:12), i Tre Testimoni (Ether 5:4) e anche Joseph Smith stesso (2 Nefi 3:15) incredibilmente specifiche quando si parla di eventi fino a Smith, ma parecchio vaghe quando si parla di avvenimenti successivi.
Si sostiene spesso che Joseph Smith fosse troppo ignorante per aver potuto dettare il Libro di Mormon, ma come si può vedere si era portato avanti grazie alla Bibbia, alla cultura dell’epoca e a esperienze personali che vennero inserite in svariate occasioni nel libro. La prima edizione del Libro di Mormon è poi ricchissima di errori grammaticali. David Whitmer, uno dei Tre Testimoni, dice che “Joseph Smith metteva la pietra divinatoria in un cappello e metteva la faccia nel cappello […] Appariva un pezzo di qualcosa che somigliava a pergamena e su quello appariva la scritta. Appariva un carattere alla volta e sotto questo c'era l'interpretazione in inglese. Il fratello Joseph leggeva l'inglese a Oliver Cowdery, che era il suo scrivano principale, e quando era trascritto e ripetuto al fratello Joseph per vedere se fosse corretto, allora scompariva ed appariva un altro carattere con la sua interpretazione” (An Address to All Believers in Christ, 1887, p. 12). Eppure, nonostante tutta questa precisione, erano presenti discrepanze, contraddizioni, errori gravi nella coniugazione di verbi, un uso sbagliato del pronome thou nelle sue varie forme (poco familiare agli anglofoni oggi, ma anche a Smith), di much e many, di preposizioni e anche una scelta di lessico impropria: errori provenienti da ciò che Smith stesso dettava e non da sbagli di Cowdery, come racconta David Whitmer. Molti di questi errori vengono in seguito corretti, ma mostrano un vocabolario e una costruzione testuale che mi sembrano provenienti proprio da Smith e dal suo stile più che da un dio infallibile.
Insomma, se il Libro di Mormon sembra molto moderno su certe tematiche non è perché è stato scritto “per i nostri giorni”, ma più semplicemente ai nostri giorni.
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2019.11.05 10:36 Davidemagx Historias del Kiosco 24 Hs (Tres)

Necesito dormir, hice 16 horas de corrido hoy por cubrir a una compañera que tuvo un accidente...

La llamada me llegó alrededor de las 15:30, tenía media cara hundida en la almohada, lo escuché por poco y di el manotazo a los libros apilados que me hacen las veces de mesita al lado de la cama para agarrar el celular apenas con los dedos. Muy torpemente lo acerqué al oído y dije "¿Mmm?", la voz de mi jefe me recibió con un "Chango ¿Me vas a decir que estabas durmiendo?"
- ¿Qué te parece que puedo estar haciendo después de laburarte toda la madrugada?
- No sé, ¿no probaste estar con una mina?
- ¿Tu señora?
- Concha de tu madre... Escuchá, hubo un accidente con el convoy hoy y Carla no va a hacer su turno...
- Entonces ¿pasa el convoy, se accidentan y Carla falta al laburo? Cualquier excusa para faltar.
- No, pelotudo, la chocaron a ella. Por eso no va a venir.
- Ah... Perdón... Bueno. Voy en 20', de paso me contas lo del accidente.
Llegué al kiosco media hora después y mi jefe estaba sentado en la mesa que tenemos armada adentro. Hacía calor afuera, demasiado para ésta época del año, así que se había puesto cómodo con una cerveza que ya iba por la mitad y que tuvo la gentileza de servirme en un vaso plástico tan pronto me vio entrar. Lo tomé y dije "No está mal para desayuno..." y me acerqué hasta el exhibidor donde están los alfajores y agarré un triple de chocolate.
- Descontame luego. - le dije.
- No te hagas drama... - dijo y miró por la ventana a la calle desierta. - Una de las camionetas se desvió del convoy hoy a la mañana, aceleró como para pasar a las demás y no alcanzó a frenar llegando a la esquina de los chinos. Carla estaba cruzando la calle en moto y la agarró en la rueda trasera. Está bien ella, quebrada, pero fuera de otro peligro. Ya está enyesada en su casa. La camioneta fue a parar contra un árbol en la vereda de enfrente y... - miró a la calle otra vez - ahí lo vimos bajar...
- ¿A quién? ¿El chofer? Hasta ahora que me contas esto creía y estaba convencido de que las controlaban por satélite... Bueno, ¿y a dónde está el tipo? Lo tienen preso, me imagino...
- No, se escapó. No dió tiempo de nada. Se bajó de la camioneta y salió corriendo pero...-
- No se habrá ido muy lejos si anda a pie. Como si pudiera esconderse, hay que buscar la cara extranjera y listo.- lo interrumpí.
- Dejame terminar, chango. Salió corriendo muy rápido, a lo Speedy Gonzalez. Los que alcanzaron a verlo de cerca dijeron que era todo negro, cabezón y flaco. Que parecía una sombra larga.
- Una sombra larga, ajá... - Dije tratando de asociar la descripción con algún ente que hubiese visto ya. No había visto nada igual antes.
- Bueno... Me voy a dormir la siesta... - dijo Hugo, mi jefe, y tomando lo que quedaba de cerveza de un solo trago se levantó. - Perdón que te haya hecho venir. Por el doble turno te voy a pagar el triple, sé que estás cansado. Le digo a mi señora que te traiga la cena esta noche. Cuidate chango. - y salió por la puerta sin esperar respuesta.
No voy a aburrirlos con los detalles de la tarde, aburrida y lenta para mi gusto. La rutina ordinaria se siente pesada para el que no acostumbra a tratarla o en mi caso, no estoy acostumbrado a tratar con clientes normales. El único alivio que tuve en ese horario me llegó cerca de las 19:25 cuando vi a Berto saliendo del baño caminando en dos patas, con un sobrecito de Tang de naranja - mango apretado en la axila derecha. Llevaba las patas delanteras echas una copa a la altura del hocico, me llevo un instante darme cuenta de lo que estaba haciendo, se estaba metiendo el jugo como si fuese de la pura mientras casualmente salía al patio por la puerta de atrás, sin prestarme la menor atención. "Mi dosis de normalidad" pensé en ese momento.

Para las 2 de la madrugada estaba a dos tragos de café de alcanzar la velocidad de la luz, en lo que era una mezcla de agotamiento y estados alterados por el exceso de cafeína. Si me hubiese dado un ataque cardíaco entonces habría estado seguro de que sólo se trataba de una corazonada. Tenía tanto Dolca encima que de todas maneras mi cuerpo se habría negado a morir y no, nadie me batió el docla.
Había limpiado el piso dos veces, llenado las heladeras y freezers por encima de sus capacidades normales y pasado el trapo a todos los chocolates y paquetes de galletitas en las exhibidoras de manera que no tenía más qué hacer y las opciones se agotaban rápido. Netflix y Youtube fallaban en mantenerme despierto, no había un alma en la calle, todo estaba tranquilo. De hecho, muy tranquilo... Era raro. No, se sentía raro, como si me estuvieran observando desde afuera. Una mirada intensa capaz de penetrar el vidrio grueso de la ventana, de hecho al mirar por ella vi que la noche era más oscura de lo normal, que las luces no la cortaban y me sentí como atrapado en un cajón. Empecé a agitarme, a respirar hondo mientras una sensación repentina de puro terror me sobrevino salida de la nada. No entendía por qué o qué podría causarlo, después de las cosas que había visto esto era enteramente nuevo. Había maldad en el aire, demasiada como para poder ser tangible, transpiraba por cada poro y temblores se apoderaron de mi cuerpo. Estaba entumecido de pánico y no podía quitar la vista de la ventana, ví entonces la extensión de una extremidad salir desde la oscuridad. Lo que emergió desafiaba completamente todo el sentido de razón que tenía construído hasta entonces, lo que es decir mucho si tienen en cuenta mis experiencias cotidianas en éste lugar. Era alto, dos metros y algo con facilidad, cuerpo delgado, los brazos terminaban en puntas redondeadas y no tenía piés o al menos eran iguales a los brazos, la cabeza era desproporcionadamente grande. Circular, enorme, como un chupetín excepto que en vez de palito negro era todo oscuro y en vez de estar hecho de caramelo estaba hecho de maldad absoluta. Era un... Un... Un hombre palo... ¿Vieron esos dibujos o animaciones con hombrecitos hechos de palitos? Como los que hacíamos cuando éramos chicos al estar aburridos en clase. Así.
Dió un paso hacia adelante y me dí cuenta, tenía abierta la puerta y no había manera de que llegara a cerrarla antes de que lo tuviera adentro... Reformulando no había forma de que yo llegara a cerrar la puerta antes de que... ¿entrara al local? Comencé a moverme forzando cada fibra del cuerpo para salir del estado en el que estaba, tarea que no me resultó nada sencilla, muy despacito como para que no se diera cuenta de lo que estaba por suceder. Logré moverme un paso cuando volví a sentir que me miraba y al ver por la ventana el hombrecito estaba quieto, mirándome fijo a los ojos, ¿cómo sabía yo que me estaba mirando fijo a los ojos? no sé, lo sentí. No tenía ojos por ninguna parte y aún así estaba viéndome directamente a los ojos. Penetrándome... Reformulando otra vez, ¿atravesandome? con la vista! Supe que el sabía lo que estaba por hacer, peor aún, yo sabía que él sabía que yo sabía que él sabía que yo también sabía. Corrí hasta la puerta y por la periferia de mi visión lo ví correr a una velocidad tal que parecía una distorsión. Tres zancadas llegué a dar y quedar frente a la puerta pero me lo encontré de golpe y moviéndose a como una tren bala en dirección a mi, creí que iba a ser mi final, no vi mi vida pasar frente a mis ojos pero sí apreté en asterisco para no desgraciarme de miedo, puse las manos en frente para recibir el impacto y ¡Bam! El desgraciado se dió la cabeza como venía con el marco de la puerta, escupiendo un pedazo de papel de donde la boca debería haber estado, que aterrizó entre mis pies. El hombrecito completó medio giro en el aire y cayó al suelo con fuerza. Inmediatamente me sentí mejor después de eso, tomé el papelito. Escrito en imprenta y con mayúscula decía "D'oh!"

Lentamente se puso de pié y me miró. Otro papel salió de su boca, esta vez me lo alcanzó él, decía "¡Aquí viene el dolor!" y se refregaba la cabeza donde se golpeó.
- ¿Estás citando a Carlito de Carlito's Way? - pregunté y otro papel salió de él, me lo alcanzó gentilmente.
" Sí, sensei!"
- ¿Karate kid? - dije y aún otro papel salió.
"Sí, sensei!" otra vez.
- Entonces... No hablás y te comunicas con estos papelitos. De eso puedo darme cuenta... - el hombre se puso de pié sin dejar de refregarse la cabeza. -... ¿qué sos? no había visto uno como vos antes. - pregunté. Otro papel.
"¡Soy tu padre!"
- Star Wars. te afectó el golpe parece...
"Sin daño cerebra-bra-bra-bra-bra"
- Homero Simpson cuando se arrancó el chip. ¿Hablás en citas entonces?
"Sí, sensei!"
- Bárbaro... - pausé por un segundo. - ¿Me vas a matar? -
"¿Matarte? No quiero matarte..."
- ¿Entonces a qué viniste?
"Haz el amor y no la guerra."
- ¡Epa! No me gustó nada ahí. ¿Venís a violarme?
"No Lisa, no estoy comiendo sapos"
- ¿Ah?
"¡Nooo!"
- ¿Darth Vader en el episodio III?
"¡Simón!"
- ¿De donde carajo sacas las citas?
"Usamos la red mundial de redes."
- Me estás jodiendo... Optimus Prime en Transformers. ¿Y no podías aprender a hablar bien?
"La educación hace al sabio un poco más sabio, pero hace al idiota infinitamente más peligroso."
- No tengo idea de cómo interpretar eso... ¿Y de donde carajo salen tantos papeles? ¿Sos un robot, una impresora? ¿Qué sos? - tras unos segundos tres papeles salieron de el hombre palo respondiendo por separado cada pregunta,
" Bueno, pues , no se...mmm"
"No me pregunten quién soy ni me pidan que siga siendo el mismo." y,
"Lo siento, mis respuestas son limitadas. Debes hacer las preguntas correctas."
- Ok... Evidentemente no vamos a ir a ningún lado con el ping pong. Decime al menos qué querés acá, conmigo...
"Hay que unirse, no para estar juntos, sino para hacer algo juntos."
- De verdad necesitas mejorar tus respuestas. ¿Y ahora, qué hacemos?
"Hay cosas que hay que hacer y las haces y no hablas nunca de ellas."
- Sabés, citando a El Padrino das la vibra de mafioso... - antes de que pudiera formular otra pregunta o decir algo, un nuevo papelito
"Volveré, Bennett", decía. No podía no reconocer una línea de Comando así que sólo pude responder con lo que correspondía, - Te estaré esperando, John. - y así como así se alejó a la misma velocidad con que inicialmente había querido entrar. Sí oí el ruido de algunos tachos de basura desparramarse a la distancia y alguna alarma de auto, como si se los hubiese llevado puestos. Vi el montón de papeles que tenía en la mano, los hice un bollo y tan pronto abrí los dedos recobraron su forma original sin exhibir una sola arruga o marca. Bueno, no era papel, después de unas horas se desintegraron sin dejar rastro.
Cuestioné si era sano para mi salud mental seguir con éstas cosas, quizás debería tratar de salir de acá y llevarme mi depresión a un lugar más normal... Al final me venció el sueño, y honestamente también la curiosidad. Volví al escritorio y empecé a tipear ésto. Me dormí cuando iba por la mitad y me desperté cuando escuché a Berto cantar Kilómetro 11 en guaraní a todo pulmón, usando el escobillón como guitarra.
"Aní nde pochi Angha che ndivé Desengaño ité Manté arekó Che aká tavi Angyha oiku´á Nde rejhe kuñá Che upeicha aikó..."
Puedo cerrar la noche con ésto, de verdad necesito dormir.
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2019.08.06 00:43 ClackTimeran Notas sobre la conferencia de Jesús Huerta de Soto: "Anarquía, Dios y el Papa Francisco"

Luego de ver el video de Jesús Huerta de Soto posteado en esta comunidad: "Anarquía, Dios y el Papa Francisco" (https://www.youtube.com/watch?v=a_qOPCjOxfQ&feature=youtu.be&t=1555), me he visto obligado a redactar un breve post acerca de los argumentos que él utiliza para definir a Dios como “libertario”. Traté de explicarme de la manera más concisa posible, si hay alguna duda, o alguien tiene alguna pregunta, no duden en comentar. Son un total de 17 “notas”:
Nota 1:
https://youtu.be/a_qOPCjOxfQ?t=182
“… en lo que a comunismo y marxismo cultural se refiere, todavía impera por doquier, incluso en amplios ámbitos de la Iglesia Católica.”
Ataque a la Iglesia sin fundamentos. La realidad es que Ella siempre fue la primera en denunciar las ideologías materialistas, como el socialismo, tanto económicamente, como su rama socio-política. Véase las encíclicas, Qui Pluribus (1846), Noscitis et Nobiscum (1849), Divini Redemptoris (1937), Ad Apostolorum Principis (1958), Ecclesiam Suam (1964), además de las encíclicas contenidas dentro de la Doctrina Social de la Iglesia, las cuales los Papas se encargaron de redactar ininterrumpidamente desde Rerum Novarum, de León XIII (1891).
Si bien hubo un intento de aproximación entre el marxismo y el Catolicismo con la llamada “Teología de la Liberación”, especialmente presente en América Latina, ésta fue proclamada como contraria a la Doctrina; un producto de una mala teología.
Nota 2:
https://youtu.be/a_qOPCjOxfQ?t=436
“Les deja la libertad de que revelen contra Él… el ser humano en este sentido es más afortunado que los ángeles caídos…”
La Tradición católica en este tema enseña que los seres humanos, mientras estemos con vida, estamos en un período de prueba, en el cual debemos elegir entre seguirlo a Él o alejarnos, entre cumplir sus mandatos o transgredirlos; mientras estemos en la prueba, tendremos oportunidad de arrepentirnos y pedir perdón en el Sacramento de la Confesión, una vez que muramos, ya no hay lugar para arrepentimiento, pasaremos la eternidad en Su presencia o alejados de Él. Lo mismo sucedió con los ángeles; una vez creados tuvieron su prueba, tuvieron tiempo de conocerlo y de serles fiel, muchos transgredieron los mandatos, y muchos que se arrepintieron fueron perdonados, pero una vez finalizada la prueba, cada uno, al igual que el hombre, quedó incapacitado de arrepentirse (no por imposición de Dios, sino por propia voluntad), en ese momento quedaron excluidos de la presencia de Dios; son los llamados “ángeles caídos”.
Para más información: Summa Daemoniaca (https://www.aciprensa.com/fortea/download.php?book=3&token=45.7.208.175d436be2cf4658.76285223)
Nota 3:
https://youtu.be/a_qOPCjOxfQ?t=490
“Dios deja hacer, deja pasar, el mundo va por si solo”
Si bien es cierto que el universo evoluciona según las leyes físicas establecidas y el hombre es libre de hacer lo que quiera, basándonos en la Biblia, la Tradición y en los supuestos milagros a lo largo del tiempo, Él interviene de forma directa en la Historia y en el cosmos. Sin ir más lejos, un milagro se define como «un hecho producido por una intervención especial de Dios, que escapa al orden de las causas naturales por El establecidas y destinado a un fin espiritual».
Esto establece dos cosas:
1.- Las leyes naturales pueden ser suspendidas o modificadas a voluntad de Dios; la materia al no tener libre albedrio debe “obedecerle”.
2.- Estando destinados a un fin espiritual y, siendo el hombre el único ser material con espíritu, los milagros están dirigidos al hombre. Las razones pueden ser varias, como llevar a la conversión, revelar alguna verdad, etc.; el hombre al tener libre albedrio tiene la libertad de recibir la Gracia otorgada, o bien rechazarla, sabiendo las consecuencias que recaen sobre él al hacerlo.
Por lo tanto, si para definir a un dios como libertario, hay que hacerlo como uno que no interviene en el universo, en la historia y en la vida de cada hombre, sin lugar a dudas no es el Dios abrahámico.
Nota 4:
https://youtu.be/a_qOPCjOxfQ?t=667
Evangelio según san Lucas 9, 51-56
En este caso se está obviando las palabras de Jesús: “Pero volviéndose, les reprendió y dijo: No sabéis de qué espíritu sois. Porque el Hijo del Hombre no ha venido a perder a los hombres, sino a salvarlos.” Claramente se ve que Jesús se molestó con la propuesta de sus discípulos. Si Dios es infinitamente justo, estaría faltando a la justicia si permitiese un castigo tan grande para una ofensa tan pequeña. Ésta es la justicia divina, por lo tanto, la justicia de Jesús, justicia que pudo practicar mientras estuvo predicando; ahora bien, ¿quién se encarga repartir justicia en la Tierra? Romanos 13:1-4: “Sométase toda persona a las autoridades que gobiernan; porque no hay autoridad sino de Dios, y las que existen, por Dios son constituidas. Por consiguiente, el que resiste a la autoridad, a lo ordenado por Dios se ha opuesto; y los que se han opuesto, sobre sí recibirán condenación. Porque los gobernantes no son motivo de temor para los de buena conducta, sino para el que hace el mal. ¿Deseas, pues, no temer a la autoridad? Haz lo bueno y tendrás elogios de ella, pues es para ti un ministro de Dios para bien. Pero si haces lo malo, teme; porque no en vano lleva la espada, pues ministro es de Dios, un vengador que castiga al que practica lo malo.” Esto no tiene nada de libertario.
Ahora, si se siguen leyendo los versículos san Lucas 9:57-62, se puede extraer lo siguiente: “Cristo mismo le dice: "Sígueme", pidiéndole un corte radical con los vínculos familiares. Estas exigencias pueden parecer demasiado duras, pero en realidad expresan la novedad y la prioridad absoluta del reino de Dios, que se hace presente en la Persona misma de Jesucristo. En última instancia, se trata de la radicalidad debida al Amor de Dios, al cual Jesús mismo es el primero en obedecer. Quien renuncia a todo, incluso a sí mismo, para seguir a Jesús, entra en una nueva dimensión de la libertad, que san Pablo define como "caminar según el Espíritu". "Para ser libres nos libertó Cristo" -escribe el Apóstol- y explica que esta nueva forma de libertad que Cristo nos consiguió, consiste en estar "los unos al servicio de los otros". Libertad y amor coinciden. Por el contrario, obedecer al propio egoísmo conduce a rivalidades y conflictos.”
Ahí la verdadera concepción de libertad cristiana. Véase CIC “La libertad del hombre” http://www.vatican.va/archive/catechism_sp/p3s1c1a3_sp.html
Nota 5:
https://youtu.be/a_qOPCjOxfQ?t=752
“Pero Jesús, sabiendo que iban a llevárselo para proclamarle rey, se retiró…”
En este caso, solo cabe comentar que Él no quiso ser proclamado rey en ese momento porque no era su tiempo. Más adelante este argumento se cae por sí solo, durante el interrogatorio de Pilato, en donde Jesús afirma ser el Rey de los judíos: Lucas 23:3 “Pilato entonces le preguntó, diciendo: ¿Eres tú el Rey de los judíos? Y Jesús respondiéndole, dijo: Tú lo dices.”
Nota 6:
https://youtu.be/a_qOPCjOxfQ?t=797
“Dad al Cesar lo que es del Cesar, […] y a Dios lo que es de Dios”
La pregunta que menciona que se le hace (“¿es lícito pagar tributo al César o no?”) tiene tres posibles respuestas:
1.- “Si”: se estaría aceptando una ocupación de una nación sobre otra, romana en territorio judío.
2.- “No”: sería visto como un acto de rebelión contra el estado y como enemigo del Cesar. Por lo cual, si en realidad Jesús estaría de acuerdo en que el estado es un mal para los hombres, en este caso tendría que haber optado por esta opción, por lo que se cae la hipótesis libertaria.
3.- “Dad al César lo que es del César, y a Dios lo que es de Dios”:
a.- “Dad al César lo que es del César”: Los políticos y el estado son instrumentos de Dios para la realización de sus designios, como lo muestra, por ejemplo, Isaías 45:1-6, Romanos 13:1. De esta manera no está negando la función de los mismos, sea cual fuere la forma que tomen.
b.- “Dad a Dios lo que es de Dios”: obedecer los mandatos de Dios, o como dice San Pedro “tenemos que obedecer a Dios antes que a los hombres”.
Las implicancias son demasiadas para explicarlas en este espacio, para más información léase la “Concepción Católica de la Política” de Julio Meinvielle.
Nota 7:
https://youtu.be/a_qOPCjOxfQ?t=837
“De hecho no pagó ningún impuesto”
Hace referencia a Mateo 17:24-27: “Cuando llegaron a Capernaúm, se acercaron a Pedro los que cobraban el impuesto de dos dracmas y dijeron: ¿No paga vuestro maestro las dos dracmas? Él dijo: Sí. Y cuando él llegó a casa, Jesús se le anticipó, diciendo: ¿Qué te parece, Simón? ¿De quiénes cobran tributos o impuestos los reyes de la tierra, de sus hijos o de los extraños? Y cuando respondió: De los extraños, Jesús le dijo: Entonces los hijos están exentos. Sin embargo, para que no los escandalicemos, ve al mar, echa el anzuelo, y toma el primer pez que salga; y cuando le abras la boca hallarás un estáter; tómalo y dáselo por ti y por mí.”
Si se lee con detenimiento, se darán cuenta de lo siguiente:
1.- Se está hablando del impuesto (o tributo) del Templo judío (establecido en tiempos de Moisés), no del impuesto a Roma.
2.- Luego Jesús, en su pregunta a Pedro, hace una analogía con el impuesto estatal: el rey no les cobra a sus hijos, por lo tanto, Jesús, hijo de Dios, no debe pagar el impuesto del Templo.
3.- Para demostrar que el vino a cumplir los mandatos de Dios, manda a Pedro a pagar el impuesto.
En cuanto al pago de impuestos estatales, en Romanos 13:6-7 dice: “Pues por esto también pagáis impuestos, porque los gobernantes son servidores de Dios, dedicados precisamente a esto. Pagad a todos lo que debáis: al que impuesto, impuesto; al que tributo, tributo; al que temor, temor; al que honor, honor.”
Nota 8:
https://youtu.be/a_qOPCjOxfQ?t=848
Toda esta conclusión fue demostrada falsa en los puntos anteriores.
Nota 9:
https://youtu.be/a_qOPCjOxfQ?t=924
Libro de Samuel: 1 Samuel 8
Se afirma lo siguiente: “Los reinos de este mundo surgen como un acto deliberado de rebelión del hombre contra el Reino de Dios”
Contexto histórico: los judíos estaban organizados en una “federación de tribus” formada por las doce tribus de Israel. Efectivamente, como nombra, no tenían un gobernante, ya que su Rey era Dios, pero cada una de estas tribus tenía un juez, el cual era el encargado de resolver disputas entre la población. En este período, Israel estaba en un círculo vicioso, cada vez que se alejaban de Dios, las consecuencias lo alcanzaban, mas, cuando se arrepentía, Éste les mandaba un juez que los libraba del enemigo y les enseñaba como volver a vivir de acuerdo a la Ley (Jueces 2:10-23). Además, como el texto lo indica, los jueces designados por Samuel se corrompieron, por lo que esta organización anárquica estaba por comenzar nuevamente en el circulo. En estos momentos, el pueblo judío estaba siendo amenazado por los filisteos, una nación organizada como una monarquía. Esto suponía una gran amenaza para las tribus de Israel, ya que, al carecer de unidad como una nación bajo el mando de un solo hombre, no podían organizar una defensa apropiada.
La solución del pueblo judío, alejado de Dios, para este problema: el pueblo pide que se les dé un rey humano que los gobierne como las demás naciones.
1.- “Rey humano”: el hecho de que pidan un rey humano no era malo, ya que Dios había previsto en Deuteronomio 17:14-2, que se les daría un rey que los gobierne.
2.- “Gobierne”: que los juzgue, salga delante de ellos y pelee sus guerras. Todos ellos esperaban esto de un rey, pero Dios ya cumplía estas funciones, por lo que se deduce que el pueblo ya no creía en Él.
3.- “Como las demás naciones”: he aquí el problema; los judíos rechazaban a Dios como su Rey, ya no confiaban en la promesa que le había hecho en Deuteronomio 28. Además, queriendo ser como las demás naciones, estaban contrariando a los planes de Dios, ya que Él los había apartado de los pueblos para que sean suyos (Levítico 20:26).
Al final, Dios respeta su decisión, aunque no les convenga. Él les da un rey según su pedido, Saul, quien los llevó a la guerra, ganando numerosas batallas, pero luego el poder lo envileció y finalmente los llevó a la derrota contra los filisteos. Luego de esto, se ungió como rey a David, un Rey según los deseos de Dios, de quien descendería Jesús.
De todo lo visto, queda claro que los problemas en la sociedad no están dados por la existencia del estado, ya que estos se dieron tanto en un estado de anarquía, como bajo una monarquía. Este problema excede al mismo; no depende de él, sino, que está en la desobediencia del mismo a los mandatos de Dios. Un estado es virtuoso siempre que se aferre al Derecho Natural, mas, cuando este no los defienda, se corrompe.
Ahora bien, como se detalla claramente en las advertencias de Samuel, una sociedad anárquica es mejor que una bajo el poder del estado, pero hay que advertir que esto es así, siempre y cuando la misma esté compuesta por individuos justos, buenos, obedientes de los mandatos de Dios; en otra palabra una sociedad compuesta por santos. Como esta no es posible en la realidad, debe haber una autoridad que ponga límites a los inicuos.
Nota 10:
https://youtu.be/a_qOPCjOxfQ?t=1122
“¿Quién es el maligno? […] ¿Cuál es el objetivo del maligno? Es destruir la obra de Dios.”
Si como se vio en los puntos anteriores, el estado fue constituido por Dios para llevar adelante sus designios, para impartir justicia, para llevar a la sociedad al bien común temporal, claramente el maligno buscará corromperlo o destruirlo. En otras palabras, un anarquista es instrumento del maligno.
Nota 11:
https://youtu.be/a_qOPCjOxfQ?t=1236
Mención a Lucas 4:6-7
Efectivamente, el demonio tenía el ejercicio del poder sobre la humanidad que había caído en pecado, pero Jesús al morir y resucitar nos libró del mismo, Juan 12:31 “Ya está aquí el juicio de este mundo; ahora el príncipe de este mundo será echado fuera”. Efesios 2:1-22; Colosenses 2:15; Hebreos 2:14; 1 Juan 3:8; 1 Juan 4:4.
Nota 12:
https://youtu.be/a_qOPCjOxfQ?t=1329
“el Estado es el verdadero anticristo”
El anticristo será un hombre. Posiblemente se esté confundiendo con la “bestia”, la cual, si es una ideología o una forma de poder político, una gran nación que lleva la guerra a los confines del mundo.
Nota 13:
https://youtu.be/a_qOPCjOxfQ?t=1456
Nuevamente, la concepción católica de la política prevé este caso. Todo gobierno es legítimo, siempre que se constituya y actúe de acuerdo al Derecho Natural.
Nota 14:
https://youtu.be/a_qOPCjOxfQ?t=1501
No pude encontrar esa referencia a Benedicto XVI. En cuanto al Concilio de Nicea del año 325, esa posición fue descartada por estudios de textos escritos por el emperador:
“Constantino convocó el Concilio de Nicea con la finalidad de fomentar la unidad y eliminar la herejía. Se sintió obligado a velar por las resoluciones dogmáticas y disciplinares, pero jamás aspiró a suplantar a los Obispos. La intervención imperial la entendía como meramente subsidiaria, puesto que la norma última en cuestiones doctrinales había de ser, como de hecho fue, las tradiciones y los cánones eclesiales y la asistencia del Espíritu Santo a los Obispos. Únicamente si los Obispos no conseguían hacer cumplir las decisiones conciliares, el Emperador estaba dispuesto a intervenir para aplicarlas; jamás para imponerlas él mismo.
Constantino no reclama para sí una supremacía sobre el concilio en cuestiones de fe; prerrogativa que, junto a otras, sí está dispuesto a reconocerle Eusebio, quien convierte al emperador en algo más que un guardián de la Iglesia, viendo en él la cúspide religiosa suprema del mundo visible.
El análisis de los documentos imperiales de 325 a 335 prueba, por tanto, de modo concluyente que el emperador no influyó en el Credo de Nicea. Pero, además, idéntica conclusión se deduce del estudio de la cristología de Constantino, que se deja entrever en alguna de sus cartas. El emperador carecía de la preparación teológica necesaria para dominar los problemas que se abordaron en Nicea. Su cristología es decididamente pre-nicena, como muy bien ha explicado Alois Grillmeier en su importante estudio “Cristo en la tradición cristiana”.” J. M. Sansterre.
Nota 15:
https://youtu.be/a_qOPCjOxfQ?t=1542
Leer “Concepción Católica de la política”. En cuanto a la relación iglesia-estado, seguramente se está confundiendo con las iglesias protestantes, las cuales, al separarse, pusieron como cabeza de las mismas a los reyes de cada una de sus regiones, dando origen a las iglesias-estado luteranas, anglicanas y calvinistas.
En cuanto a la Inquisición, claramente fue víctima de los mitos extendidos por los protestantes luego de la reforma. Hay que diferenciar dos Inquisiciones, la Católica y la protestante. Además, hay que tener en cuenta el contexto social de la época, en donde la herejía era rechazada de forma unánime por la sociedad. Más aún, la herejía era visto como un delito mayor que el asesinato, ya que esta mata el cuerpo, pero la segunda el alma. La inquisición Católica tenía como objetivo no solo juzgar si se estaba cometiendo una herejía, sino principalmente, proteger a los acusados de daños que pudieran sufrir del propio pueblo. Si el acusado era encontrado culpable de herejía, era llevado a las autoridades públicas para que determinaran la sentencia del mismo. En cuanto la inquisición protestante, al estar influenciada por el puritanismo, llegó a ser incomparablemente más intolerante hacia los que diferían de sus creencias. Si tomamos los números de sentencias a la hoguera, se ve claramente lo enunciado: Un total aproximado de 75.600 condenados, contra 89. Peters, Edward, Inquisition, University of California Press, 1989.
Las cruzadas fueron una respuesta de las naciones cristianas al rápido avance de las fuerzas musulmanas que estaban atacando las puertas de Europa. La primera fue respuesta a la toma y masacre de la población de la actual Estambul; viendo esto, y la posibilidad de que continúen conquistando territorios cristianos, sumados al poderío militar y tecnológico que los musulmanes poseían, el Papa Urbano II llamó a los fieles cristianos a recuperar el territorio perdido y retomar el control sobre Tierra Santa. Cabe mencionar que, a diferencia de los musulmanes, los peregrinos no tenían órdenes de atacar ciudades que no se resistiesen a su paso, ni masacrar a los ciudadanos que se rindan luego de su eventual toma.
Nota 16:
https://youtu.be/a_qOPCjOxfQ?t=1555
Solo debo corregir que la “iglesia” de la que habla son las “iglesias-estados” fruto de la Reforma. La Iglesia Católica, en cuanto a Doctrina y continuidad histórica, está protegida del maligno (Mateo 16:18).
Nota 17:
https://youtu.be/a_qOPCjOxfQ?t=1925
Toda esta conclusión fue demostrada falsa en los puntos anteriores.
Consideración final:
Claramente Jesús Huerta de Soto está haciendo uso de la herramienta más preciada de los protestantes: sacar textos bíblicos de contexto y utilizarlos para defender su postura, obviando cualquier cita que la contradiga.
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2019.07.24 02:14 ScraggySZ Es miércoles y las calles están vacías [O]

Hoy iba a ser otro miércoles cualquiera, yo iba a tomarme mi café por la mañana e iría al trabajo en mi sedán rojo.
Pero no lo fue.
Me desperté por la noche... más o menos por las 4 de la mañana, fui al lavabo a hacer mis necesidades, y, acto seguido decidí beberme un vaso de agua. Verás, vivo en una casa debido a que tenía el dinero suficiente para comprarla, el tema, es que, en el pueblo donde resido, todo el mundo vive en pisos, unas calles de donde vivo, y solo hay unas pocas casas, las cuales están a un par de calles, debido a que en este pueblo no todo el mundo tiene la pasta para comprarse un terreno y construirse su propia casita. Básicamente, si quiero ir a ver a un vecino tardo 10 minutos andando.
Al lío, fui a la cocina la cual estaba al lado de la entrada y agarré un vaso, abrí la nevera, y lo llené de agua, mientras pegaba unos sorbos, me acerqué a una ventana para poder notar la belleza de la noche, ese silencio tan bonito, y verlo todo vacío... no sé, me da una sensación de comodidad...
Me acabé el vaso y me metí en la cama.
No pasaron ni 20 minutos hasta que empecé a oír a gente conversar por la calle. Por suerte, logré dormirme.
Sonó el despertador.
Eran las 7 de la mañana y debía desayunar y prepararme para ir al trabajo. Cociné unos huevos fritos y me comí un par de tostadas con mantequilla, junto a un café para despertarme.
Me vestí y recordé que mi turno empezaba a las 9, por lo tanto, tenía tiempo de sobra para relajarme y ver la tele, o algo.
Encendí el ordenador y me puse a jugar a varios juegos RPG online. Estaba en una llamada con mis amigos cuando se fue la luz, cabe añadir que esto solo me había pasado una vez, y fue durante una tormenta. Enfadado, fui al salón y me senté en el sofá, esperando a que volviese la luz pensé:"Tengo un trabajo aburrido y una casa demasiado grande para mí, será mejor que pruebe una de esas apps de citas online."
Había pasado una hora y la luz no volvía, salí y fui a casa de mi vecino para ver si a él le pasaba lo mismo. Llamé a su puerta y... Nada. En ese momento recordé que no vi a ningún ser vivo ni oí ningún ruido. Solo el silencio. Toqué en la puerta del vecino otra vez... Nada. Volví a casa y esperé, hasta que me dormí.
Son las 12:38, mi turno ha empezado hace 3 horas y 38 minutos, sin embargo me encuentro en mi casa, pensé que podría decirle a mi jefe, que estaba malo... Mientras analizaba mis opciones, la luz volvió con un mensaje en la televisión: "Este es un mensaje de emergencia del gobierno, NO se trata de ninguna prueba. Cierre todas las puertas con llave y evite el contacto con el exterior, NO contacte con nadie del exterior, y eviten hacer ruido."
La adrenalina entró a la acción, cerré la puerta frontal con llave y cerré las ventanas, subí al piso de arriba, y entré a mi habitación. Y aquí sigo, debería haber agarrado comida y agua antes de haber subido pero ya es tarde.
Les informaré en un par de días, sigo muy asustado y confuso, debido a que no oigo nada, solo el silencio.
Edición: Han pasado 10 minutos y me queda poca batería, iba a cargar el móvil cuando he oído un coche en la calle y a alguien usar el timbre de mi casa. Sea quien sea, se ha cansado de llamar, no tengo las agallas a bajar.
Segunda parte
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2019.04.08 12:29 NoMeVoyMeQuedo Por qué los barrios pobres no van a votar: la abstención en las zonas más excluidas duplica a la de las más ricas

El barrio sevillano de 'las 3.000 Viviendas', uno de los más empobrecidos de España, fue el que más se abstuvo en las elecciones generales de 2016. Los que más participaron fueron los vecinos del acomodado barrio del Pla del Remei, en Valencia "Es un pez que se muerde la cola: como no votan, los políticos no se interesan por ellos, ellos no se sienten escuchados y vuelven a abstenerse en las siguientes elecciones", explica el investigador Manuel Trujillo BUSCADOR Busca entre las 16 mayores ciudades españolas y comprueba cuál es la renta media del barrio y cuántos votantes se abstuvieron en 2016 Raúl Sánchez 07/04/2019 - 21:37h Compartir en Facebook Compartir en Twitter Norte y sur, este y oeste, centro y periferia o costa e interior pueden marcar las fronteras invisibles de una ciudad. Muchas veces, esos límites no solo señalan las desigualdades económicas sino también políticas. Vivir en un barrio rico o pobre influye de manera determinante en las probabilidades de que una persona acuda a votar a su colegio electoral o se quede en casa en unas elecciones generales.
Por ejemplo, una brecha de casi 90.000 euros de ingresos por hogar separa al barrio de 'las 3.000 Viviendas' en Sevilla, el segundo más empobrecido de España, y El Viso en Madrid, el más rico. La desigualdad económica también se convierte en desigualdad electoral: en el primero, el 55% de los residentes no acudieron a votar en las elecciones generales de 2016; en el segundo, el 18%.
¿Una casualidad? Los datos analizados por eldiario.es muestran que los barrios con menos renta se abstuvieron el doble en las elecciones generales de 2016 que las zonas más acomodadas en las 16 mayores ciudades españolas. Mientras que la abstención alcanzó el 42% en los barrios con una renta media por debajo de los 20.000 euros, solo el 20% de los residentes de las zonas con ingresos superiores a los 50.000 euros renunciaron a votar.
Este es el resultado del análisis de eldiario.es de los datos del proyecto estadístico Urban Audit, publicados por el Instituto Nacional de Estadística, y los resultados electorales de las elecciones generales del 26J. Ver metodología
"Esto no es nuevo, siempre ha habido agujeros negros electorales que han sido los barrios más pobres", explica Braulio Gómez, doctor en Ciencia Política de la Universidad de Deusto y autor de varios trabajos sobre la relación entre abstención y renta. "Si en tu casa no tienes la nevera en condiciones para mantener tu vida cotidiana, es más difícil que tengas ese tiempo para buscar información política", comenta Gómez.
La tendencia se repite en los 16 municipios más poblados de España: cuanto más pobre es el barrio, más se abstuvieron sus residentes en las elecciones generales de 2016. Sin embargo, este fenómeno se agrava en las ciudades con mayor brecha entre barrios humildes y zonas acomodadas. Es decir, áreas metropolitanas más desiguales.
Pero, ¿por qué los residentes de barrios como El Raval (Barcelona), San Cristóbal (Madrid), Los Pajaritos (Sevilla) o Palma-Palmilla (Málaga) acuden menos a votar? Los expertos lo achacan a un alejamiento total de la política y una sensación de exclusión por su situación económica.
"Es un tipo de cultura que es lejana a ellos, que no les representa no participan porque no es su juego político", argumenta Miguel Alhambra, sociólogo de la Universidad Complutense de Madrid y autor de un estudio académico sobre desigualdad social y abstención electoral en Madrid y Barcelona. "Es un efecto de la propia desigualdad: si para tener voz y voto tienes que tener capital cultural, al final te callas", comenta.
'Las 3.000 Viviendas' y la zona de Juan XXIII en Alicante son los barrios que más se callaron en las elecciones del 26J. Alrededor de la mitad de los residentes decidieron no ejercer su derecho al voto en 2016. "Aunque realmente digamos que no hace falta gran cosa (para votar), coger tu DNI y acercarte al colegio electoral, algo que nos parece sencillo, no lo es para muchas personas", explica la doctora en psicología social Cristina Cuenca.
Para Cuenca, es complicado decir "que vaya a votar" a una persona que esté en "una situación de desempleo cronificado, una familia afectada porque el padre o la madre tenga un problema de adicción o una persona sin hogar".
Pero, ¿cómo y a qué partidos votan los barrios de renta más bajas y mayores problemas derivados de esta desigualdad? Para comprobarlo, analizamos los datos de 509 barrios de las mayores ciudades españolas.
Fuente: Urban Audit, INE, Ministerio de InteriorMade with Flourish
Los investigadores alertan de las consecuencias políticas de la segregación entre barrios humildes de baja participación y zonas acomodadas con alta participación. "Es un pez que se muerde la cola: como no votan, los políticos no se interesan por ellos, ellos no se sienten escuchados y vuelven a abstenerse en las siguientes elecciones", argumenta Manuel Trujillo, investigador del Instituto de Estudios Sociales del CSIC.
Precisamente, el estudio Urnas Vacías en los suburbios de las ciudades, realizado por Trujillo y Braulio Gómez para el Observatorio Social de La Caixa, identificó una correlación "altísima" entre vivir en una zona caracterizada por la carencia de todo tipo de recursos y la abstención electoral en las municipales de 2015.
"A nivel electoral, cuando se agudiza este fenómeno, la izquierda pierde muchísimos votos", afirma Trujillo, que pone como ejemplo las pasadas elecciones autonómicas en Andalucía. Tal y como publicó eldiario.es, la abstención se disparó el 2D en los barrios más pobres de Sevilla, Málaga y Córdoba, donde Podemos y sobre todo el PSOE tenían más poder electoral.
Los datos de las generales del 26J, en 2016, también señalan esta tendencia: los partidos de izquierda son mucho más fuertes en los suburbios de las grandes ciudades y las candidaturas de derecha consiguen más votos en las zonas más ricas. Un voto de clase que se agudiza en los extremos: la izquierda promedia el 67% de las papeletas en los barrios que ingresan menos de 20.000 euros y la derecha se lleva el 74% de los sufragios en las zonas con una renta media superior a los 50.000 euros por hogar.
Manuel Buñuel, politólogo e investigador de la relación entre abstención y renta en la ciudad de Sevilla, asegura que existe una sensación en las zonas más marginadas de que la clase política solo va a esos barrios durante la campaña electoral y que después están "cuatro años sin aparecer". "Se ha luchado tanto tiempo para que el voto se ampliara a más capas de la población y los que más lucharon por ampliarlo son los que más se abstienen actualmente", reflexiona Buñuel.
Un fenómeno que apenas ha variado con el surgimiento de formaciones políticas como Podemos o Ciudadanos, según concluye el estudio Urnas Vacías. "Esto genera una concentración de poder político: si los ricos siempre votan, tendrán más poder en sus manos para que se tengan en cuenta sus intereses", explica el investigador Braulio Gómez.
La renta media de los diez barrios que más se abstuvieron en las generales de 2016 era de 19.000 euros por hogar. Entre los diez que más participaron, la cifra sube hasta los 68.000. Para Manuel Trujillo, "esto se acaba convirtiendo en un déficit democrático porque hay cierta población que no se siente representada y que no acaba siendo escuchada".
Más de una treintena de barrios de las grandes áreas urbanas registraron porcentajes de abstención por encima del 40% de los residentes en 2016. Si resides en alguna de las 16 mayores ciudades españolas, puedes buscar tu barrio.
BUSCADOR: ¿cuántos vecinos se abstuvieron en cada barrio en las elecciones del 26J? Busca un municipio o barrio y descubre el porcentaje de abstención o a qué candidaturas votaron los barrios más pobres y ricos. Solo se incluyen 509 barrios de las 16 ciudades más pobladas
Flourish logoA Flourish data visualisation Fuente: Urban Audit, INE, Ministerio del Interior
Para contextualizar la desigualdad política de las ciudades españolas, analizamos los datos de abstención y renta media en los barrios que representan el 20% más rico y el 20% más pobre de diez de las mayores áreas urbanas en España. Haz click en alguna de las siguientes ciudades para leer cada apartado.
Barcelona Gijón Bilbao Sevilla Las Palmas de G.C. Madrid Valencia Córdoba Zaragoza Vigo 1. La segregación económica de Barcelona
Tres factores unen a los barrios de El Raval, El Besòs, el Maresme y Nou Barris. Son los barrios que más se abstienen, más empobrecidos y con mayor población extranjera de Barcelona. Frente a ellos, el distrito de Sarrià-Sant Gervasi agrupa las zonas de mayor renta, menor abstención y más población nativa.
Una segregación económica, racial y social que divide a Barcelona entre la ciudad de Convergencia y PP frente a la de En Comú y el PSOE.
Partido más votado en cada sección censal en las elecciones generales de 2016
CDC
En Comú
PP
PSOE
Cs
ERC 20% más pobre
AbstenciónRenta media41,1%24.410€ 20% más rico
AbstenciónRenta media28,3%55.712€ Fuente: Urban Audit, Ministerio de Interior
  1. Las Mil Quinientas viviendas de Gijón
En 1953, el Instituto Nacional de la Vivienda recibe el encargo de realizar un proyecto para alojar a los obreros que procedían del ámbito rural de Gijón en el Pumarín. Así es como se desarrollaron las Mil Quinientas viviendas que transformaron el barrio en una zona obrera. Todavía hoy, el Pumarín es la segunda zona más pobre de Gijón (23.591€) y en la que más se abstuvieron sus votantes (33,7%).
La zona residencial de urbanizaciones de Las Mestas es la más rica y también la que más participación registró en las elecciones del 26J.
Partido más votado en cada sección censal en las elecciones generales de 2016
PP
PSOE
UP 20% más pobre
AbstenciónRenta media34,3%22.895€ 20% más rico
AbstenciónRenta media27,5%35.186€ Fuente: Urban Audit, Ministerio de Interior
  1. Vivir al lado del Guggenheim en Bilbao
Más de 20.000 euros conforman la brecha entre Abando, el distrito más rico y que más participa de la ciudad de Bilbao, y el resto de zonas de la ciudad. "En Bilbao hay una alta desigualdad pero no llega a los niveles que se llegan en Sevilla, Málaga o Badajoz aunque dentro de Euskadi sí que llama la atención", afirma Braulio Gómez, doctor en Ciencia Política de la Universidad de Deusto.
La desigualdad de Bilbao se manifiesta entre los que viven al lado del Guggenheim, que apenas se abstienen y votan principalmente a PP y PNV, y la zona sur de Errekalde, la más pobre donde Unidos Podemos fue el más votado en 2016.
Partido más votado en cada sección censal en las elecciones generales de 2016
PNV
PP
UP 20% más pobre
AbstenciónRenta media35,7%27.304€ 20% más rico
AbstenciónRenta media27,2%48.514€ Fuente: Urban Audit, Ministerio de Interior
  1. Urnas vacías en 'las 3.000 Viviendas'
La abstención consiguió la mayoría absoluta en 'las 3.000 Viviendas' de Sevilla en las elecciones generales de 2016. El 55% de los votantes decidió abstenerse en un barrio en el que PSOE y UP se llevan el casi el 80% de los votos. Frente a ellos, menos del 20% de los votantes se abstuvieron en el barrio más rico de Sevilla, Santa Clara, donde PP y Cs son opciones mayoritarias.
"Si lo que se lleva al debate es lo que opina un votante de los Remedios o de Triana, no se van a tener en cuenta los problemas de las 3.000 Viviendas", afirma el politólogo Manuel Buñuel.
Partido más votado en cada sección censal en las elecciones generales de 2016
PSOE
PP
UP 20% más pobre
AbstenciónRenta media40,9%17.648€ 20% más rico
AbstenciónRenta media20,3%42.911€ Fuente: Urban Audit, Ministerio de Interior
  1. Las barriadas de Las Palmas, carne de abstención
La brecha económica entre el barrio que más se abstuvo en las elecciones de 2016, las barriadas de la Vega de San José, y el que más participó, la céntrica zona de Arenales-Lugo, es de casi 20.000 euros por hogar. Una diferencia que señala la desigualdad entre el centro histórico construido alrededor del Puerto de Las Palmas y las barriadas periféricas del sur, asentadas en pendiente sobre la ladera de la montaña.
Partido más votado en cada sección censal en las elecciones generales de 2016
PP
PSOE
UP 20% más pobre
AbstenciónRenta media40,2%21.281€ 20% más rico
AbstenciónRenta media30,7%38.264€ Fuente: Urban Audit, Ministerio de Interior
  1. Madrid, una brecha de norte a sur
La capital madrileña presenta los mayores índices de desigualdad de las grandes ciudades españolas, una brecha que se dibuja de sur a norte. Los barrios más pobres del sur, como San Cristóbal (Villaverde) o San Diego (Puente de Vallecas), se abstienen casi el triple que las lujosas zonas más ricas del norte como El Viso (Chamartín) o Piovera (Hortaleza).
Un mapa que dibuja los feudos del PP que siempre votan en las generales frente a los dominios abstencionistas de Unidos Podemos y el PSOE.
Partido más votado en cada sección censal en las elecciones generales de 2016
PP
PSOE
UP
Cs 20% más pobre
AbstenciónRenta media34,2%24.541€ 20% más rico
AbstenciónRenta media18,6%66.586€ Fuente: Urban Audit, Ministerio de Interior
  1. Centro frente a periferia en Valencia
Los residentes del lujoso barrio de El Pla del Remei, en el centro de Valencia, fueron los más entusiastas de las elecciones del 26J. Con solo un 14% de abstención, es el barrio que más participó de las grandes ciudades españolas. Casualmente, es el más rico de la capital y la zona en la que el PP consiguió más porcentaje de voto (61%).
Los mayores índices de abstención se concentran en los barrios pobres de las zonas periféricas como En Corts, El Grau o Tres Forques - La Fontsanta.
Partido más votado en cada sección censal en las elecciones generales de 2016
PP
Pod. - Comp. 20% más pobre
AbstenciónRenta media28,4%23.640€ 20% más rico
AbstenciónRenta media19,0%39.736€ Fuente: Urban Audit, Ministerio de Interior
  1. El sur obrero se abstiene en Córdoba
Más de la mitad del suelo en el barrio de El Naranjo-Brillante, el más rico de Córdoba, está destinado a urbanizaciones, chalets y viviendas unifamiliares. En el Sector Sur, el más pobre de la capital de provincia, las zonas industriales y comerciales acaparan la mitad del suelo, según los datos del INE.
Casi 20 puntos separan los niveles de abstención de ambos barrios en las generales de 2016.
Partido más votado en cada sección censal en las elecciones generales de 2016
PP
PSOE
UP 20% más pobre
AbstenciónRenta media39,4%19.254€ 20% más rico
AbstenciónRenta media21,3%39.228€ Fuente: Urban Audit, Ministerio de Interior
  1. La frontera invisible de Zaragoza
Apenas 3 kilómetros separan las urbanizaciones con piscina de Casablanca, en Zaragoza, con el barrio obrero de Delicias. Aunque no tienen una frontera física, sí existe una simbólica que los separa: los hogares de Casablanca ingresan 30.000 euros más y se abstienen casi la mitad que sus vecinos de Delicias.
Una brecha que se traslada a la perspectiva de voto de los principales partidos. PP y Ciudadanos son mayoría en Casablanca, el barrio más rico de la capital aragonesa, y PSOE y Unidos Podemos son primera fuerza en el más pobre, Delicias.
Partido más votado en cada sección censal en las elecciones generales de 2016
PP
PSOE
UP
Cs 20% más pobre
AbstenciónRenta media32,1%24.806€ 20% más rico
AbstenciónRenta media22,0%43.153€ Fuente: Urban Audit, Ministerio de Interior
  1. Astilleros frente a centro histórico en Vigo
El barrio de Teis en Vigo, el más pobre de la ciudad gallega, fue el que registró el mayor porcentaje de abstención (32%) el 26J. Los principales astilleros de la ciudad y gran parte del puerto comercial señalan un barrio de marcado perfil obrero e industrial donde la candidatura de En Marea fue primera fuerza.
Una zona que se contrapone al centro histórico de Vigo, el barrio más rico de la ciudad gallega, el que más participó (un 26%). El PP fue el partido más votado.
Partido más votado en cada sección censal en las elecciones generales de 2016
PP
En Marea
PSOE 20% más pobre
AbstenciónRenta media29,7%27.838€ 20% más rico
AbstenciónRenta media27,9%34.394€ Fuente: Urban Audit, Ministerio de Interior
Metodología
Para esta información, se han cruzado los datos por secciones censales de las elecciones generales de 2016 con los de renta media por hogar de la operación estadística de Indicadores Urbanos Urban Audit referentes al año 2016, que divide las ciudades en áreas suburbanas (SCD). Estas separaciones no siempre coinciden con divisiones administrativas de distritos o barrios. Solo se han incluido las 16 ciudades más pobladas de España ya que son los únicos municipios que tienen datos de renta desglosados por barrio.
En cada área suburbana, se ha calculado el porcentaje de votos de cada candidatura y el nivel de abstención en las elecciones del 26J a partir de las secciones censales que la componen. Se han descartado los datos de 9 secciones censales de las divisiones realizadas por Urban Audit no existían en las elecciones generales de 2016.
Se han identificado a PSOE, Unidos Podemos y sus confluencias, ERC, Bildu, PACMA y BNG como partidos de izquierda y a PP, Ciudadanos, CDC, PNV, CC, UPyD y Vox como partidos de derecha.
07/04/2019 - 21:37h 0 Compartir en Facebook Compartir en Twitter Enviar a Menéame Imprimir Detrás de esta noticia... Podemos publicar esta noticia gracias a las cuotas que pagan nuestros más de 34.000 socios y socias. Ellos garantizan nuestra independencia editorial y económica. Pero necesitamos más socios para seguir contratando periodistas y publicar más contenidos como este. Si tú también crees en un periodismo libre y de calidad hazte socio, hazte socia. ENLACES PATROCINADOS Jaime González, irreconocible en su reaparición televisiva Jaime González, irreconocible en su reaparición televisiva La Vanguardia La inspección de 120.000km de tu Audi A3 por 299€. Solicita cita. La inspección de 120.000km de tu Audi A3 por 299€. Solicita cita. formularios.audi.es Polen de abeja. Propiedades, cómo tomarlo, para qué usarlo. Polen de abeja. Propiedades, cómo tomarlo, para qué usarlo. universomiel.es El nuevo Kia Ceed Tourer está diseñado para el conductor. DescúbreloEl nuevo Kia Ceed Tourer está diseñado para el conductor. Descúbrelo El nuevo Kia Ceed Tourer está diseñado para el conductor. Descúbrelo Kia Semana Crossover & SUV de Ford, del 8 al 17 de abril Semana Crossover & SUV de Ford, del 8 al 17 de abril Ford Hipoteca NARANJA de ING. Con cero, cero posibilidades de equivocarte Hipoteca NARANJA de ING. Con cero, cero posibilidades de equivocarte ING Más en eldiario.es De dónde viene la extrema derecha: un obispo ultra y la familia de Barberá De dónde viene la extrema derecha: un obispo ultra y la familia de Barberá Podemos se postula en su programa para el 28A como la alternativa al "trío de Colón" y al "temblor de piernas" del PSOE Podemos se postula en su programa para el 28A como la alternativa al "trío de Colón" y al "temblor de piernas" del PSOE La Comunidad de Madrid exige a 70.000 jóvenes pagar un impuesto desconocido para deducirse el alquiler en la declaración La Comunidad de Madrid exige a 70.000 jóvenes pagar un impuesto desconocido para deducirse el alquiler en la declaración recomendado por Los comentarios de nuestros socios 1 luiscor1221 los ricos votan todos, los curas votan todos, los policias,guardias civiles y militares votan ... 2 quijotesco Siempre me he preguntado como es posible que el inconformismo ciudadano sea tan grande pero ... 3 Paubcn Creo que mas que el factor económico interviene el factor cultural, aunque un alto nivel ... 4 Artero No, no es casual, se debe en primer lugar al analfabetismo o simple alfabetización, lo cual ... 5 Cuyobai Los 'problemas' de la legislación electoral quedan sin resolver. Casualmente. 8 DONGUIDO Aquí unas explicaciónes muy bien fundamentadas de por qué los pobres, los obreros, votan a la ... 9 Huge_Head la brecha económica da como resultado la brecha cultural ,que se podría evitar mucho mas fácil ... 11 pepeespuche22 Lleváis toda la razón en El Palmar (Murcia) una pedanía de 24.000 habitantes en los barrios ... 13 Mr.Spock El neoliberalismo persigue la creación de una inmensa clase trabajadora solo preocupada por ... 14 JRG Buenísimo artículo de análisis de datos. En mi opinión shí está una de las bolsas de abstención. ... 15 jjrs50 El gran logro de la derecha es que muchos ciudadanos voten en contra de sus propios intereses. 16 Davex Votar no solo es un derecho, es una responsabilidad y por tanto debería ser una obligación. Pero ... Hazte socioComenta tú también20 comentarios
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